Disabilità. Intervento in Aula

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Intervento in Aula sul ddl contenente la Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità

PORETTI (PD). Presidente, senatori, anch’io devo esordire con un rammarico per una relazione mancante che io stessa potrò leggere soltanto dopo il mio intervento, rendendo quindi il dibattito un po’ anomalo: una relazione ed un dibattito che tra l’altro mi auguro possano leggere anche i senatori che oggi non sono qui; mi riferisco in particolar modo ai senatori di maggioranza, eccezione invece da riservare ai senatori della Lega sempre presenti. Anche in questo caso i senatori probabilmente leggeranno questo dibattito dopo la votazione.

Certo, non è soltanto questa l’occasione dove il rispetto delle istituzioni e delle regole non è prioritario per questa maggioranza. L’importanza, invece, della Convenzione delle Nazioni Unite sulla disabilità è quella che fino ad oggi ha fatto intervenire i senatori non solo per quei pochi istanti soliti, tipici delle ratifiche dei trattati internazionali e votare molto velocemente.

Gli interventi svolti fino ad ora ridanno tutta l’importanza e rimettono appunto nel giusto posto la Convenzione ONU sulla disabilità, che non è più vista come semplicemente e solamente un fenomeno sanitario, ma come appunto una situazione di esclusione sociale che deve essere assolutamente rimediata e recuperata, e non più con un atteggiamento di tipo paternalistico, assistenziale, ma teso a creare quelle condizioni di parità effettiva e concreta perché queste persone possano partecipare alla pari di tutti gli altri alla vita sociale del nostro e degli altri Paesi.

Una Convenzione che rispecchia nei principali temi, l’istruzione, il lavoro, l’inclusione sociale, la politica culturale ed economica, finanche lo sport e lo svago, la legislazione italiana e su tale impostazione hanno convenuto tutti i 192 Paesi aderenti alle Nazioni Unite. L’Italia, purtroppo, a causa dell’anticipata fine della scorsa legislatura non aveva ancora provveduto alla ratifica della convenzione.

Una Convenzione che costituisce un importante obiettivo raggiunto dalla Comunità internazionale, in quanto fino ad oggi non esisteva in materia di disabilità uno strumento internazionale vincolante per gli Stati, se si escludono appunto le regole standard dell’organizzazione delle Nazioni Unite sulla disabilità, che risalgono al 1993 e che comunque sono prive di efficacia vincolante.

Perché è importante? Il raggiungimento di tale obiettivo dà concretezza a quella che era un’utopia delle persone con disabilità: essere, esistere, vivere alla pari delle opportunità di tutti. E la Convenzione infatti non introduce nuovi diritti, piuttosto si prefigge lo scopo di promuovere, proteggere ed assicurare alle persone con disabilità il pieno e uguale godimento del diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, ad una vita indipendente, alla mobilità, alla libertà di espressione e, in generale, alla partecipazione attiva alla vita politica e sociale. Sono gli obiettivi che vedono impegnata fin dalla sua costituzione l’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica, che con il suo fondatore, Luca Coscioni, da politico e con un corpo malato di sclerosi laterale amiotrofica, ha posto l’urgenza della liberazione del malato o del disabile da ogni forma di discriminazione, emarginazione, esclusione o restrizione dei diritti umani civili e politici.

Abbiamo già ricordato Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e le battaglie fatte per la libertà della ricerca scientifica e la libertà di autodeterminazione. Se ne potrebbero ricordare molti altri. Io oggi voglio invece ricordare Severino Mingroni ed una battaglia tutta sua, che sta portando contro la Telecom del suo Paese, Casoli, per avere finalmente la connessione ADSL al fine di connettersi ad Internet, comunicare con il resto del mondo, e vivere così la sua vita. Severino Mingroni ha inviato al Presidente del Consiglio dei ministri un video per mostrare come vota un disabile, com’è costretto dallo Stato italiano a votare, a quale vera e propria tortura si deve sottoporre per esprimere il suo voto e godere di un diritto che gli spetta.

Questa stessa Convenzione dell’ONU ribadisce che è pieno diritto di una persona con disabilità il poter esercitare l’elettorato passivo ed attivo. Le critiche le abbiamo fatte e le rifaremo comunque, perché, pur credendo nell’importanza e avendo lottato da anni perché questa Convenzione dell’ONU venisse ratificata, ciò nonostante è anche giusto parlare di quei punti che potremmo ancora essere in grado di modificare. Purtroppo la relazione non ha illustrato il perché questa legge è stata così scritta e soprattutto perché è stato scritto quell’articolo 3, che prevede l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, che appare più simile alle solite sovrastrutture che si sperava di non vedere più piuttosto che ad un organismo efficace e competente.

