Emendamenti e ODG al decreto-legge n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa

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Emendamenti e Ordini del Giorno relativi al ddl n. 1315 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti – crisi il quadro strategico nazionale” 

G/1315/14/5 e 6

PERDUCA, PORETTI, BONINO, ICHINO, MARINARO, GERMONTANI

Il Senato,       

in sede di esame del disegno di legge n. 1315 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale       

premesso che:           

la crisi finanziaria internazionale e la conseguente contrazione del mercato del lavoro rischiano di colpire particolarmente le donne che in Italia già devono superare diverse difficoltà nella ricerca e nel mantenimento del lavoro. Il nostro Paese è in evidente ritardo rispetto agli obiettivi stabiliti dalla Strategia di Lisbona dove si fissano obiettivi per l’occupazione femminile legandoli a servizi come gli asili nido. Entro il 2010 tutti i Paesi Ue dovrebbero arrivare ad una copertura territoriale minima di asili nido tale da soddisfare almeno il 33 per cento della domanda;           

l’attuale grado di copertura, così come definito dall’agenda di Lisbona, è di poco superiore al 10% (Conferenza nazionale della famiglia, 2007), mentre in Danimarca arriva al 50% e al 35-40% in Svezia e Francia; in Italia, inoltre, la maternità per una donna su dieci è causa principale dell’abbandono del lavoro;           

secondo una recente indagine di Banca Intesa sostiene che la copertura della domanda soddisfatta dai soli istituti pubblici non è superiore a una media dell’8%, con punte del 21 % in Emilia-Romagna e dell’1% in Campania. Secondo l’indagine Istat «Essere madri in Italia» del 2007, basata su dati 2005 poco più della metà dei bambini nella fascia di età 1-2 anni (il 52,3%) sono affidati ai nonni quando la madre lavora, il 13,5% frequenta un asilo pubblico, il 14,3 per cento un asilo privato, il 9,2% è affidato ad una baby-sitter e il 7,3% è accudito dagli stessi genitori;           

l’ultimo studio dell’Ifel, organismo dell’Associazione dei comuni italiani, riporta che nel Comune di Roma il tasso di copertura delle domande di asili nido è fermo al 14%, e il costo medio è di 15.049 euro annui per ogni bambino, secondo lo studio dell’Anci l’unico capoluogo di Regione che supera il fatidico obiettivo di Lisbona è Bologna, la cui offerta di asili nido soddisfa il 35% della domanda, Firenze si ferma al 29%;           

grandi differenze vengono registrate anche nei costi: il Comune di Roma il tasso di copertura delle domande di asili nido è fermo al 14%, e il costo medio è di 15.049 euro annui, quasi doppio rispetto a quello medio riscontrato a Milano (7.774 euro l’anno), città che può soddisfare il 22% delle domande. Il costo medio di questo servizio nelle metropoli è di 6.802 euro l’anno;           

il 26 settembre 2006 è stato istituito un Fondo speciale, frutto di un accordo tra Governo, Regioni e autonomie locali, col fine di sviluppare una rete di asili nido e di servizi integrativi sul territorio nazionale, con uno stanziamento complessivo di 774 milioni di euro. Finora però questi soldi non sono stati spesi, ed alcune Regioni, tra cui la Campania, l’Abruzzo e la Calabria, non hanno ancora presentato i piani di spesa;       

considerato inoltre che:           

i servizi alternativi ai nidi pubblici andrebbero aiutati e incentivati per venire incontro alle richieste, da una parte delle donne che lavorano e dall’altra dei bambini che devono socializzare tra loro;           

esistono politiche come quelle dei «voucher», che in alcuni casi erogati direttamente alle famiglie, potrebbero servire sia per pagare rette private di nidi che baby sitter. La Regione Toscana, al fine di ridurre la lista di attesa nei servizi all’infanzia della fascia da 0 a 2 anni, ha approvato, con decreto n. 331 del 29 gennaio 2008, il Bando per l’erogazione di «voucher» alle famiglie per i servizi di cura alla prima infanzia. Tale bando prevede un sostegno alle famiglie toscane attraverso l’erogazione di n. 933 «voucher» del valore di 1.500 euro ciascuno;       

