Operazione ‘Smart drugs’ della Procura di Ferrara e di Giovanardi. Tutto a posto?

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Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al ministro della Giustizia e alla  Presidenza del Consiglio

Premesso che:

- come ampiamente riportato dagli organi di stampa, lo scorso 14 novembre 2008, la Procura della Repubblica di Ferrara ha dato il via ad una operazione su tutto il territorio nazionale e che ha portato al sequestro di 19 siti Internet dedicati alla vendita dei semi di cannabis e del materiale per la sua coltivazione e lavorazione, e 79 negozi e distributori automatici. In 108 citta’ italiane sono scattate 240 perquisizioni e la notifica di 62 informazioni di garanzia per il reato di istigazione all’uso illecito di sostanze stupefacenti nei confronti dei gestori dei siti Internet, dei negozi e dei distributori automatici di semi e materiali per la produzione di marijuana e di hashish. Dieci responsabili di negozi di “smart drugs” arrestati per produzione e detenzione di hashish, marijuana e allucinogeni vari. Nell’operazione, denominata ‘smart drugs’ sono stati sequestrati duecentomila semi di canapa, 18.260 attrezzature per la coltivazione della canapa e per la produzione di hashish e marijuana, 25.000 strumenti per l’assunzione di droga, 384 flaconi di allucinogeni, 11.821 supporti video e cartacei contenenti istruzioni per coltivazione delle piante di canapa e produzione di marijuana e hashish.  Sessantaquattro titolari di smart drugs e siti Internet sono stati indagati per il reato di istigazione al consumo illecito di sostanze stupefacenti, 12 laboratori per la produzione di marijuana e hashish sono stati scoperti e uno era interamente nascosto all’interno di un armadio. Le province interessate dall’operazione sono state Genova, Savona, Torino, Novara, Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Trento, Venezia, Padova, Treviso, Verona, Pordenone, Bologna, Forli’ , Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Firenze, Livorno, Lucca, Pesaro, Cagliari, Sassari, Terni, Roma, Pescara, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Palermo, Caltanissetta, Catania, Enna, Trapani; 

- tutto e’ partito da Ferrara, prima citta’ italiana in cui la Guardia di Finanza ha ‘sigillato’ uno di questi distributori di semi di canapa, dopo la segnalazione al 117 di un genitore che lamentava la sua vicinanza ad una scuola cittadina. Il gestore fu denunciato per istigazione alla coltivazione e all’uso di droga. Questo ha fatto sapere il P.M. di Ferrara in una conferenza stampa dove ha reso noto i risultati dell’operazione. La Procura di Ferrara, insieme alla Guardia di Finanza, hanno basato l’operazione su una nuova lettura e interpretazione giuridica, giungendo a qualificare il commercio -e la vendita di materiale legale- come istigazione all’uso illecito di sostanze stupefacenti, reati che possono comportare fino a 12 anni di pena; 

- tale operazione era stata sollecitata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alle tossicodipendenze, Carlo Giovanardi, come egli stesso ha spiegato in una dichiarazione agli organi di stampa rilasciata con l’operazione in corso e che il 14 novembre 2008 si legge sul notiziario quotidiano Aduc-droghe dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori: “La guerra alle ‘smart drugs’ e’ un’iniziativa utile e doverosa. L’operazione ordinata dalla procura di Ferrara, considerando istigazione all’uso delle sostanze stupefacenti la commercializzazione dei semi di cannabis e del materiale per la coltivazione delle piante e’ un’iniziativa utile e doverosa per contrastare l’opera di proselitismo alle sostanze stupefacenti svolta dagli ‘smart shop’ e dai loro gestori”. E ancora: “Avevamo garantito l’intervento del Dipartimento [ ] per sollecitare iniziative a fronte di un fenomeno sconcertante che portava addirittura a svolgere questa attivita’ in prossimita’ di scuole. E’ in previsione per il 27 novembre [2008] a Palazzo Chigi una riunione operativa con i rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’ex ministero della Salute e della magistratura piu’ direttamente impegnata su questo fronte, per fare il punto della situazione e coordinare le ulteriori iniziative per contrastare la diffusione di questi esercizi commerciali e delle sostanze stupefacenti”;    

