I temi etici, i dibattiti mancati e le occasioni da cogliere

Interventi Stampa Stampa Invia un commento

Intervento pubblicato su Aprileonline:
Alla richiesta del capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri che in agosto invocava commissioni d’inchiesta, modifiche legislative della legge 194 che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza perche’ l’Aifa aveva finalmente autorizzato la commercializzazione della pillola abortiva RU486, alle urla isteriche di chi tuonava contro una decisione tecnica e scientifica dell’Agenzia italiana per il farmaco, andava contrapposta la serenita’ della ragione. Andava semplicemente risposto con un sereno e tranquillo no. Nella commissione Sanita’ del Senato, invece tutti i gruppi si sono espressi a favore. Ciascuno con i suoi distinguo e le sue priorita’, ma avviando una indagine che nella migliore delle ipotesi risultera’ inutile.
Il Parlamento non puo’ essere chiamato per fare processi inquisitori e politici ad organismi tecnici. Il Parlamento non ha neppure la competenza sulle linee guida e i protocolli di applicazione che sono invece del Governo e del ministero della Salute. Il Parlamento forse dovrebbe occuparsi d’altro che non di disquisire su come un intervento medico debba e possa essere praticato, se in sala operatoria
o in day-hospital, se con un intervento chirurgico o con un farmaco.
Che la richiesta fosse strumentale a riaprire un dibattito sull’aborto, per ora culturale ma chissa’ forse domani anche legislativo, non doveva sfuggire a nessuno. Come non poteva sfuggire la delicatezza di un momento in cui la Chiesa Cattolica e’ disposta a perdonare i comportamenti privati piu’ “immorali” e perfino le leggi razziste e anticristiane in cambio di leggi manifesto come il testamento biologico e l’aborto.
Si parte con una indagine, si fanno delle audizioni, si chiude con un documento che si vota e si impegna Governo e la maggioranza a intervenire su una conquista delle donne e del nostro Paese intero.
Perche’ il Partito Democratico si sia infilato in questa situazione e’ complesso. Quello che e’ utile e’ capire come uscirne.
A questo punto sarebbe un atto dovuto quello delle dimissioni di Dorina Bianchi da capogruppo Pd in commissione Sanita’, o quantomeno da relatrice dell’indagine. La gestione politicamente suicida della vicenda del testamento biologico avrebbe dovuto insegnare che stare sui giornali non equivale sempre ad ottenere risultati politici per il gruppo che si dice di rappresentare, e nemmeno per le idee che si dice di voler sostenere.
Nella migliore delle ipotesi l’indagine si chiudera’ con la messa all’indice della donna che non puo’ essere lasciata da sola ad affrontare l’aborto, e rafforzera’ la tesi secondo la quale l’aborto farmacologico e’ un metodo che per le donne italiane non va bene, come fossero una specie a
parte rispetto al resto del mondo. Nella peggiore delle ipotesi l’indagine si chiudera’ aprendo la strada ad una modifica alla legge 194 in senso restrittivo prostrandosi alle richieste della Chiesa. Di certo cerchera’ di dare una copertura istituzionale alle posizioni oscurantiste del Governo in vista delle linee guida che verranno emanate a fine mese.
Questa e’ la posizione del Partito Democratico o di Dorina Bianchi?
La fase delle primarie del Pd potrebbe risultare utile proprio a dibattere i temi, anche quelli più scomodi.

Aggiungi fra i preferiti e condividi:

Invia un commento

Devi essere un utente registrato per inviare un commento.

WP Theme & Icons by N.Design Studio
RSS Articoli RSS Commenti Accedi