Prostituzione. Disposizioni in materia di esercizio della prostituzione. Ddl 125

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Disegno di legge dei senatori Donatella Poretti, Marco Perduca 

Onorevoli colleghi! – La presente proposta di legge ha come obbiettivo quello di prevedere una nuova regolamentazione dell’esercizio della prostituzione.A quasi 50 anni dall’entrata in vigore della cosiddetta “legge Merlin” (20 febbraio 1958 n.75) e’ sotto gli occhi di tutti come il fenomeno della prostituzione sia degenerato: non solo non si sono chiuse le “case”, ma sono state aperte le strade; non solo non si e’ abolito lo sfruttamento, ma si e’ consegnato l’affare in regime di monopolio nelle mani delle organizzazioni criminali, che attraverso la violenza, la minaccia o l’inganno reclutano, gestiscono l’attivita’, recepiscono i profitti delle persone che si prostituiscono, oltre ad impedire l’abbandono della prostituzione da parte di persone che lo desiderino.

La presente proposta di legge consta di tre soli articoli ed e’ redatta grazie alla collaborazione dell’Aduc (associazione per i diritti degli Utenti e Consumatori). 

Nel primo articolo si prevede che l’esercizio della prostituzione e’ riconosciuto secondo le disposizioni della presente legge ed e’ pertanto previsto l’abrogazione della “legge Merlin”, come passaggio necessario per consentire che la prostituzione sia riconosciuta come una attivita’ lavorativa attraverso cui si offrono servizi sessuali regolarmente remunerati, e i cui profitti, conseguentemente, saranno soggetti a prelievo fiscale. Sara’ il Ministero del Lavoro e della previdenza sociale, di concerto con quello della Salute, a stabilire una serie di misure a cui le persone che esercitano tale attivita’ devono sottostare: controlli sanitari e norme igieniche nonche’ regole di sicurezza dei locali in cui viene esercitata tale attivita’. La relativa normativa fiscale e’ stabilita con apposito regolamento del Ministero dell’economia e delle finanze (articolo 2).

Lasciando invariata la normativa vigente sullo sfruttamento e della prostituzione minorile, non si ravvede la necessita’ di introdurre nuovi articoli nel Codice Penale. Con la legge n. 66 del 15 febbraio 1996 la violenza sessuale da reato contro la morale e’ divenuto un reato contro la persona; con l’introduzione degli articoli dal 609 bis fino al 609 decies del codice penale, si punisce chi costringe qualcuno a compiere o subire atti sessuali con le aggravanti se la vittima e’ un minore. Si ricorda altresi’ che restando in piedi i reati che rimandano ad atti osceni compiuti in luogo pubblico o aperto al pubblico (art. 527 cp e seguenti), la prostituzione esercitata per strada continuera’ comunque ad essere punita sia penalmente, sia con sanzione amministrativa. 

 In alcuni Stati europei, ed in particolare nei Paesi Bassi, anche su pressione delle stesse organizzazioni dei cosiddetti “sex workers” (lavoratori sessuali), si e’ deciso di procedere alla legalizzazione della prostituzione ed alla trasformazione di questa attivita’ in una normale professione, sotto forma di lavoro dipendente, indipendente o cooperativo, con i diritti e doveri che ne conseguono compresi quelli relativi all’assicurazione previdenziale e di tassazione compresi. Questa misura ha innanzitutto permesso di separare la prostituzione volontaria da quella coatta: la prima e’ “emersa” e ha trovato forme legali di svolgimento, minimizzando i costi che ricadono sulla società e sulle persone che svolgono l’attivita’. L’apparato repressivo si e’ potuto cosi’ concentrare in modo più efficace ed efficiente sulla lotta alla prostituzione coatta ed allo sfruttamento, compreso quello dei minori, delle persone minorate o tossicodipendenti.

La presente proposta di legge si ispira al principio e alla convinzione che governare i fenomeni sociali sia piu’ efficace che proibirli, nell’interesse delle persone che si dedicano alla prostituzione o che fruiscono della prostituzione altrui, nonche’ della societa’ intera.  Con la convinzione che mentre in clandestinita’ tutto sia di fatto possibile, solo nella legalita’, con diritti e doveri, la persona sia libera di scegliere.

 DISEGNO DI LEGGE 

Articolo 1 
1- L’attività di prestazione di servizi sessuali remunerati tra persone maggiorenni consenzienti è riconosciuta secondo le disposizioni della presente legge.
2- La legge 20 febbraio 1958 n. 75, e successive modificazioni, e’ abrogata. 

Articolo 2 (prestazione di servizi sessuali remunerativi)
1- La prestazione di servizi sessuali remunerativi puo’ essere svolta in forma autonoma, dipendente o associata. I contratti che prevedono la prestazione di servizi sessuali remunerativi non rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 1343 del codice civile. 

Articolo 3
1- La disciplina relativa ai controlli igienico-sanitari e alla sicurezza dei locali in cui e’ esercitata l’attivita’ di prestazione dei servizi sessuali remunerativi e’ stabilita con regolamento emanato, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concreto con il Ministro della salute.
2- Le disposizioni per la disciplina degli aspetti tributari sono stabilite con regolamento emanato, nelle forme previste dal comma 1, dal Ministro dell’economia e delle finanze.