- in data 4 dicembre 2008, il Giudice del Riesame del Tribunale di Ferrara ha bocciato la tesi istigatoria della Procura e del sottosegretario Giovanardi, annullando i decreti di perquisizione e provvedendo al dissequestro del materiale cosi’ motivandolo: “in concreto va ribadito come la mera messa in vendita o anche la pubblicizzazione su siti Internet della vendita di cose propedeutiche alla coltivazione di piante stupefacenti non integra la condotta di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti attesa la necessita’ di mantenere distinta l’attivita’ di mero orientamento culturale da quella di concreta spinta all’azione implicita nella nozione di istigazione”;

- oltre al crollo della tesi istigatoria, la Procura di Ferrara ha operato fuori dalle proprie competenze territoriali. Infatti, e’ gia’ stata costretta a trasmettere tutte le posizioni relative agli imputati ai giudici naturali. Si e’ avuto, cosi’, un frazionamento dell’originario procedimento. Taluna Procura e’ stata più solerte di altre ed ha gia’ assunto precise posizioni. E’ il caso di quella di Cagliari che pare aver presentato richiesta di archiviazione al GUP. All’opposto, la Procura di Pesaro continua a mantenere agli arresti domiciliari un’altra persona coinvolta nello stesso originario blitz (Enrico Racchini), incensurato e mero consumatore trovato in possesso di 23 gr. di marijuana;

- alcuni ricorsi in Cassazione presentati dal P.M. di Ferrara contro la decisione del Tribunale del riesame che aveva annullato il decreto di perquisizione ed i conseguenti sequestri, verranno discussi alle udienze del 20 maggio e del 1 luglio 2009. Ma si tratta di ricorsi pressoche’ inutili. Infatti, la pronunzia della Corte Suprema arrivera’ in una epoca in cui molti processi potrebbero essere stati gia’ definiti addirittura con il proscioglimento dell’indagato e, dunque, assumerebbe valore puramente solo in senso teorico. E anche ove la Cassazione ordinasse un nuovo giudizio al Tribunale del Riesame di Ferrara, atteso che il P.M. ha trasmesso gli atti ad altre 60 Procure, il giudizio non riguarderebbe alcun imputato; 

- la condotta del P.M. di Ferrara, viziata da macroscopici errori al limite dell’incompetenza, avrebbe conseguenze fatali sulla carriera di qualsiasi professionista. Oltre agli ingenti costi per il contribuente, e ad un ulteriore appesantimento del sistema giudiziario con procedimenti censurabili, si e’ procurato enorme danno alle persone coinvolte, alcune di esse addirittura private della propria liberta’ personale. 

Per sapere:

- il costo complessivo dell’operazione lanciata dalla Procura della Repubblica di Ferrara, incluse: indagini e procedimenti giudiziari, impiego del personale di polizia giudiziaria, detenzione preventiva, etc.

- il ruolo svolto dal sottosegretario Carlo Giovanardi, ed in particolare: quali direttive e suggerimenti ha offerto, direttamente o indirettamente attraverso interposta persona o organo, al P.M. di Ferrara in merito all’operazione; quante volte e in che forma ha contattato, direttamente o indirettamente attraverso interposta persona o organo,  il P.M. di Ferrara prima dell’avvio dell’operazione.

- se il ministro intenda inviare ispettori presso la Procura della Repubblica di Ferrara per accertare l’operato del P.M..

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1 Risposta to “Operazione ‘Smart drugs’ della Procura di Ferrara e di Giovanardi. Tutto a posto?”

  1. carmagnolas Says:

    buongiorno Senatrice e il suo staff,

    volevo chiederle se gentilmente potrebbe inviarmi tramite e-mail carmagnolas@googlemail.com
    copia della sentenza (operazione smart-drog), siccome non riesco a scaricarla dal sito (sia il suo che droghe.aduc)

    la ringrazio molto per il suo lavoro.
    Carmagnola Sativa

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