Dichiarazioni anticipate di trattamento di fine vita dei senatori radicali Poretti e Perduca

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Dichiarazione anticipata di trattamento di fine vita della senatrice Donatella Poretti

Io sottoscritta Donatella Poretti, nata ad Arezzo il 14 febbraio 1968 e residente a Firenze, nel pieno delle mie facolta’ mentali e allo scopo di salvaguardare la dignita’ della mia persona, affermo solennemente con questo documento, che deve essere considerato come una vera e propria dichiarazione di volonta’, il mio  diritto, in caso di malattia, di scegliere tra le diverse possibilita’ di cura disponibili e al caso anche di rifiutarle tutte, nel rispetto dei miei principi e delle scelte di seguito indicate.

Intendo inoltre che le dichiarazioni contenute in questo documento abbiano valore anche nell’ipotesi in cui in futuro mi accada di perdere la capacita’ di decidere o di comunicare le mie decisioni ai miei medici curanti sulle scelte da fare riguardo ad una malattia. A questi fini, prevedo la nomina di un fiduciario che si impegna a garantire lo scrupoloso rispetto delle mie volonta’ e se necessario a sostituirsi a me in tutte le decisioni, affinche’ queste siano vincolanti per i medici.

Considero prive di valore e lesive della mia dignita’ di persona tutte le situazioni in cui non fossi capace di un’esistenza razionale e/o fossi impossibilitata da una malattia irreversibile a condurre una vita di  relazioni e quindi considero non dignitose tutte le situazioni in cui le cure mediche non avessero altro scopo che quello di un mero prolungamento della vita vegetativa.

Percio’, dato che in tali circostanze la vita sarebbe per me molto peggio della morte, voglio che tutti i trattamenti destinati a protrarla siano sospesi o cessati.

Considero egualmente non accettabili, in quanto anch’esse peggiori della morte e in contrasto con il mio concetto di valore della vita e dignita’della persona umana, situazioni in cui malattie senza prospettive di guarigione siano inutilmente prolungate attraverso cure e metodi artificiali.

Per questi motivi, dispongo quanto segue: che interventi oggi comunemente definiti “provvedimenti di sostegno vitale” e che consistono in misure urgenti quali ad esempio la rianimazione cardiopolmonare, la ventilazione assistita, la dialisi, la chirurgia d’urgenza, le  trasfusioni di sangue, l’alimentazione artificiale, terapie antibiotiche, non siano messe in atto qualora il loro risultato fosse, a giudizio di due medici dei quali uno specialista, il prolungamento del mio morire, il mantenimento di uno stato

d’incoscienza permanente, il mantenimento di uno stato di demenza, la totale paralisi con incapacita’ a comunicare.

In particolare, nel caso io fossi affetta da una malattia allo stadio terminale, da una malattia o una lesione cerebrale invalidante e irreversibile, da una malattia implicante l’utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali, inclusa ogni forma di alimentazione artificiale, e tale da impedirmi una normale vita di relazione, rifiuto qualsiasi forma di rianimazione

o continuazione dell’esistenza dipendente da macchine e non voglio piu’essere sottoposta ad alcun trattamento terapeutico.

Chiedo inoltre, formalmente, nel caso  fossi affetta da una delle malattie sopraindicate, che siano intrapresi tutti i provvedimenti atti ad alleviare le mie sofferenze, compreso in particolare l’uso di farmaci oppiacei, anche se essi rischiassero di anticipare la fine della mia vita. Nella prospettiva, inoltre, di una auspicata depenalizzazione anche nel nostro Paese dell’eutanasia, nel caso in cui anche la sospensione di ogni trattamento terapeutico non determini la morte, chiedo che mi sia praticato il trattamento eutanasico, nel modo che sara’ ritenuto piu’ opportuno per la conclusione serena della mia esistenza.

Disposizioni particolari: non voglio l’assistenza religiosa. Il mio corpo puo’ essere donato per trapianti, il mio corpo puo’ essere utilizzato per scopi scientifici e didattici. Voglio essere cremata. Non voglio funerali o altre cerimonie funebri. Voglio che le mie ceneri vengano disperse nella natura.

Nomino, ai  fini dell’attuazione delle volonta’ espresse nel presente documento, mio rappresentante fiduciario Marco Perduca, nato a Firenze il 28 aprile 1967 e residente a Firenze.

Chiamo a testimonianza di questo presente atto il Governo, i senatori, i funzionari d’Aula, anche il Presidente dei Radicali italiani, onorevole Bruno Mellano, che ci assiste dalla tribuna e deposito la presente dichiarazione ai fiduciari ed ai testimoni sopraindicati. Roma 19 marzo 2009″.

Dichiarazione anticipata di trattamento di fine vita del senatore Marco Perduca

«Io sottoscritto, Marco Perduca, nato il 28 aprile 1967 a Firenze, e residente a Firenze, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, in totale libertà di scelta, dispongo in maniera vincolante quanto segue in merito alle decisioni da assumere nel caso in cui io dovessi necessitare di cure mediche.

Relativamente al consenso informato, voglio essere informato sul mio stato  di salute e sulle mie aspettative di vita, anche se fossi affetto da malattia grave e non curabile. Voglio essere informato sui vantaggi e sui rischi degli esami diagnostici e delle terapie. In caso di perdita della capacità di decidere o nel caso di impossibilità di comunicare le mie decisioni ai medici, formulo le

seguenti disposizioni riguardo ai trattamenti sanitari, disposizioni che perderanno validità se, ripresa la piena conoscenza, decidessi di annullarle o sostituirle.

Dispongo che i trattamenti non siano continuati se il loro risultato fosse il mantenimento in uno stato di incoscienza permanente e senza possibilità di recupero e non siano continuati se il loro risultato fosse il mantenimento in uno stato di demenza avanzata senza possibilità di recupero.

Con riferimento alle disposizioni particolari dispongo che, qualora avessi una malattia allo stadio terminale o una lesione  cerebrale invalidante e irreversibile o una malattia che necessiti l’utilizzo permanente di macchine o se fossi in uno stato di permanente incoscienza (coma o persistente stato vegetativo) considerata irreversibile dai medici, dispongo che siano intrapresi tutti i provvedimenti volti ad alleviare le mie sofferenze (come l’uso di farmaci oppiacei), anche se il ricorso ad essi rischiasse di anticipare la fine della mia vita.

Non voglio che mi siano praticate forme di respirazione meccanica. Non voglio essere idratato o nutrito artificialmente.

Nomino come fiduciario la qui presente senatrice Donatella Poretti, poiché qualora io perdessi la capacità di decidere o di comunicare le mie decisioni voglio che il mio fiduciario» – credo che la fiducia sia basata sulla pratica quotidiana di attività parlamentare – «si impegni a garantire lo scrupoloso rispetto delle mie volontà espresse nella  presente carta. Donatella Poretti, nata il 14 febbraio 1968 ad Arezzo, e residente a Firenze.

Relativamente all’assistenza religiosa, non desidero averne alcuna né avere un funerale religioso. 

Le mie disposizioni dopo la morte sono l’autorizzazione alla donazione dei miei organi per trapianti e l’autorizzazione alla donazione del mio corpo per scopi medici e scientifici.

Ritengo di dover essere cremato una volta morto».

 

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