Ru486. L’Aifa continua a violare la direttiva Ue sul mutuo riconoscimento dei farmaci

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Sulla procedura di mutuo riconoscimento della pillola abortiva Ru486, e’ ormai noto che vi sono pressioni politiche e clericali sull’Aifa -Agenzia italiana del farmaco, organo teoricamente tecnico-scientifico- per impedirne la registrazione.
La vicenda sta assumendo contorni sempre piu’ grotteschi.
Ieri, 18 febbraio, si e’ svolto un incontro fra l’Aifa e i rappresentanti della casa farmaceutica Exelgyn per stabilire il prezzo del medicinale. Da indiscrezioni si apprende che l’Aifa avrebbe proposto un prezzo cosi’ basso (circa la meta’ del prezzo medio nei Paesi Ue) da non coprire neanche i costi di produzione e distribuzione dell’azienda francese.
Visto il comportamento dell’Aifa e il protrarsi di questa procedura, ne possiamo dedurre che l’obiettivo dell’Aifa e’ di costringere Exelgyn a ritirarsi?
E’ bene ricordare che l’Aifa continua a violare la direttiva europea 2001/83/EC (art. 28), in cui e’ previsto che uno Stato membro approvi la richiesta di mutuo riconoscimento entro 120 giorni dalla presentazione (90 giorni per accordarsi con Governo francese e 30 per decidere sul prezzo e l’etichettatura). Ormai e’ passato quasi un anno e mezzo da quando la domanda di mutuo riconoscimento e’ stata posta all’Italia.
Nel frattempo, a migliaia di donne italiane e’ ancora negata la scelta fra aborto chirurgico e aborto farmacologico. Anche l’Aifa e’ ormai completamente in mano ai partiti politici?

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