Terremoto Abruzzo. Previsioni: falso allarme da denunciare o metodo scientifico da sostenere? Interrogazione

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Nella drammatica vicenda del terremoto in Abruzzo si e’ aggiunta una questione che occorrera’ chiarire e su cui, insieme al senatore Marco Perduca, chiediamo fin da ora al ministero dell’Interno e al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di fornire delle risposte.Presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e’ in funzione una strumentazione che potrebbe essere in grado di anticipare il verificarsi di un terremoto fino a 6-24 ore prima. La tecnica e’ basata sullo studio del “comportamento” dell’elemento chimico chiamato Radon. Il ricercatore Giampaolo Giuliani ammette che la comunita’ scientifica non e’ concorde nel giudicare il suo metodo, ma essendo ospite dei Laboratori evidentemente vi si ripone una qualche fiducia.
La scorsa settimana dopo aver annunciato un terremoto disastroso, il capo della protezione civile Guido Bertolaso lo aveva apostrofato come uno di “quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false”. Ne era seguita una accusa di procurato allarme.
Oggi, dopo la tragedia, Giuliani parla con amarezza: “Questa notte il mio sismografo denunciava una forte scossa di terremoto e ce l’avevamo online. Tutti potevano osservarlo e tanti l’hanno osservato. Poteva essere visto se ci fosse stato qualcuno a lavorare o si fosse preoccupato”. Anche poche ore, minuti, possono essere utili per salvare vite umane dagli effetti di un terremoto.

Con l’interrogazione si chiede ai ministeri di sapere:

- quale valutazione scientifica intendono dare dello studio del “comportamento” dell’elemento chimico chiamato Radon, trovandosi tali apparecchiature nei Laboratori nazionali del Gran Sasso (LNGS), uno dei quattro laboratori dell’Istituto Nazionale Fisica Nucleare (INFN);
- quali finanziamenti vi sono stati destinati e che rapporti intercorrono tra questi Laboratori e la Protezione Civile;
- se intendono proseguire nel finanziamento di strutture di monitoraggio di eventi sismici come quelle presenti nei Laboratori nazionali del Gran Sasso, pur ignorandone i suoi eventuali allarmi.

Qui il testo dell’interrogazione

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1 Risposta to “Terremoto Abruzzo. Previsioni: falso allarme da denunciare o metodo scientifico da sostenere? Interrogazione”

  1. hubert simonot Says:

    In attesa di un parere autorevole dai parte dei ministeri e della comunità scientifica, offro qualche complemento d’informazione sul tema:

    Il Radon Rn222 è un gas nobile radioattivo di origine naturale. Presente nell’aria sotto forma di tracce, in concentrazione più o meno alta secondo le condizioni locali, è un emettitore di radiazione alfa, molto pericoloso per l’uomo perché possibile causa di tumore del polmone. Per quanto detto, da tempo il Radon è oggetto di monitoraggio da parte delle istituzioni incaricate della salute del pubblico, in Italia come in tanti altri paesi.

    Il Radon proviene indirettamente dal decadimento dell’uranio ed è rilasciato in permanenza dalla crosta terrestre direttamente in aria oppure in soluzione nelle acque sotterranee. Risulta quindi facile capire che eventi di tipo sismico, che causano tensioni e deformazioni profonde della crosta terrestre possano modificare il rateo di rilascio del Radon.

    Il monitoraggio del Radon in correlazione con eventi sismici non è una tecnologia nuova. Il principo consiste in:
    1) misurare la concentrazione del Radon nell’aria o nell’acqua; trattasi di una misura di radioattività dell’aria o dell’acqua, che utilizza strumentazione di tipo nucleare, con principi fisici noti da molti decenni,
    2) confrontare i dati di concentrazione con gli eventi sismici effettivi, rilevati dai classici sismografi. In particolare, si è potuto mettere in evidenza che in molti casi l’evento sismico effettivo (sentito sul territorio) è preceduto da “anomalie” nell’emissione di Radon, con anticipo di alcune ore o alcuni giorni.

    In un rapida consultazione sul web, ho potuto trovare decine di articoli scientifici sulla possibilità di utilizzare le misure di concentrazione Radon come precursore degli eventi sismici. Risale al 1981, l’articolo di Teng Ta-Liang (USA) circa “Correlation of groundwater radon anomalies with earthquakes in the greater Palmdale bulge area”. Molti paesi con rischi sismici stanno sviluppando studi e tecnologie in questo senso. Sono studi concreti che vengono verificati a fronte di effettivi terremoti. Gli articoli che ho potuto scorrere hanno origine nelle comunità scientifiche di Giappone, Tailandia, India, Iran, Turchia, Slovenia, Croazia, Regno Unito, Stati Uniti, mostrano, senza ombra di dubbio, che statisticamente le “anomalie” Radon sono un valido precursore dei terremoti.

    Oggi, c’è un ampio consenso sulle basi scientifiche di questo metodo e queste non vengono più messe in discussione. Gli sforzi attuali degli scienziati vertono essenzialmente:
    1) sul miglioramento degli strumenti di misura,
    2) sul problema dalla interpretazione dei dati
    3) cosa più importante ai fini pratici, sui meccanismi decisionali che devono seguire alle misure in caso di rilevata “anomalia”.

    In conclusione:

    - la misura della concentrazione di Radon in aria ed acqua ai fini di monitoraggio sismico è un metodo consolidato in sede internazionale;

    - con questo metodo si possono fare previsioni di tipo statistico, che non sono precise (in luogo e tempo) a 100%, ma che costituiscono senz’altro un prezioso aiuto nel quadro globale della protezione contro i sismi;

    - desta sorpresa il fatto che in Italia la comunità degli esperti geologi, sismologi e vulcanologi e gli enti preposti alla protezione del pubblico non sembrino (ri)conoscere le potenzialità della metodologia;

    - la tecnologia di misura del Radon è nata ed è stata sviluppata nei e dai laboratori di fisica nucleare; non a caso, nella fattispecie italiana, Giuliani lavora presso l’INFN;

    - l’applicazione di questa tecnologia a fini di monitoraggio o di previsione degli eventi sismici necessita una aperta collaborazione fra fisici nucleari e sismologi: questo avviene nei paesi che ho citato sopra e probabilmente in altri;

    - in Italia, tale collaborazione va fortemente incoraggiata: ogni corporativismo è bandito. L’evoluzione di un paese moderno si basa su una permeabilità e una trasparenza totali dei diversi comparti scientifici, nonché sulla ottimizzazione dell’utilizzo delle conoscenze, specialmente se è in gioco la vita dell’uomo.

    Distinti saluti

    Hubert Simonot

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