Carcere di Arezzo: sovraffollamento, carenza di organico e struttura antica. E una partita al pallone diventa un miraggio per i detenuti!

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Nell’ambito dell’iniziativa “Ferragosto in carcere” organizzata da Radicali Italiani, questo quanto ho rilevato stamane nella mia visita ispettiva. La Casa Circondariale di Arezzo, una struttura risalente al 1920, presenta le caratteristiche classiche dell’attuale sistema penitenziario: sovraffollamento e carenza di organico, uniti ad un edifico antico che abbisogna di interventi. Tutto affidato alla buona volonta’ della direzione e del personale penitenziario e all’autodisciplina dei detenuti. Dovevano partire a giugno e ora sono previsti interventi e lavori di ristrutturazione per 2 milioni e mezzo di euro e una durata di 18 mesi. Vedremo, ma alcune carenze, come la mancanza di uno spazio verde resteranno!
Stamani i detenuti erano 114, di cui 74 stranieri, a marzo avevano toccato picchi di 140, la capienza regolamentare e’ di 65 e quella tollerata di 91. Al 10 agosto gli agenti penitenziari erano 82 in pianta organica, in servizio 62 da cui detrarne 7 per distacchi vari e una decina in ferie. 1 educatore e 1 psicologo. 30 i detenuti con sentenza definitiva, 44 alcol o tossicodipendenti di cui 9 in trattamento metadonico, 1 sieropositivo, 16 posti per lavori all’interno, 1 detenuto in semiliberta’. I reati sono cosi’ suddivisi: 59 violazione leggi sulla droga, 39 reati contro la persona, 9 violazione leggi sulle armi, 1 associazione stampo mafioso, 10 violazione leggi sugli stranieri.
A fronte di un unico reparto, il seminterrato con celle singole e aperte, gli altri due, piano terra e primo presentavano celle da 4 e 8 persone con un bagno (la doccia e’ esterna e puo’ essere fatta ogni due giorni) e sempre chiuse. Unico momento di socialita’ le 4 ore d’aria (dalle 9 alle 11 e dalle 13 alle 15) nel cortile in cemento a tutto sole. La palestra, accessibile una volta alla settimana, non e’ piu’ in funzione da un anno e mezzo per carenza di organico. Vengono organizzati corsi di formazione, ma non nei mesi estivi sempre per la mancanza del personale e per le ferie.
La visita l’ho effettuata in compagnia della consigliera regionale di Sinistra e Liberta’, Bruna Giovannini, del responsabile Uil Penitenziari, Mauro D’Asti e da Giuseppina Nibbi e Lorenzo Bianchi dell’associazione aretina Liberaperta, accompagnati sia dal direttore Paolo Basco, che dal comandante degli agenti.
Il cortile di cemento e’ pericoloso per giocare a pallone, chi cade puo’ farsi male e la responsabilita’ sarebbe dell’amministrazione penitenziaria. Dopo una lunga trattativa con il direttore e il comandante, i detenuti domattina dovrebbero sottoscrivere un’autodichiarazione per esentare il carcere da eventuali responsabilita’ e forse domani si terra’ la tanto agognata partitella di pallone in occasione del ferragosto!

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