Ora di religione a scuola. Impossibile cambiare idea durante l’anno. Interrogazione

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Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicale – Partito Democratico e di Tommaso Ciacca membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani

L’insegnamento della religione cattolica, secondo quanto disposto dal Concordato tra Stato e Chiesa cattolica e dal dpr 751/1986, rappresenta una grave anomalia nell’integrità della costituzionalmente sancita laicità dello Stato, provocando discriminazioni tra gli studenti per valutazione e determinazione del credito scolastico per gli esami di Stato, nonché discriminazioni tra gli insegnanti di religione e quelli di altre materie per disparità nella carriera sull’accesso a insegnamento e trattamento economico.
Come se ciò non bastasse, scopriamo che anche la libertà di scelta per avvalersi o meno d i questo insegnamento, è meno “libera” di quanto ci si aspetti.
Infatti, la scelta dell’ora di religione può avvenire solo una volta, all’atto dell’iscrizione alla classe successiva, non essendo previsto di riconsiderare successivamente questa scelta.
Emblematico è quanto successo a L. C., giovane studente del primo anno delle superiori della provincia di Perugia che, avendo optato all’inizio dell’anno scolastico per non avvalersi dell’ora di religione, ha successivamente cambiato idea, ma non gli è stato permesso di seguirla. Il Preside dell’istituto sostiene che ogni anno casi analoghi coinvolgono almeno una trentina di ragazzi, anche tra coloro che, avendo scelto questo insegnamento, vorrebbero poi abbandonarlo.
La scelta nelle scuole medie superiori spetta allo studente anche se minorenne. Ma questa possibilità è solo relativa all’insegnamento e non all’iscrizione allo stesso, che -per lo studente minorenne- deve essere sottoscritta da un genitore o da chi ne esercita la potestà.
Per questi motivi, con il Sen. Marco Perduca, abbiamo depositato un’interrogazione, per sapere se il Ministro della Pubblica Istruzione non giudichi opportuno intervenire sulla normativa vigente  e consentire agli studenti di riconsiderare la decisione -pur se gia’ espressa- di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nel corso dell’anno scolastico.

Qui il testo dell’interrogazione

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