Adozione bimbi da parte dei single. Perche’ l’Italia continua a violare le convenzioni internazionali? Interrogazione

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Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca ai ministri delle Pari Opportunita’, Politiche Comunitarie e Presidenza del Consiglio

Premesso che:
- in Italia la pratica delle adozioni e’ disciplinata dalla legge 184/1983, dove all’art. 6 indica i requisiti necessari per adottare un minore. Il primo di essi si identifica nell’esistenza di una coppia matrimoniale e nella stabilita’ della stessa. Il legislatore, anche con le modifiche del 2001, volendo continuare a realizzare, con l’adozione, il modello di rapporto naturale che pone il minore in relazione con un padre e con una madre, a sua volta uniti tra loro da un vincolo forte e chiaramente identificabile, ha ritenuto indispensabile la presenza di una coppia unita in matrimonio;

- questo indirizzo va contro l’orientamento, oggetto in passato di ampio dibattito e recepito da convenzioni internazionali, secondo cui l’adozione dovrebbe essere consentita anche ai singoli. Il riferimento, in particolare, riguarda l’art. 6 della Convenzione di Strasburgo del 24 aprile 1967, resa esecutiva in Italia con la legge 22 maggio 1974, n. 357, che prevedeva l’illimitata possibilita’ della persona singola di adottare un minore. Purtroppo, le nostre leggi nell’adeguarsi alla convenzione, ratificata e resa esecutiva, l’hanno letteralmente aggirata con uno stratagemma: e’ infatti consentita l’adozione ai single solo in casi particolari, quelli di bambini disabili o comunque difficili, per cui e’ possibile un percorso diverso, perfino revocabile. In pratica una diabolica adozione di serie B. Costituisce un atto di civilta’ abolire tale tipo di adozione e, se si ritiene che i single possano dare il loro contributo, adottando anche i casi difficili, consentire ad essi di farlo in modo chiaro e pieno, con un’adozione non diversa da quella applicabile alle coppie “normali” ed ai bambini “normali”;

- se il Tribunale deve vagliare i requisiti di coloro i quali si propongono come adottanti e, secondo la previsione dell’art. 22 comma 5, deve scegliere quanti appaiono maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore, non sembra opportuno porre ostacoli pregiudiziali sulla via di tale indagine. L’esame da svolgere in concreto costituisce la migliore garanzia ed ogni prerequisito e’ potenzialmente idoneo a diminuire la capacita’ di realizzare al meglio l’interesse del minore. Puo’ esservi un singolo in grado di dare al minore un apporto affettivo ed educativo maggiore di quello che puo’ normalmente fornire una coppia;

- la Commissione Europea ha emanato in Maggio 2008 una raccomandazione agli Stati Membri dell’Unione Europea sull’adozione, che ricorda di adottare una normativa che permetta l’adozione per single.

Considerato inoltre che:
- si verificano casi in cui i cittadini dell’Unione Europea non possono godere degli stessi diritti, come quello testimoniato da L.M., cittadina italiana che vive in Portogallo da nove anni per lavoro, 44 anni e single. Lo scorso novembre la signora ha avviato una domanda per adottare un bambino portoghese, dove e’ permessa l’adozione ai single. Dopo aver fatto tutto il processo di valutazione con esiti positivi, purtroppo le autorita’ portoghesi non possono procedere all’autorizzazione di idoneita’ per continure il processo di adozione, dal momento che e’ cittadina italiana. Nel momento in cui il tribunale portoghese decide di procedere con l’adozione ad un richiedente, verifica la compatibilita’ della legislazione del Paese di origine della persona richiedente, nel caso che la persona non sia di nazionalita’ portoghese. L’Italia non riconosce l’adozione a persone non coniugate e di conseguenza il processo e’ bloccato.

Per sapere:
- i tempi di recepimento della raccomandazione europea e le modalita’ con cui predisporre la legislazione italiana per eliminare questa discriminazione per persone singole che potrebbero prendersi cura di bambini che al momento non hanno una famiglia.

Qui la riposta del ministero in data 18 Settembre 2009

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4 Risposte to “Adozione bimbi da parte dei single. Perche’ l’Italia continua a violare le convenzioni internazionali? Interrogazione”

  1. fulvia Says:

    Buona sera,
    volevo sapere a che punto e’ l’interrogazione che ha sottoposto.
    Io sono single e desidero adottare.
    vorrei sapere se ho qualche speranza o se la mia nazione continuera’ a negarmi questo diritto e il diritto di un bimbo di avere una vita migliore con un genitore che lo desideri.
    grazie
    fulvia nannini

  2. anna setti Says:

    Buona sera, volevo anche io porre la stessa domanda di Fulvia, ovvero a che punto è l’interrogazione?

  3. nuova resistenza » L’ITALIA E LE MANCATE ADOZIONI Says:

    [...] – PD, segretaria della Commissione Sanità e il senatore Marco Perduca, hanno presentato un’interrogazione ai ministri delle Pari Opportunità, Politiche Comunitarie e alla Presidenza del Consiglio, per [...]

  4. silvia Says:

    Buonasera,

    non comprendo come possa essere teoricamente possibile adottare in Belgio, dopo una permanenza di almeno due anni, ma in pratica, poi, non sia possibile. Il Belgio, dove risiedo da 10 anni, mi ha messa in guardia circa il rifiuto dell’Italia di concedere un’adozione ai single. Intendo iniziare la formazione di base per l’adozione a settembre 2011. Prima di quella data, intendo chiarire se e’ opportuno avviare il processo di adozione o meno.

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