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7 Risposte to “Prostituzione. Disposizioni in materia di esercizio della prostituzione. Ddl 125”

  1. Prostituzione e fisco. Da una cartella esattoriale si puo’ rivedere la Merlin? | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] Fisco e prostituzione, accertamenti esattoriali, tasse e diritti negati, era il tema della conferenza stampa tenutasi oggi al Senato. Di fronte alle richieste dello Stato alle prostitute di pagare le tasse sulla loro attivita’, diventa ancora piu’ urgente varare una legge su un ambito lasciato senza alcuna regolamentazione, tanto urgente da avere depositato gia’ dal primo giorno della legislatura, un disegno di legge in materia con il senatore Marco Perduca. Un ddl in tre articoli per il riconoscimento dell’attivita’ di ‘prestazione di servizi sessuali remunerati tra persone maggiorenni consenzienti’. Due i regolamenti previsti, uno per i controlli igienico e sanitari, l’altro per il fisco.E proprio sulle richieste di tasse alle prostitute che oggi abbiamo depositato una interrogazione parlamentare per chiedere al governo una ‘interpretazione uniforme’ alla quale l’Agenzia delle Entrate si attenga per il trattamento fiscale dei redditi derivanti dalla prostituzione. Questo sempre in attesa di una legge che ponga fine all’attuale situazione di incertezza, ma che provoca anche lo sfruttamento di tante donne. All’incontro ha preso parte anche Margherita, una ‘accompagnatrice’ che ha avuto una ‘cartella’ da 88 mila euro, presente anche l’avvocato, Luca Berni, che assiste una prostituta che ha ricevuto un’altra cartella esattoriale e che spiega di volere non un pagamento “fatto cosi’” ma un reddito di una attivita’ riconosciuta, superando l’ipocrisia di fondo e una morale cattolica che mantengono una situazione che porta allo sfruttamento e al degrado. Bruno Mellano, presidente dei Radicali, ha evidenziato come siamo di fronte alla sconfitta della politica, tale da far emergere contraddizioni che potrebbero spingere per affrontare il tema. Come si puo’ fare la dichiarazione dei redditi per una attivita’ che non e’ riconosciuta giuridicamente? A fronte del pagamento delle tasse deve esserci il riconoscimento dell’attivita’ svolta dalle prostitute. In caso contrario lo Stato sarebbe paragonabile ad uno sfruttatore perche’ ‘esige’ o ‘estorce’ balzelli dai proventi della prostituzione, attivita’ che non riconosce. Noi chiediamo quindi al governo di darci una risposta perche e’ una situazione che potrebbe portare a denunce”. A preannunciare proprio una denuncia per sfruttamento da parte dello Stato e’ stata Pia Covre, presidente del Comitato dei diritti civili delle prostitute e su questo ha gia’ visto il sostegno di Sergio Rovasio, segretario dell’associazione Certi Diritti, che ha evidenziato come in Italia stiamo regredendo in tema di diritti civili. Il disegno di legge: [...]

  2. signorarita Says:

    egregia senatrice poretti,

    nella attuale situazione politica nei nostri (sono una di quelle prostitute per scelta) confronti mi fa molto piacere di vedere la sua proposta di legge realistico ed essenziale che stabilirebbe sia i nostri obblighi sia i nostri diritti.io ho 46 anni e presto mi ritiro,ma per il futuro in uno stato democratico e di diritti e indispensabile che non ci siano più gruppi di cittadini che vivono in zone ombre ed emarginati.

    la ringrazio e le auguro buon lavoro!
    signorarita
    http://ioprostituta.myblog.it/

  3. Prostituzione. Non e’ con l’ipocrisia che si risolvono i problemi. No alla spazzatura sotto il tappeto | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] Qui il Disegno di Legge   Aggiungi fra i preferiti e condividi: sociallist_3a91d978_url = [...]

  4. Prostituzione e nuova legge. Il Governo alfiere dell’ìpocrisia e delle non-soluzioni | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] http://blog.donatellaporetti.it/?s=carfagna (2)  Qui il Disegno di Legge  Aggiungi fra i preferiti e condividi: sociallist_d6610320_url = [...]

  5. Carfagna: ‘No a prostituzione, comunque’ Ma i radicali: legalizzare quella volontaria Ecco come oggi stanno davvero le cose : il Politico.it Says:

    [...] preferiscono ignorare), tassarla e regolamentarla. Quanto alla prostituzione coatta, come spiega la senatrice radicale Donatella Poretti, non v´è bisogno di nuovi articoli del Codice Penale perché reati come estorsione, riduzione in [...]

  6. Asti – Prostituzione: Elicotteri e Carabinieri voyeur ennesima assurda conseguenza del proibizionismo « Associazione radicale Adelaide Aglietta Says:

    [...] Disposizioni in materia di esercizio della prostituzione. Ddl 125: http://blog.donatellaporetti.it/?p=86 [...]

  7. Giornata Internazionale per la fine della violenza contro le Sex Workers « Associazione Radicali Marche Says:

    [...] Radicali hanno già depositato in Parlamento una proposta di legge, a prima firma della Senatrice Donatella Poretti, che chiede di legalizzare il fenomeno della [...]

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