Terremoto Abruzzo. Perche’ si spendono soldi per strutture i cui allarmi non vengono considerati?

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Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al ministro dell’Interno e al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Premesso che:

- presso i laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e’ in funzione una strumentazione che potrebbe essere in grado di anticipare il verificarsi di un terremoto fino a 6-24 ore prima. La tecnica e’ basata sullo studio del “comportamento” dell’elemento chimico chiamato Radon. Lo spiega il ricercatore Giampaolo Giuliani sul sito del quotidiano La Repubblica: “Nel 2001 stavamo osservando il misuratore di particelle cosmiche presso l’Istituto quando, in corrispondenza del terremoto in Turchia, rilevammo una quantita’ straordinaria, rispetto al solito, di radon. Cosi’ ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l’aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico. Nel 2002, ad esempio, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di 1 solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L’Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell’evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto piu’ precisi, triangolando i dati ed i segnali di concentrazione del radon”. Dopo aver fornito elementi utili sulle caratteristiche del Radon, Giuliani dice che il suo apparecchio non si trova nel campo della teoria, ma ne esistono gia’ cinque esemplari: “I 5 Precursori sismici si trovano a Coppito, nel Laboratorio del Gran Sasso (ospite dell’INFN), presso la scuola De Amicis, a Fagnano e a Pineto; sono tutti a piu’ di 3 metri sotto terra e in corrispondenza di un evento sismico rilevano nello stesso momento, lo stesso segnale creando un grafico perfettamente sovrapponibile”.
Il metodo non e’ ancora accettato uniformemente. Giuliani descrive cosi’ l’atteggiamento della comunita’ scientifica: “Mi osserva con interesse … una parte mi da’ fiducia, come dimostra anche il Direttore dell’INFN che mi ha messo a disposizione un locale per ospitare uno dei 5 Precursori sismici; una parte e’ un po’ piu’ cauta e scettica”;

- questo metodo aveva previsto un evento sismico disastroso per la fine di marzo, e l’allarme aveva scatenato una psicosi collettiva, tale da mandare in tilt Sulmona e dintorni. Il 31 marzo la commissione Grandi Rischi della Protezione civile si era riunita “per rassicurare la popolazione che non c’e’ alcun pericolo in corso”, che “la situazione e’ monitorata ora per ora” e che “non e’ possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un sisma”. Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso aveva definito “imbecilli che si divertono a diffondere notizie false”, su cui pende anche una accusa per procurato allarme;

- dopo l’evento sismico del 6 aprile, l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia ribadisce in un comunicato ufficiale: “Si sottolinea la circostanza secondo la quale, allo stato attuale delle conoscenze, non e’ possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell’istante e della forza dell’evento). Cio’ e’ vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si e’ manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili”.

Per sapere:
- quale valutazione scientifica intendono dare allo studio del “comportamento” dell’elemento chimico chiamato Radon, trovandosi tali apparecchiature nei Laboratori nazionali del Gran Sasso (LNGS), uno dei quattro laboratori dell’Istituto Nazionale Fisica Nucleare (INFN);
- i finanziamenti vi sono stati destinati e che rapporti intercorrono tra questi Laboratori e la Protezione Civile;
- se intendono proseguire nel finanziamento di strutture di monitoraggio di eventi sismici come quelle presenti nei Laboratori nazionali del Gran Sasso, pur ignorandone i suoi eventuali allarmi.

Qui la risposta del ministero

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