Ru486. Metodo gia’ previsto in legge. Contraccezione, clandestinita’ e obiezione di coscienza

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La decisione dell’Aifa era un atto dovuto vista la procedura del mutuo riconoscimento di un farmaco sperimentato e utilizzato in alcuni Paesi europei da oltre 10 anni. La notizia in realta’ non c’e’ nonostante il susseguirsi di commenti: la legge 194/78 prevede l’interruzione volontaria di gravidanza e prevedeva anche la possibilita’ che le tecniche si aggiornassero e quindi non solo non prevedeva il solo intervento chirurgico, ma anzi promuoveva altre modalita’ tra cui appunto quello farmacologico.
Chi decide di interrompere una gravidanza non desiderata non lo fara’ perche’ esiste anche la possibilita’ della Ru486, l’immagine di una donna che decide di non essere madre perche’ c’e’ una pillola e’ quanto di più maschilista e idiota possa essere detto.
Se vogliamo parlare di aborto e di come fare a proseguire nel trend di calo di ricorso all’aborto, e’ bene parlare di contraccezione e di procreazione responsabile pensando anche di coinvolgere la scuola con momenti di informazione sessuale e le donne immigrate che sono quelle i cui numeri sono in controtendenza rispetto alle italiane. Dati tuttavia raccolti prima dell’entrata in vigore del reato di clandestinita’.
Se infine vogliamo parlare di aborto sarebbe bene capire il dato inquietante dell’obiezione di coscienza da parte dei medici e dei sanitari ad una legge che pur con i suoi difetti ha dimostrato di funzionare. Capire perche’ gli obiettori aumentano fino ad arrivare nell’ultima relazione al Parlamento al dato complessivo di 70,5 per cento di ginecologi che fanno obiezione con punte nell’Italia meridionale di neppure due medici ogni dieci che realizza interventi di aborti nel rispetto della legge. La maglia nera e’ tuttavia del Lazio con l’85,6 per cento di obiettori, non sara’ un caso che e’ la stessa regione che ospita la citta’-stato del Vaticano che gia’ preannuncia scomuniche e quindi mancate commesse?

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1 Risposta to “Ru486. Metodo gia’ previsto in legge. Contraccezione, clandestinita’ e obiezione di coscienza”

  1. socialista eretico Says:

    concordo con il richiamo alla contraccezione , all’educazione sessuale e contro l’obiezione di coscienza(almeno nelle strutture statali o convenzionate) però farei presente che:

    1) l’ Italia è uno dei Paesi dove si ricorre di più all’aborto in Europa:
    http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/04/27/focus2.jpg
    inoltre si parla di 120 mila aborti l’anno. Per dare un’idea la piaga dei morti sul lavoro che tanta apprensione suscita riguarda circa mille persone l’anno !

    2) parlare di ricorso all’aborto per “gravidanza non desiderata” in sostanza avvalora la tesi di chi propaganda la figura della donna che abortisce come andasse dal dentista. L’aborto non è un diritto , è pensabile solo come “costrizione”, come “estrema possibilità”, come “legittima difesa” . Troppe volte in ambito laico si tende a sottovalutare questo.

    3) quantomeno finchè l’aborto sarà effettuato da strutture pubbliche , la donna avrà un dovere sociale aggiuntivo nell’evitarlo.

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