Però, di questo riparleremo anche in occasione del voto degli emendamenti proposti dalla delegazione radicale nel Partito Democratico.

Riparleremo anche dei motivi per cui esso è così composto, delle persone e dei fondi che sono stati ad esso destinati, dei motivi per cui alcuni Ministeri – per esempio, quello degli affari esteri – sono stati esclusi.

Questa Convenzione è stata citata, probabilmente a sproposito, anche di recente dalla cronaca, che ci vede, purtroppo, costretti a parlare ancora una volta di un corpo ostaggio di leggi che non si vogliono applicare, di sentenze cui non si vuole dare seguito: mi riferisco al caso di Eluana Englaro. Se ne è parlato, perché l’articolo 25 della Convenzione (dove si parla di salute) stabilisce, al punto f), che gli Stati devono «prevenire il rifiuto discriminatorio di assistenza medica o di prestazione di cure e servizi sanitari o di cibo e liquidi in ragione della disabilità».

Se ne è parlato a sproposito per il caso di Eluana Englaro, che, se una discriminazione sta subendo, è quella di non poter vedere realizzate le sue volontà. Fa specie chi ha citato questo articolo 25: mi riferisco non solo al Governo, a Sacconi, alla Roccella, ma in particolar modo a quei referenti politici, li possiamo chiamare così, che vengono da oltre Tevere, dal Vaticano. Lo stesso articolo 25 ha fatto sì che il Vaticano non sottoscrivesse questa bellissima Convenzione delle Nazioni Unite sulla disabilità, perché in esso, alla lettera a), è previsto che gli Stati debbano «fornire alle persone con disabilità servizi sanitari gratuiti o a costi accessibili, che coprano la stessa varietà e che siano della stessa qualità dei servizi e programmi sanitari forniti alle altre persone, compresi i servizi sanitari nella sfera della salute sessuale e riproduttiva e i programmi di salute pubblica destinati alla popolazione».

Evidentemente si è verificata una situazione curiosa, un atteggiamento grottesco per cui uno Stato teocratico come quello del Vaticano, che vuole occuparsi di corpi da mantenere obbligatoriamente in uno stato di non vita grazie alle macchine, non vuole che quelle stesse macchine, quella tecnologia, quella scienza, quella ricerca, siano messe al servizio anche delle persone con disabilità. Quindi, a quelle persone, che sono in vita, si è pronti a negare diritti come quelli legati alla sfera sessuale e riproduttiva.

Dunque, è curioso che il Vaticano non sottoscriva questa Convenzione sulla disabilità; altrettanto curiosamente, in occasione della Giornata della memoria, il Vaticano e il Papa, con una coincidenza che ha dell’incredibile, abbia riabilitato i lefebvriani, cioè coloro che negano l’Olocausto. Oggi invece, dopo avere celebrato ieri la Giornata della memoria, il Parlamento, il Senato, l’istituzione di uno Stato laico, ratifica la Convenzione sulla disabilità. Io credo che dovremmo domandarci quando dedicheremo una seduta alla discussione dei rapporti che manteniamo con questo Stato – lo Stato del Vaticano, quello che è oltre Tevere, non democratico, ademocratico, teocratico – al quale continuiamo a dare soldi del contribuente italiano e con il quale manteniamo un Concordato, con cui quindi abbiamo dei buoni rapporti che credo che dovremmo iniziare a rimettere in discussione; quanto meno, dovremmo iniziare a dibatterne e impegnare queste Aule anche nella discussione di questi argomenti. (Applausi dal Gruppo PD).

 

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1 Risposta to “Disabilità. Intervento in Aula”

  1. Disabilita’. Da Vaticano situazione grottesca su mancata ratifica Convenzione. Si apra discussione su rapporti con Italia | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] Qui il testo completo dell’intervento   Aggiungi fra i preferiti e condividi: sociallist_903e5218_url = ‘http://blog.donatellaporetti.it/?p=454′; sociallist_903e5218_title = ‘Disabilita’. Da Vaticano situazione grottesca su mancata ratifica Convenzione. Si apra discussione su rapporti con Italia ‘; sociallist_903e5218_text = ”; sociallist_903e5218_tags = ‘disabilità’; [...]

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