Crocchette per cani alla melamina. Interrogazione

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Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali


Premesso che:

- il 17 febbraio scorso un comunicato della Lega Abolizione Caccia (LAC) del Veneto informava che “Lo scorso agosto 2008, A.P. una signora di San Fior, comune della provincia di Treviso, in seguito all’inspiegabile morte contemporanea di ben tre dei suoi dodici cani, due maltesi ed un lasha, ha voluto vederci chiaro provvedendo a sottoporre ad autopsia i propri animali e a far fare specifiche analisi chimiche al cibo a loro fornito”;
- “Dalle autopsie dei suoi beniamini effettuate dall’Istituto zooprofilattico del Veneto è emerso che gli animali erano stati colpiti da blocchi renali e nefrite”;
- “In seguito a questi primi accertamenti la signora ha provveduto a far effettuare degli accertamenti su delle crocchette di una nota azienda lombarda, somministrate ai propri cani, tramite l’Istituto Zooprofilattico di Torino, competente per l’intero Nord Italia dal quale in data di giovedi’ 12 febbraio scorso sono arrivati i referti analitici”;
- “Dai due campioni esaminati è risultata la presenza della melamina per valori rispettivamente pari a 158 milligrammi per quintale e 1.400 milligranmmi per quintale, ovvero entrambi superiori al limite massimo consentito pari a 2,5 milligrammi per quintale di mangime”;
- in Cina recentemente la melamina è stata la causa della morte di cinque bambini e dell’intossicazione di altri sessantamila, in quanto utilizzata come aggiunta al latte in polvere, negli Usa inoltre questa sostanza ha provocato la morte di centinaia di cani che avevano ingerito mangimi secchi come quelli attualmente oggetto di indagine da parte delle autorità sanitarie italiane; 
- il risultato delle analisi sul cibo non lascia dubbi sulle cause della morte dei cani, essendo stati rilevati valori di melamina superiori di addirittura 560 volte il limite massimo consentito dalle vigenti normative sanitarie;
- le analisi effettuate da entrambi gli istituti sono state trasmesse all’ULSS 7 che tramite il responsabile del dipartimento di prevenzione, Dott. Antonio Brino, ha provveduto a trasmetterle il 13 febbraio all’Assessorato alla Sanità della Regione del Veneto ed al Ministero della Salute;
- la LAC, tramite il presidente della sezione Veneto, Andrea Zanoni, ha interpellato il dott. Brino che ha riferito che sono in corso accertamenti presso l’azienda lombarda per verificare le cause e l’entità del fenomeno di contaminazione da melamina nei mangimi commercializzati, verificando tra l’altro se alcuni degli ingredienti utilizzati sono stati importati dalla Cina;
- nel comunicato la LAC auspica che le autorità competenti rendano pubblico immediatamente il nominativo dell’azienda produttrice di queste crocchette ed il nome del prodotto, provvedendo al loro tempestivo sequestro su scala nazionale per evitare altri possibili avvelenamenti di cani;
- in seguito al comunicato, alla LAC sono arrivate “oltre trecento, tra telefonate ed email, di altrettanti possessori di cani che giustamente volevano conoscere il nome dell’azienda incriminata”;
- l’associazione avrebbe quindi effettuato richieste formali agli enti competenti “per conoscere il nome dell’azienda che pare non possa essere reso di dominio pubblico sino a quando gli inquirenti non termineranno le ulteriori analisi in corso”;
- il responsabile del settore Sanità animale del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 7, avrebbe affermato che la ditta ha già provveduto a rintracciare e ritirare su tutto il territorio nazionale le partite di mangime potenzialmente contaminate;
- il 25 febbraio 2009 l’associazione Animalisti Italiani, venuta a conoscenza della morte dei cani dovuta all’alimentazione protratta con crocchette contaminate da melamina, tramite il Direttore Scientifico Ilaria Ferri, scrive al Sottosegretario Francesca Martini e al Dipartimento di Sanità Pubblica veterinaria, della Nutrizione e Sicurezza degli alimenti, esprimendo la preoccupazione che partite di alimenti contaminate con la melamina, rinvenute in particolare in Cina nei mesi scorsi e vietate per l’uso alimentare umano, possano essere state introdotte nella filiera della produzione di cibo per animali;
- l’associazione Animalisti Italiani chiede inoltre che sia reso noto il nome del prodotto risultato contaminato e che sia avviata una serie di verifiche e controlli a campione su tutti i prodotti destinati al consumo animale per scongiurare che anche altre ditte abbiano utilizzato alimenti contaminati con la melamina;
- non è dato sapere se altri animali siano venuti in contatto con il cibo contaminato o siano deceduti in seguito all’assunzione dello stesso, in quanto molto rari sono i cittadini proprietari di cani che chiedono di eseguire l’autopsia sui corpi degli animali dopo la morte, o di far analizzare il cibo somministrato loro.

Per sapere:

se il Ministro intenda verificare le circostanze citate, e se, riscontrate le stesse, non intenda disporre:
- che il prodotto contaminato sia ritirato dal mercato nazionale;
- che sia reso noto al pubblico il nome del prodotto e della ditta produttrice, in modo che chi ha nel frattempo acquistato partite dello stesso sia messo in guardia dal rischio di somministrarlo ai propri animali, e possa intraprendere iniziative per ottenere eventuali risarcimenti;
- l’avvio o l’intensificazione di verifiche a campione sugli ingredienti e sul contenuto dei mangimi e alimenti per animali, anche in considerazione dell’allarme suscitato dalla recente immissione sul mercato internazionale, in particolare in Cina, di partite di alimenti destinate all’uomo, sofisticate con la melamina, che si teme possano essere ora smerciate nella filiera di produzione di cibo per animali.

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1 Risposta to “Crocchette per cani alla melamina. Interrogazione”

  1. arcanimali Says:

    Bisogna pretendere l’intensificazione dei controlli su tutti i componenti destinati al pet food. Ribadendo il concetto che gli animali non sono esseri di serie “b” a cui rifilare schifezze di tutti i generi, cominciamo anche a sensibilizzare e informare gli acquirenti,e i medici veterinari affinchè denuncino e approfondiscano eventuali decessi sospetti per cause alimentari e per malattie riconducibili anche all’assunzione di veleni come la melamina

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