Cambiare la Costituzione? Si’, ma non in lotta contro il presidente della Repubblica. Partiamo dall’articolo 1

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Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vuole cambiare la Costituzione perche’ sarebbe troppo sovietica. A parte il termine un po’ improprio (sovietica), e’ vero che la nostra Costituzione, frutto di una mediazione nel 1947 tra democristiani e comunisti, e’ decisamente sbilanciata guardando un mondo che se aveva senso all’epoca, oggi appare un po’ in la’ con gli anni. Eta’ che, invece, non si sente per niente nella Costituzione Usa, ma e’ noto che gli sconfitti (noi nel 1945) si devono accontentare rispetto ai vincenti (gli americani nel 1787). Costituzione Usa che credo vada presa, anche per la sua attualissima vetusta’, come esempio.
Ma credo che sarebbe meglio farlo in un clima di collaborazione tra tutte le parti in gioco e non di rivalsa, soprattutto se da parte del capo del Governo verso il massimo garante della Repubblica, il presidente Giorgio Napolitano. Rivalsa che se letta come preambolo a quelle che potrebbero essere le nuove regole, appare un po’ pericolosa: sembra la volonta’ di affermare uno spirito di onnipotenza della maggioranza e del proprio capo piuttosto che un ordinamento che dia risalto alla liberta’ degli individui, al rispetto delle diversita’ e conseguenti diritti e doveri perche’ ognuno sia uguale e libero di fronte alle leggi.
Credo sia inopportuno parlare di golpe della maggioranza e del suo capo, come diversi politici e commentatori evidenziano in questi giorni. Mi sembra, inoltre, altrettanto inopportuno porre il problema come sfida e, soprattutto, in un contesto -il caso Englaro- in cui il presidente Berlusconi opera per venire incontro alle richieste di uno Stato estero, assolutista e antidemocratico, come quello del Vaticano.
Invito percio’ tutti ad affrontare il problema con razionalita’ e spirito di confronto, anche coloro che riescono solo a dire che la difesa della Costituzione si attua ribadendo la sua intoccabilita’.
Il mio contributo in merito viene da un disegno di legge che ho depositato nel maggio 2008, dove chiedo che l’art.1 -”L’Italia e’ una Repubblica democratica fondata sul lavoro”- sia sostituito da un piu’ attuale “la Repubblica italiana e’ uno Stato democratico di diritto fondato sulla liberta’ e sul rispetto della persona” (1). 

 

(1) http://blog.donatellaporetti.it/?p=8

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