Otto per mille. Soldi al terremoto? No, priorita’ alle casse vaticane. Rivedere il diabolico meccanismo

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Sulla scia di una iniziativa lanciata nelle scorse settimane avevamo trasformato in ordine del giorno, e quindi in atto di formale di impegno per il Governo, la volonta’ di destinare la quota statale dell’otto per mille alla ricostruzione dell’Abruzzo, come gia’ previsto dalla legge.Cio’ che si chiedeva era “solo” che il Governo lo facesse sapere ai contribuenti affinche’ apponessero la loro firma sulla dichiarazione dei redditi. Considerato che neppure il 40% esprime una scelta tra Stato e confessioni religiose, e che solo il 10 sceglie lo Stato, fare una campagna di informazione avrebbe permesso allo Stato di rivolgersi a quel 60% dei contribuenti. Visto che comunque l’otto per mille dell’Irpef viene sottratto interamente al gettito fiscale (1 miliardo per il 2008) e ripartito in base alle scelte espresse, una campagna per la quota statale da destinare alla ricostruzione dell’Abruzzo e al recupero dei beni culturali avrebbe consentito di recuperare un bel po’ di soldi. Ma l’ironia ha voluto che il relatore e il Governo si siano espressi contro con la motivazione piu’ incredibile: operazione troppo onerosa ed estranea alla materia!
False entrambe, ma le parole tradivano la vera preoccupazione: operazione onerosa, non per le casse italiane ma per le casse dello Stato vaticano e estranea alla materia dell’otto per mille, dove la quota statale e’ una foglia di fico per coprire lo scandalo di uno Stato che usa i soldi dei contribuenti, anche di quelli che non vogliono, per pagare una confessione religiosa.
L’occasione e’ buona per ribadire la necessita’ di rivedere complessivamente la materia. Alla Camera e’ gia’ depositata una pdl costituzionale di Maurizio Turco di revisione complessiva, al Senato ne depositeremo un’altra nello spirito di ridurre il danno, quindi per modificare il meccanismo diabolico delle scelte non espresse: solo chi sceglie si vedra’ sottratto il suo otto per mille al gettito fiscale.

Di seguito l’odg G12 e lo stenografico della seduta di ieri 19 maggio:

Considerato che:
- il necessario e urgente sforzo economico che il Governo sta mettendo in atto per il soccorso, l’assistenza e la ricostruzione delle zone colpite dal sisma in Abruzzo;
- che la ricostruzione avverrà in tempi brevi e direttamente sotto la responsabilità della Presidenza del Consiglio;
- che tra le misure proposte per il finanziamento della ricostruzione delle zone terremotate si ipotizzano la proroga dei termini per le scadenze fiscali per il pagamento di tasse e tributi locali e nazionali, nonché la sospensione, per un certo periodo di tempo, del pagamento delle rate dei mutui, così come dei contributi previdenziali locali;

considerato inoltre
- che il gettito dell’8permille relativo al 2008 ha superato complessivamente il miliardo di euro. Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8permille del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. La scelta si compie mettendo la propria firma sul modello in corrispondenza dell’istituzione prescelta. Se non si appone alcuna firma la ripartizione avviene seguendo la percentuale delle scelte espresse;
- tra le finalità dell’utilizzo dei fondi dell’8permille della quota statale vi sono, tra le altre cose, le calamità naturali e la conservazione dei beni culturali;
- secondo gli ultimi dati ufficiali completi sulle preferenze degli italiani sono quelli relativi ai fondi incassati dallo Stato e dalle confessioni religiose nel 2004, relativi ai redditi del 2000, denunciati nel 2001, e che secondo tali dati solo il 10,28% dei contribuenti ha scelto lo Stato come destinatario dell’8permille, ma solo il 39,6% ha scelto una destinazione della propria quota dell’8per mille;
- con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie.

Impegna il Governo:
a lanciare una campagna informativa relativa alla possibilità di destinare l’8permille allo Stato per far fronte alle spese necessarie per la calamità naturale abruzzese e per la conservazione di tutti i suoi beni culturali.
Poretti, Bonino, Perduca
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PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l’ordine del giorno G10 non verrà posto in votazione.
Sull’ordine del giorno G12 c’è un invito al ritiro. Senatrice Poretti, lo accoglie?

PORETTI (PD). Signora Presidente, il relatore poc’anzi mi ha invitato a ritirarlo perché troppo oneroso. Mi chiedo dove sia l’onere e lo chiedo al relatore, perché se è il caso potrei anche cambiare idea. In realtà, l’ordine del giorno prefigurava come avere soldi a disposizione. Infatti, l’8 per mille dell’IRPEF – come lei mi insegna – viene comunque sottratto al gettito fiscale. Non capisco quindi la motivazione, se il relatore mi convince posso anche ritirare l’ordine del giorno.

D’ALI’, relatore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D’ALI’, relatore. La motivazione dell’invito al ritiro era duplice. La prima si riferiva all’onerosità, perché la campagna informativa, che farebbe contenti alcuni mezzi di comunicazione, se svolta a livello nazionale potrebbe essere estremamente onerosa. L’altra motivazione nasceva dalla convinzione che l’ordine del giorno fosse estraneo alla materia. Durante l’espressione del parere ho precisato che la collocazione della materia è più da 5 per mille che da 8 per mille. Il mio giudizio resta quindi confermato per cui permane l’invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Senatrice Poretti, insiste per la votazione dell’ordine del giorno G12?

PORETTI (PD). Signora Presidente, ringrazio il relatore per avermi dato almeno una risposta, anche se chiaramente non mi ha convinto, ma credo non abbia convinto neppure se stesso.
Lei sa benissimo, infatti, senatore D’Alì, che l’8 per mille prevede esattamente tra le destinazioni della quota statale le calamità naturali e, visto che stiamo parlando di terremoto e di conservazione dei beni culturali, mi chiedo davvero se in questo luogo le parole abbiano un senso.
Colgo comunque l’occasione per fare una dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo e per dire che, almeno io, voterò a favore di quest’ordine del giorno, cioè della possibilità per lo Stato di fare pubblicità per sollecitare quel 60 per cento degli italiani che non sceglie la destinazione del proprio 8 per mille, affinché quest’anno invece lo faccia, ricordando che tra le destinazioni dell’8 per mille della quota statale c’è, appunto, anche quella relativa alle calamità naturali.
Concludendo, mi appello al Governo affinché riveda la sua posizione ed accolga l’ordine del giorno in esame, perché temo che l’onerosità sia invece quella delle casse della Chiesa cattolica. Infatti, se non ci si vuol mettere a fare una campagna di informazione in questo senso, evidentemente è perché si decide di non mettersi in concorrenza con chi invece fa pubblicità e, soprattutto, prende la quota e la fetta più grossa, approfittando anche del meccanismo diabolico dell’8 per mille, che permette di sottrarre tale quota anche a chi non sceglie, ripartendola poi in base alle scelte di chi si è invece espresso. In questo caso, quindi, evidentemente il parere più che venire dal Governo dello Stato italiano proveniva da quello dello Stato Vaticano.
Insisto dunque per la votazione dell’ordine del giorno G12.

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