Referendum. Contro lo sfascismo, ddl per la riforma

Comunicati Stampa Stampa Invia un commento

Dopo l’ennesimo bagno di soldi, di credibilita’ delle istituzioni, di sfascismo dei partiti che scelgono di fare propaganda per la non-partecipazione piuttosto che per il No, per evitare che sui referendum abrogativi venga solo archiviata la solita pagina tombale di un istituto che nessuno ha voglia di riformare ma che le minoranze continuano imperterrite ad utilizzare creando inutili illusioni di riforme impossibili, ho deciso di presentare due disegni di legge per la modifica della legge referendaria e della Costituzione.
L’intenzione e’ di intervenire li’ dove i referendum hanno mostrato il massimo di debolezza per il potenziale uso da parte dei cittadini e il massimo di sicurezza per chi, al potere, non intense assolutamente che lo stesso possa essere messo in discussione. Per farlo mi sono avvalsa della collaborazione dell’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori).
Nel ddl per la revisione costituzionale si affronta il problema del quorum che, dall’attuale 50% + 1 degli aventi diritto, viene abolito, ritenendo quindi il referendum valido nel momento in cui sia stato indetto e vi abbiano partecipato gli elettori.
Nel ddl per la riforma della legge attuativa, invece, affronto alcuni degli scogli che negli anni hanno impedito che questo strumento potesse essere utilizzato senza dover necessariamente sottomettersi alla mannaia del potere. Il parere della Corte costituzionale per la conformita’ dei quesiti su cui sono state raccolte le firme, viene oggi espresso a firme raccolte, dopo la verifica della Cassazione. Siccome la Corte Costituzionale ha mostrato un ondeggiare non tanto espressione della loro opinione giuridica ma del momento politico in cui viene chiesto (referendum un tempo respinti, solo alcuni anni dopo sono invece stati accettati), il ddl propone che questo pare sia espresso prima dell’avvio della raccolta firme, cosi’ come gia’ avviene per alcuni referendum in alcune regioni, e che a farlo siano almeno 5.000 elettori (l’1% dei 500.000 necessari perche’ la richiesta referendaria sia valida).
Due riforme per restituire ai cittadini il compito di vigilare sul lavoro delle istituzioni, ed in alcuni casi di correggerne gli effetti eliminando leggi talvolta inutili e dannose.

- Qui il ddl sulla riforma costituzionale
- Qui il ddl sulla riforma della legge attuativa

Aggiungi fra i preferiti e condividi:

Invia un commento

Devi essere un utente registrato per inviare un commento.

WP Theme & Icons by N.Design Studio
RSS Articoli RSS Commenti Accedi