Iran: droga e pena di morte. Grazie alla collaborazione dell’Italia?

Comunicati Stampa Stampa Invia un commento

E’ di oggi la notizia che l’Iran ha ‘festeggiato’ l’insediamento di Ahmadinejad con l’impiccagione di 24 spacciatori di sostanze stupefacenti. L’impiccagione di massa, secondo quanto riportato dall’organizzazione per i diritti umani che ne ha per prima data notizia, sarebbe avvenuta lo scorso 31 luglio in un carcere (1). L’Iran e’ il secondo Paese al mondo per numero di esecuzioni capitali (dopo Cina e prima di Arabia Saudita) (2).
Cio’ che sconcerta non e’ solo l’uso massiccio di questo incivile e disumano strumento di ‘giustizia’, o le notoriamente scarse garanzie di difesa degli imputati, ma il fatto che l’Italia abbia contribuito a questo scempio. Nonostante si autodefinisca leader mondiale contro la pena capitale e prima promotrice della moratoria internazionale dell’Onu, ha aiutato la Repubblica islamica dell’Iran a condannare i propri cittadini -anche minorenni- a morte. Il tutto nel nome della guerra alla droga.
Lo scorso anno avevo denunciato il ruolo dell’Italia nell’addestramento dei cani antidroga e delle unita’ cinofile iraniane (3). Il cane antidroga e’ strumento utilizzato appunto nell’individuazione del possesso e dello smercio di sostanze stupefacenti, reato punito in Iran con la pena di morte. Se ne deduce che lo Stato italiano sta attualmente fornendo un prezioso strumento di individuazione e formazione di prove utilizzate per l’impiccagione di centinaia di cittadini iraniani.
Per questo, insieme al senatore Marco Perduca, avevo rivolto una interrogazione ai ministri della Difesa e degli Affari Esteri, ignorata ad oggi dai ministeri competenti, per sapere:
- se il Governo ritenga compatibile con l’articolo 27 della Costituzione e con la moratoria internazionale contro la pena di morte, la fornitura di strumenti essenziali per l’individuazione di reati perseguiti con la pena di morte in Iran;
- quali sono i Paesi a cui le forze dell’ordine italiane hanno fornito strumenti atti all’individuazione di reati perseguiti con la pena di morte, come l’addestramento di unita’ cinofile antidroga;
- se il Governo non ritenga opportuno fornire copia dell’accordo firmato con Teheran.

(1) http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=19867
(2) Qui il rapporto di Nessuno Tocchi Caino sulla pena di morte in Iran
(3)  http://blog.donatellaporetti.it/?p=216

Aggiungi fra i preferiti e condividi:

Invia un commento

Devi essere un utente registrato per inviare un commento.

WP Theme & Icons by N.Design Studio
RSS Articoli RSS Commenti Accedi