Crocifisso sentenza. Garantire l’incolumita’ fisica di chi ha avuto giustizia dalla Corte di Strasburgo. Ordine del giorno

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Ordine del giorno dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca

Premesso che:

- secondo una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni”;. il ricorso era stato presentato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia e socia dell’Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti).

- il governo italiano ha presentato ricorso e, in caso di accoglimento, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera, altrimenti la sentenza diventerà definitiva fra tre mesi;

- i sette componenti della Corte europea hanno sentenziato che la presenza dei crocifissi nelle aule può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente “segno religioso” e, dunque, potrebbe condizionarli, e se questo condizionamento può essere di “incoraggiamento” per i bambini già cattolici, può invece “disturbare” quelli di altre religioni o gli atei.

Considerato che:

a seguito della sentenza, numerosi esponenti politici, di vari schieramenti hanno sollevato perplessità in merito alla decisione e competenze della Corte di Strasburgo;

in data 12 novembre 2009, si è verificata un aggressione alla sede del Partito Radicale dove sono stati appesi da sedicenti appartenenti al Movimento di Lotta Studentesco, a scopo di intimidazione politica, tre crocefissi. Sempre in data 12 novembre si è venuti  a conoscenza di minacce nei confronti della famiglia della cittadina che ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo;

dal 4 novembre il sindaco di Cittadella di Padova, l’Onorevole Bigonci, ha lanciato una campagna stile far west con manifesti ‘Wanted’ raffiguranti le facce della famiglia per mettere a pubblico ludibrio i ricorrenti;

Che il medesimo ha lanciato ripetuti appelli al Sindaco di Abano, Comune di residenza della famiglia, affinché revochi loro la residenza.

impegna il Governo:

- a garantire la sicurezza personale nei confronti dei cittadini italiani che hanno presentato dei ricorsi, per questa o altre fattispecie, ad organi internazionali contro la supposta violazione di norme a garanzia della non discriminazione per motivi religiosi, e che recentemente sono stati al centro di campagne di intimidazione pubbliche e private;

- a dare immediato corso alle decisioni della Corte di Strasburgo impegnandosi a fare piena informazione circa le motivazioni della corte.

Qui il teso del provvedimento

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