esistono inoltre servizi alternativi come le «tages mutter». Il termine in tedesco significa «Mamma di giorno», è una persona adeguatamente formata che offre educazione e cura i bambini di altri presso il proprio domicilio. Si tratta di una grande innovazione nel settore dei servizi per l’infanzia. La «tages mutter» offre il proprio servizio solitamente in casa propria. Anche laddove il servizio si svolge in ambienti extradomiciliari mantiene i requisiti e l’organizzazione di un servizio domiciliare. La «tages mutter», pur lavorando in casa propria, è in stabile collegamento con un ente non profit che la sostiene e la supporta nel lavoro. Tale ente garantisce, nei confronti delle famiglie utenti e dell’ente pubblico, il mantenimento degli standard qualitativi previsti, sia dal punto di vista ambientale che educativo. Il servizio di assistenti materne o «tages mutter» è attivo da tempo in gran parte d’Europa, specialmente nei paesi dell’Europa centrale e nell’area scandinava, da sempre all’avanguardia nei servizi sociali. In Italia questo modello educativo fu importato all’inizio degli anni Novanta nelle province di Trento e Bolzano. Un ottimo esempio è rappresentato oggi dalla Regione Lazio che con la collaborazione di alcune cooperative sta promuovendo questo servizio nel suo territorio,       

impegna il Governo:           

a promuovere con ogni strumento utile iniziative come quelle sopra esposte che riguardano forme alternative agli asili nido pubblici come le tages mutter o con aiuti alle famiglie tramite voucher, anche attraverso campagne di informazione sociale e interessando la Conferenza Stato Regioni;           

a semplificare l’iter burocratico al fine di snellire le procedure di accesso ai fondi e affrontare il problema delle Regioni che non presentano piani di spesa e che hanno una minima ricettività di bambini per la creazione di nuovi nidi pubblici.  
 
EMENDAMENTO
                                                      Art. 31
 
Sostituire il comma 3 con il seguente:

“L’articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 è soppresso”.
 
All’onere derivante dalla disposizione di cui al presente comma 1, pari a 277 nel 2009, 158,8 nel 2010, 165,8 nel 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione lineare, fino a concorrenza dell’importo, degli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate dalla Tabella C allegata alla legge 203 del 22 dicembre 2008.                

G/1315/13/5 e 6
BONINO, PORETTI, PERDUCA
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 1315 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale
premesso che:
secondo il «Rapporto di monitoraggio delle politiche occupazionali e del lavoro» (2008), del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali la percentuale di disoccupati (escludendo CIG e prepensionamenti) coperta da ammortizzatori sociali è pari al 31,4 per cento;
secondo la CGIA di Mestre il 50 per cento dei lavoratori del settore privato (oltre 7 milioni) non può, secondo la normativa vigente, beneficiare della cassa integrazione guadagni (CIG); secondo le stime della Commissione europea i disoccupati in Italia cresceranno nel 2009 e 2010 fino a circa 1,8 milioni di unità;
con il recovery pIan del novembre 2008 la Commissione europea ha individuato una ambiziosa strategia comune per fronteggiare la crisi economica e per favorire la ripresa. La priorità del piano è la tutela dei cittadini europei contro le conseguenze più gravi della crisi, sulla base dei principi della solidarietà e della giustizia sociale, in particolare con il sostegno e la riqualificazione dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro;
la legge n. 247 del 2007 delega il Governo a riformare l’attuale regime di ammortizzatori sociali per la creazione di uno strumento unico indirizzato al sostegno del reddito e al reinserimento lavorativo dei soggetti disoccupati senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa e tipologia di contratti di lavoro;
l’articolo 19 del decreto in esame prevede, invece, solo misure di sostegno al reddito limitate, provvisorie e discrezionali, in deroga alle norme vigenti, condizionate dalla disponibilità delle risorse o dalle integrazioni di altri soggetti, con trattamenti differenziati, per entità e durata, in relazione alla qualifica, all’appartenenza settoriale, alla dimensione di impresa e alla tipologia dei contratti di lavoro;
in tutti i paesi europei, senza alcuna eccezione, sono previsti ammortizzatori sociali universali con requisiti, entità dei trattamenti e durata uniformi e certi per tutti i lavoratori che passano dallo stato di occupazione a quello di disoccupazione.

