Rai/Spettacoli: basta con l’utilizzo di animali provenienti da situazioni di sofferenza e detenzione incompatibile con la loro natura

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Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca alla presidenza del Consiglio dei Ministri

premesso che:

La RAI – radiotelevisione italiana, l’emittente televisiva pubblica, per le sue trasmissioni di intrattenimento e per le fictions, utilizza animali, affittandoli presso alcune società private;

una di tali società, denominata “Grunwald Zoo”, è gestita dal sig. Martino Pasquale, e nasce con lo scopo commerciale di fornire animali alle televisioni ed al cinema;

la “Grunwald Zoo” detiene numerose specie di animali: oltre a cani di varie razze, anche esemplari di fauna selvatica protetta dalla legge 157/92, “Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio” – come l’Airone cenerino chiaramente visibile dal sito internet – ed animali esotici tutelati dalla legge 150/92, la normativa CITES in applicazione della Convenzione di Washington “Disciplina dei reati relativi all’applicazione in Italia della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione” e “Norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica”;

nell’anno 2000 nei confronti della società fu avviato un procedimento legale dall’associazione Animalisti Italiani e dal Codacons, per aver utilizzato in una nota trasmissione TV alcuni esemplari a diretto contatto con il pubblico: questo a rischio dell’incolumità e della pubblica salute e con notevole sofferenza degli animali, in aperta violazione degli artt. 110 c.p. e art.6 comma 4 della legge 150/92;

in quell’occasione, durante una puntata della trasmissione “Carramba”, un canguro condotto in studio ebbe un collasso in diretta e fu necessario l’immediato intervento di un veterinario;

è da sottolineare che, all’epoca dei fatti, non era ancora stata emanata la legge 189/2004 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”, che all’articolo 544-ter condanna i maltrattamenti sugli animali, considerando le loro caratteristiche etologiche oltre che quelle fisiche;

nel 2006 la “Grunwald zoo” fu posta sotto sequestro dal Corpo Forestale dello Stato – NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno degli Animali). Durante le operazioni di controllo, infatti, furono rinvenuti animali in condizioni di grande malessere, detenuti in condizioni tali da non assicurare neanche il minimo rispetto delle loro esigenze etologiche;

tra gli altri, una lupa incinta, priva della certificazione CITES che ne attestasse la legale provenienza, rinchiusa in un angusto box di cemento, usata come fattrice per la produzione di incroci con cani lupo cecoslovacchi, pure presenti nella struttura;

circa 100 cani costretti in spazi fatiscenti, umidi, sporchi e in pessime condizioni igienico-sanitarie, privi delle cure basilari ed in evidenti condizioni di stress, nonché numerosi gatti rinchiusi in piccolissime gabbie, in pessime condizioni di salute;

diversi rettili, tra cui due pitoni, furono rinvenuti in un ambiente inidoneo, sporco, a temperature non adatte alle specie, tali da procurare affezioni letali per uno dei due esemplari, nonostante le cure prodigate dopo il sequestro;

molti animali furono affidati a strutture di ospitalità; in particolare, almeno novanta cani furono  accolti dalle diverse sedi del canile del comune di Roma, anche a seguito della cessione da parte del detentore;

tra i cani trovati nelle condizioni sopra descritte presso il “Grunwald zoo”, anche il Border collie della serie televisiva “Il maresciallo Rocca”. Numerosi cani non risultavano iscritti all’anagrafe canina ed altri sono stati iscritti solo dopo il sequestro effettuato dal NIRDA;

di recente, in conseguenza dell’istanza presentata da Martino Pasquale, che si è dichiarato “interessato” a riavere solo una parte dei cani in stato di sequestro,  il magistrato titolare delle indagini ha disposto, senza alcuna motivazione, il dissequestro degli animali richiesti; essi, curati e riabilitati con ingente spesa di denaro pubblico, dovrebbero poi essere riconsegnati all’originario detentore.  

per sapere:

per quali ragioni la RAI utilizzi per i suoi spettacoli e programmi animali provenienti da situazioni di sofferenza e detenzione incompatibile con la loro natura;
se il Governo intenda intervenire tempestivamente presso l’ente pubblico, perché sia verificato e garantito il benessere degli animali e le condizioni delle strutture che li offrono “in affitto”, auspicando peraltro l’interrogante la fine del ricorso all’utilizzo di animali nelle produzioni televisive e cinematografiche;
se, a tutt’oggi, sia stata verificata la conformità delle strutture della “Grunwald zoo” che ospitano animali definiti “pericolosi” secondo la normativa 150/92 e successive modifiche;
se, nel frattempo, siano state portate e rese note le motivazioni del dissequestro sopra citato.

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