Opg di Montelupo fiorentino: Radicali allarme sovraffollamento e fatiscenza della struttura. Adesso la regione toscana deve intervenire

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Sono intollerabili il degrado umano e lo stato di abbandono terapeutico in cui versano gli Opg in Italia. Sono in totale circa 1200 gli ospiti-detenuti (più tecnicamente “internati”) dei 6 ospedali psichiatrici giudiziari. Nonostante il nome rassicurante di “ospedale” sono veri e propri manicomi criminali, dove l’aspetto della cura e della terapia passa in secondo piano rispetto a quello della detenzione e della sicurezza. A seguito di un proscioglimento per incapacità di intendere e di volere, o per sopravvenuta incapacità durante la carcerazione, si può finire in questo girone dantesco che si configura come un “ergastolo bianco”. Le proroghe di 2, 5 o 10 anni possono ripetersi all’infinito, laddove una perizia psichiatrica ravveda gli estremi della pericolosità sociale. Perciò una persona mai condannata per alcun reato si ritrova a scontare un “fine pena mai”.
A seguito delle denunce di pestaggi delle carenze strutturali, igieniche-sanitarie e di sovraffollamento abbiamo realizzato una visita ispettiva all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, stamani dalle ore 11.30 alle ore 15. Siamo stati ricevuti e condotti nella visita dalla nuova direttrice Maria Grazia Grazioso, assistita dal direttore sanitario Franco Scarpa e dall’ispettore Pagano.
In data odierna sono ospiti dell’Istituto 186 persone a fronte di una capienza prevista di circa 110, suddivise nelle varie sezioni: sezione seconda – Ambrogiana – circa 70; nell’altra, costituita dalle ex-stalle della Villa Medicea Torre 52; Arno 37; Pesa circa 30. Età media è di 41 anni. La presenza di stranieri è di appena il 10%. Per oltre il 70% sono reati contro la persona, il 40% omicidi compiuti per lo più nell’ambito familiare. Il 40% degli internati sono stati prosciolti durante il processo, il 30% sono in attesa di giudizio, gli altri semi-fermi o inviati in osservazione dalle carceri. Risultano lavoranti interni circa 45 ospiti, uno solo in articolo 21 esterno alla struttura. E’ prevista un’ora d’aria al mattino ed una al pomeriggio. Le celle sono molto diverse fra loro per dimensione e condizione: nella seconda sezione Ambrogiana sono tutte doppie, ma fatiscenti e fredde; nelle altre sezioni sono ammassati sei – sette internati in ambienti già stretti per tre. Ma sono state, quasi tutte, ristrutturate di recente, solo una parte della sezione Torre risulta tuttora fatiscente.
Gli agenti di polizia penitenziaria risultano essere appena 100, di cui 20 destinati al nucleo “traduzioni”: nel complesso, conteggiato i distaccati, risultano mancanti almeno 20 agenti, rispetto ad un organico che è comunque tarato su 110 detenuti. Non va meglio per la parte sanitaria, recentemente non più medicina-penitenziaria, ma facente capo al Sistema sanitario nazionale, dove a essere garantita 24 ore su 24 è solamente la guardia medica, perché manca lo psichiatra dalle 18 alle 9 e dalle 14 del sabato alle 9 del lunedì.
La Regione Toscana deve approfittare del passaggio dalla medicina penitenziaria alla Sanità e alle sue nuove competenze in materia, per chiudere questa struttura, riorganizzando un servizio che non può essere altro che di cura per persone bisognose di un’assistenza sanitaria invece di una sorveglianza da parte degli agenti penitenziari. Nonostante l’impegno del personale che lavora e che dirige l’Opg di Montelupo, appare
necessario rivedere alla radice l’impostazione che sta alla base dell’istituzione stessa. L’evidente contraddizione di questi giorni è che quando l’Asl ha chiesto di non inviare più detenuti, perché non si può più garantire un livello minimo di assistenza sanitaria, il Dap ha continuato a farlo, e quotidiani sono i nuovi ingressi.

 

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