impegna il Governo:
a presentare entro il mese di giugno 2009 la riforma organica degli ammortizzatori sociali, nel pieno rispetto dei principi dettati dalla delega contenuta nella legge 24 dicembre 2007, n. 247, e sulla base dei rigorosi vincoli e sanzioni propri dei modelli di welfare to work adottati in Europa.

1.0.6
PORETTI, PERDUCA
Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
1. Ai fini dell’individuazione dei soggetti beneficiari della Carta Acquisti di cui al decreto-legge 25 giugno 2008 n.  112, convertito con modificazioni, nella legge. 6 agosto 2008, n. 133, nella determinazione dell’ammontare del reddito non si tiene conto dei maggiori importi percepiti nel 2008 ai sensi dell’art. 5 del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n.127.
2. All’articolo 81, comma 16, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133, la parola: ”5,5” è sostituita dalla parola ”5,7”».

31.4
PORETTI, PERDUCA, BONINO, SIRCANA, VIMERCATI, DI GIOVAN PAOLO, SERRA, MICHELONI, CHIAROMONTE
Sostituire il comma 3 con il seguente:
«3. L’articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 è sostituito dal seguente:
È istituita un’addizionale delle imposte sul reddito dovuta dai soggetti che utilizzano trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulità popolare e che si rivolgono al pubblico attraverso numeri telefonici a pagamento nella misura del 25%. L’addizionale è indeducibile ai fini delle imposte sul reddito, si applica alla quota del reddito complessivo netto proporzionalmente corrispondente all’ammontare dei ricavi o dei compensi.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione sono individuate le modalità per l’attuazione del presente comma per le trasmissioni volte a sollecitare la credulità popolare.
All’onere derivante dalla disposizione di cui al presente comma 1, pari a 254 nel 2009, 146,8 nel 2010, 153,8 nel 2011 e 161,7 neI 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione lineare, fino a concorrenza dell’importo, degli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate dalla Tabella C allegata alla legge n. 203 del 22 dicembre 2008».

31.5
PORETTI, PERDUCA, BONINO, CHIAROMONTE, DI GIOVAN PAOLO
Sostituire il comma 3 con il seguente:
«3. L’articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 è soppresso».
All’onere derivante dalla disposizione di cui al presente comma 1, pari a 277 nel 2009, 158,8 nel 2010, 165,8 nel 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione lineare, fino a concorrenza dell’importo, degli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate dalla Tabella C allegata alla legge n. 203 del 22 dicembre 2008.

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2 Risposte to “Emendamenti e ODG al decreto-legge n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa”

  1. Asili. Ordine del giorno per l’adeguamento ai parametri europei | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] Qui il testo integrale dell’ordine del giorno Aggiungi fra i preferiti e condividi: sociallist_08506fca_url = ‘http://blog.donatellaporetti.it/?p=442′; sociallist_08506fca_title = ‘Asili. Ordine del giorno per l’adeguamento ai parametri europei’; sociallist_08506fca_text = ”; sociallist_08506fca_tags = ‘asili,Lisbona’; [...]

  2. Fiducia decreto anticrisi: Senatori presentano emendamenti contro le tasse bigotte, persa una buona occasione di dibattito | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] Emendamento per abrogare sia la pornotax che quella sui cartomanti sottoscritto dai senatori Poretti, Perduca, Bonino, Di Giovan Paolo e Chiaromonte. http://blog.donatellaporetti.it/?p=437 [...]

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