Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino. Telegrammi con richieste di aiuto, la situazione e’ intollerabile

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Direttamente dall’Opg ci scrivono gli internati con un telegramma:
“Caldaia scoppiata manca acqua calda e riscaldamento da 9 giorni; no cambio lenzuola da 17 giorni; chiedi stufette protezione civile; guasti continui chiedi inagibilità al provveditorato assessore Rossi Direttore generale ASL 11 Empoli Dott. Porfido; stiamo congelando. L.G.”
Prima e’ arrivata la denuncia del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze, Franco Corleone, per lettere ricevute in merito a possibili pestaggi e violenze fisiche da parte di agenti di polizia penitenziaria su alcuni internati nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino (Fi). Poi quelle sui disagi per sovraffollamento o mancanza, per diversi giorni, di acqua calda e riscaldamento. A distanza di diverse settimane e’ la Asl a certificare la inagibilita’ della struttura: ‘Sovraffollamento e precarieta’ delle condizioni igienico-sanitarie, fattori che rendono difficile, se non impossibile, il pieno svolgimento delle funzioni sanitarie’. Queste le ragioni che hanno spinto il direttore dell’Asl 11 di Empoli, Eugenio Porfido, a scrivere una lettera al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria chiedendo di bloccare l’invio di altri detenuti all’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo.
Attualmente l’Opg ospita circa 190 detenuti-pazienti, mentre la capienza dei reparti e’ di circa la meta’. In molte camere da 4 posti, spiega una nota della Regione Toscana, sono stati sistemati anche 7 o 8 letti, mentre camere singole sono state trasformate in camere doppie. Lavori di ristrutturazione interrotti.
Dopo avere fatto una interrogazione e chiesto una ispezione ministeriale sul mio blog si sono susseguiti interventi e denunce su violenze istituzionali sia negli Opg che nelle carceri piu’ in generale, con testimonianze di ex internati e di medici penitenziari.
Mi auguro che dal caso di Montelupo si abbia la forza per intervenire sulla questione degli OPG, che nonostante il nome rassicurante di ospedali, sono in realta’ carceri, dipendono dal Dap, hanno agenti penitenziari e regole come gli istituti penitenziari, in palese contraddizione con la prioritaria salute delle persone internate che, proprio perche’ ritenute incapaci di intendere, sono fuoriuscite dal sistema giudiziario e dopo esser state ritenute non imputabili, con una perizia psichiatrica che ne attestasse anche la pericolosita’ sociale, sono state internate. 
 
Qui il testo integrale dell’interrogazione con i commenti dei visitatori

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3 Risposte to “Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino. Telegrammi con richieste di aiuto, la situazione e’ intollerabile”

  1. Tristano Ajmone Says:

    Questa situazione mi lascia perplesso. Mi riferisco alla certificazione di inagibilità dell’OPG Montelupo da parte dell’ASL. Certo, i motivi sussistono, però …

    Questo provvedimento potrebbe giustificare l’immediato sfollamento dell’istituto: gli internati verrebbero sparpagliati negli altri OPG d’Italia, e anche il personale verrebbe trasferito.

    Se questo dovesse accadere, il rischio principale sarebbe l’impossibilità di procedere in maniera lineare con le indagini circa i fatti esposti da Franco Corleone.

    Allo stato attuale vi è un forte interessamento sulla questione da parte di attivisti in tutto il mondo. Ho avuto modo di avviare una campagna internazionale contro le violenze degli istituti psichiatrici forensi:

    http://tristano-ajmone.oism.info/stop_torture_in_italian_psychiatry.htm

    Le risposte sono forti e, in questi giorni, ferve l’attività organizzativa volta a far chiarezza sugli accadimenti. Un’eventuale chiusura dell’OPG per inagibilità (o anche solo un suo parziale sfollamento, magari “mirato”) potrebbe compromettere il tentativo di fare luce sulle prassi di violenza istituzionale che da tanti anni vengono denunciate.

    La ringrazio ancora per il suo interessamento e per l’attivo sostegno mediatico offertoci,

    Tristano Ajmone

  2. amato maria Says:

    Eg.Senatrice.
    Ho avuto di modo di conoscere personalmente Tristano Ajmone e di apprezzare le sue numerose battaglie per la tutela dei diritti delle vittime della psichiatria.
    Ciò che egli scrive esprime un pensiero che condivido.
    Anch’io sono perplessa per questa situazione dell’OPG di Montelupo.
    E non solo perplessa, ma soprattutto amareggiata e delusa, nel constatare come sempre,che, quando si parla di diritti delle persone cosiddette “psichiatrizzate”, si parla come di una chimera irraggiungibile. E’ l’indifferezza assoluta nel quale vengono perpetrati i peggiori chimini nei confronti dei più deboli (Lei è una rarissima eccezione) che rende sempre più forti coloro che li attuano.
    Chi è in mano alla psichiatria, sia esso paziente in un D.S.M.,sia esso internato in un ospedale psichiatrico, è esposto a qualsiasi violenza, e non ha nessuna possibilità di difesa, perchè “malato” e non credibile. Verso costoro possono essere commessi i più gravi crimini, nessuno li tutelerà mai, nessuno perseguirà gli artefici di tali reati,perchè essi non potranno mai essere provati in un aula di tribunale; anzi non vi giungeranno mai.
    Il cosiddetto “malato di mente” subisce a monte la violenza più atroce: il pregiudizio psichiatrico, ossia l’essere screditato già di per se in quanto presunto malato, (dico “presunto” perchè molto vi sarebbe da dire sulla scientificità della pseudoscienza!)con la conseguenza che ogni sua parola è frutto di “delirio” e non veritiera.
    Desidero formulare un breve pensiero, in primo luogo,come operatrice del diritto. Le mie funzioni di giudice onorario in questi ultimi sette anni, mi hanno portata ad essere a contatto con i numerosi problemi del nostro Sistema Giudiziario in prima persona. Però debbo aggiungere, che nonostante i lamentati guasti, le nostre leggi garantiscono ampiamente i diritti dei cittadini ed in primo luogo il diritto alla vita: ad una vita dignitosa in qualsiasi situazione vi si trovi, a maggior ragione quando si è più deboli, più indifesi. Ma se ciò vale in linea di principio per tutti noi, ed anche per i carcerati (la cui pena deve tendere alla loro rieducazione), ciò non vale per i cosiddetti “malati di mente” rinchiusi negli O.P.G..La loro voce rimane inascoltata.
    Malato di mente? Non credibile.Per definizione.
    Dott. Maria Amato.

  3. EvaP Says:

    il link http://www.tristano-ajmone.oism.info non funziona

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