Aids/Onu. Interrogazione contro il contagio da iniezioni

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Interrogazione a risposta scritta dei senatori Donatella Poretti, Marco Perduca, Ignazio Marino, Franca Biondelli, Leopoldo Di Girolamo, Daniele Bosone    (gruppo Pd)

 alla Presidenza del Consiglio

 Premesso che:

- dal 9 al 11 giugno 2008 si svolgerà a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, una riunione ad alto livello per verificare gli obiettivi della lotta allo HIV/AIDS a livello mondiale e le azioni necessarie per conseguirli entro l’anno 2010;

 Considerato che:

- nel 2001, nella Sessione Speciale dell’Assemblea Generale dell’ONU sullo HIV/AIDS, sono stati stabiliti obiettivi concreti per combattere l’infezione HIV a livello mondiale, compresi l’aumento di stanziamenti e un più ampio accesso alla prevenzione, nonché al trattamento e al sostegno psicosociale delle persone colpite;

- nel 2006, in una riunione ad alto livello tenutasi a New York, gli stati membri hanno verificato i progressi raggiunti, dichiarando tuttavia “che la situazione costituisce ancora una emergenza globale e rappresenta una delle più formidabili sfide allo sviluppo, al progresso e alla stabilità delle singole società e del mondo nel suo insieme”;

 Visto che:

- la trasmissione del virus HIV tramite uso di siringhe infette tra i consumatori di sostanze stupefacenti costituisce ancora una minaccia per la salute pubblica, poiché si stima che il 10% di tutte le nuove infezioni a livello globale (e ben il 30% a livello mondiale esclusa l’Africa sub Sahariana) siano associate all’uso di sostanze stupefacenti per via iniettiva, mentre si calcola che ci siano circa 13 milioni di persone che si iniettano stupefacenti quotidianamente;

 Preso atto che:

- negli ultimi tempi, le più importanti agenzie dell’ONU (UNAIDS; OMS; UNODC) hanno pubblicato documenti che esplicitamente raccomandano di adottare strategie di prevenzione che includano lo scambio di siringhe e i trattamenti con farmaci sostitutivi;

- tuttavia queste pratiche sono ancora lungi dall’essere adeguatamente e omogeneamente applicate nei paesi membri delle Nazioni Unite;

 Considerato che:

- l’agenda della prossima riunione di New York è assai complessa e c’è il rischio che le questioni relative alla prevenzione fra i consumatori di stupefacenti per via iniettiva e al loro diritto alle cure non ricevano l’attenzione che meritano sia nel dibattito che nel rapporto finale della riunione.

 

i sottoscritti Senatori interrogano il Governo se non ritiene che:

- nella delegazione italiana debbano essere adeguatamente rappresentati esperti di sanità pubblica, e in particolare esperti dell’ex Ministero/dipartimento Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità, nonché associazioni di malati, per contribuire efficacemente al dibattito in sede mondiale;

- che l’Italia debba inequivocabilmente sostenere: 

1) che la risposta internazionale all’HIV fra i consumatori di sostanze stupefacenti avvenga nel rispetto dei diritti umani;

2) che un’efficace prevenzione fra i consumatori di sostanze stupefacenti per via iniettiva sia basata su strategie globali di sanità pubblica che comprendano un ampio accesso ai trattamenti con sostitutivi e ai programmi di scambio siringhe;

3) che tutte le agenzie ONU, compresa l’UNODC, sostengano con decisione l’incremento dello scambio di siringhe e dei trattamenti con sostitutivi, specie nei paesi più affetti dalla trasmissione dell’HIV per via iniettiva;

 4) che maggiori risorse siano devolute alla prevenzione fra i consumatori per via iniettiva e concentrate sulle pratiche di cui è provata l’efficacia;

5) che i consumatori di sostanze stupefacenti abbiano gli stessi diritti e possibilità di accesso alle cure antiretrovirali superando i molti ostacoli e pregiudizi che spesso li vedono formalmente o informalmente esclusi dalle cure;

 6) che la prevenzione dell’HIV fra i consumatori di stupefacenti diventi uno degli argomenti più importanti nella revisione della strategia decennale sulle sostanze stupefacenti decisa all’Assemblea generale dell’Onu del 1998 (UNGASS), revisione attualmente in corso sotto la guida della Commission on Narcotic Drugs dell’ONU (CND);

7) che il rapporto conclusivo della prossima riunione di New York dia adeguato risalto alla prevenzione fra i consumatori di stupefacenti e al loro diritto di accesso alle cure, e sottolinei l’importanza del dialogo e confronto con la società civile, in particolare con le associazioni che raggruppano le persone colpite da HIV/AIDS. 

 

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