Carceri. I frequenti tentativi di suicidio di Sanremo. Interrogazione

Interrogazioni Stampa Stampa Invia un commento

Interrogazione al Ministro della Giustizia dei senatori Donatella Poretti (Radicali – Pd) e Elio Lannutti (Idv)

Premesso che:

- su impulso di Radicali Italiani, nei giorni 14, 15 e 16 Agosto, si e’ svolta l’iniziativa “Ferragosto 2009 in carcere” che ha visto parlamentari e consiglieri regionali d’ogni schieramento assieme ai garanti per i diritti dei detenuti realizzare il piu’ imponente programma di visite ispettive negli istituti detentivi mai realizzato in Italia;

- le statistiche ufficiali documentano una capienza nazionale di 43.000 posti, ma sono ormai presenti oltre 64.000 detenuti; nella sola Liguria a fronte di una capienza prevista di circa 1.100 detenuti sono ormai presenti negli istituti oltre 1.600 detenuti. Circa 110 sono stati i decessi nei primi mesi del 2009, 1 ogni 2 giorni, alcuni dei quali attribuiti a cause “non accertate”, e oltre 45 i suicidi: si tratta spesso di giovani in attesa di giudizio, appena rinchiusi, che tragicamente preferiscono la morte alla prigione;

- sabato 15 agosto, il senatore Elio Lannutti ha svolto la sua visita ispettiva al Casa circondariale di Sanremo – Valle Armea, accompagnato dal Gianpiero Buscaglia, militante radicale, verificando la situazione di sovraffollamento e di carenza di personale ma anche le difficilissime condizioni di vivibilita’, con celle di 8 persone, con 4 letti a castello, un solo gabinetto e con le docce esterne;

- le cronache giornalistiche di lunedi’ 17 agosto riportano la notizia che nel giro di poche ore, fra sabato 15 e domenica 16 agosto, due detenuti tentano il suicidio proprio nella Casa circondariale di Sanremo: un marocchino ingoia due forchette ed un tunisino si taglia le vene con un coltello. In particolare “Il Secolo XIX”, nell’edizione di Imperia e Sanremo, di lunedi’ 17.8.09 riporta a pagina 19 un articolo di Fabio Pin, che ricostruisce come segue i due episodi: “il primo riguarda un marocchino che sabato ha ingerito due forchette che, contrariamente al regolamento, erano di metallo e non di plastica; il giovane, che sta scontando una condanna per spaccio di droga, dopo una breve tappa in infermeria e’ stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Sanremo; esami clinici e Tac hanno confermato la presenza di due forchette all’altezza della bocca dello stomaco e d’un principio d’emorragia interna; completate le indagini, stanotte e’ stato sottoposto a intervento chirurgico: la prognosi resta riservata. Circa i motivi del gesto, si parla d’una forte crisi depressiva; le guardie escludono intervento di terzi: che sia stato costretto, cioe’, a ingoiar le forchette; resta da capire come sia venuto in possesso di posate di ferro; per scoprirlo, non e’ escluso che l’autorita’ giudiziaria apra un fascicolo. Idem per il secondo episodio, che ha visto ieri mattina un altro tunisino tagliarsi le vene d’un avambraccio servendosi d’un rudimentale coltello; le sue condizioni non destano preoccupazione: subito soccorso e portato all’ospedale, gli son stati applicati numerosi punti di sutura; dopo tre ore e’ tornato in carcere. Probabilmente le vicende non hanno un collegamento diretto con la situazione di sovraffollamento dell’istituto di pena di Sanremo, pero’ e’ un fatto che due tentativi di suicidio (ma il secondo episodio e’ classificato “atto d’autolesionismo”) sottolineano le precarie condizioni dell’Armea sia per la vivibilita’ (344 detenuti anziche’ 249) sia per l’aspetto sicurezza, tenuto conto delle croniche carenze del personale: 172 agenti in servizio effettivo anziche’ 250.” Inoltre “La Stampa”, nell’edizione di Sanremo, di venerdi’ 21 agosto riporta a pagina 53 un articolo della redazione locale, che ricostruisce un altro episodio di tentato suicidio da parte di un altro detenuto tunisino: “L’emergenza e’ scattata poco dopo le 18,30 di mercoledi’ (19 agosto). Protagonista dell’episodio di autolesionismo e’ stato un detenuto tunisino che si e’ provocato una ferita ai testicoli e ad un vaso sanguigno principale di un braccio. Gli agenti, chiamati dai compagni di cella, hanno tamponato le ferite non senza difficolta’ e solo per una questione di pochi minuti l’uomo non e’ spirato per lo choc emorragico”.
Nel rispondere alle domande del questionario predisposto da Radicali Italiani per le visite ispettive di “Ferragosto 2009 in carcere” l’istituto da denunciato quattro atti di autolesionismo negli ultimi sei mesi.
Durante la visita ispettiva del 15 agosto mattina, al Reparto Degenza, cella 8, due detenuti maghrebini (J.K e K.N.) si son lamentati col direttore davanti alla delegazione: uno dichiarava d’esser stato derubato in carcere durante il trattamento insulinico e denunciava la violazione della propria corrispondenza. L’altro dichiarava di essere da tempo in sciopero della fame perche’ impossibilitato a veder la figlia: mentre interloquiva con il direttore sulle sue richieste e sul metodo nonviolento di lotta attivato, staccava dal muro una foto a colori con dedica, che lo raffigura con la figlia, e la dava alla delegazione.

Per sapere:
-Quale e’ la ricostruzione ufficiale dei tre eventi segnalati dalle cronache giornalistiche locali;
- se i due detenuti maghrebini J.K. e K.N., segnalatisi alla direzione durante la visita ispettiva, siano gli stessi autori di due dei tre tentativi di suicidio messi in campo nelle ore successive;
- se in riferimento alla ritardata concessione di incontro con la piccola figlia, richiesta segnalata dal detenuto K.N. anche con l’iniziativa nonviolenta dello sciopero della fame, siano riscontrabili elementi di responsabilita’ dell’amministrazione penitenziaria o della magistratura competente;
- se non ritiene preoccupante il numero crescente di suicidi, tentativi di suicidio, atti gravi di autolesionismo, nelle strutture detentive italiane e nello specifico caso della Casa circondariale di Sanremo;
- cosa intenda fare per decongestionare il sovraffollamento nel Carcere di Sanremo e per incrementare l’organico del corpo degli agenti di polizia penitenziaria e delle altre figure professionali, in particolare educatori e psicologi, indispensabili per migliorare le condizioni psicologiche di detenzione.

Aggiungi fra i preferiti e condividi:

Invia un commento

Devi essere un utente registrato per inviare un commento.

WP Theme & Icons by N.Design Studio
RSS Articoli RSS Commenti Accedi