Ora di religione a scuola. Esenzione obbligata? Interrogazione

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Interrogazione da parte dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al Ministro della pubblica Istruzione

Premesso che:

In Italia, l’insegnamento della religione cattolica (IRC) secondo quanto disposto dal Concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica e dal D.P.R. dei 16 dicembre 1985, n. 751, “Esecuzione dell’intesa tra l’autorità scolastica italiana e la Conferenza episcopale italiana per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche”, rappresenta una grave anomalia nell’integrità della costituzionalmente sancita laicità dello Stato, e provoca discriminazioni tra gli studenti ai fini della valutazione e della determinazione del credito scolastico per gli esami di Stato, e discriminazioni nel corpo docente tra gli insegnanti di IRC e quelli delle altre materie per disparità nella carriera relative all’accesso all’insegnamento e al trattamento economico;

il numero di chi decide di avvalersi dell’IRC sta lentamente ma progressivamente diminuendo, passando dal 92,7% nell’anno accademico 2003-2004 al 91,8% nel 2004-2005, al 91,6% nel 2005-2006 e al 91,2% nel 2006-2007. Lo rende noto l’Osservatorio socio-religioso triveneto, che svolge questa rilevazione per conto della Conferenza Episcopale Italiana. La percentuale è del 94,5% nelle scuole dell’infanzia, 94.6% nelle primarie, 92,9% nelle secondarie di primo grado e 84,6% nelle secondarie di secondo grado (quando sono gli studenti a scegliere). Il numero totale di studenti non avvalentisi si aggira dunque intorno alle 675.000 unità: un numero considerevole, a cui il ministero della pubblica istruzione dovrebbe dedicare un’adeguata attenzione;

ai sensi del D.P.R. dei 16 dicembre 1985, n. 751, art. 2 – Modalità di organizzazione dell’insegnamento della religione cattolica, lettera b), e dell’art. 310, commi 3 e 4 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, la decisione se avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica avviene solo una volta all’atto dell’iscrizione alla classe successiva, non essendo prevista alcuna possibilità di riconsiderare  successivamente la scelta espressa per tutta la durata dell’anno scolastico;

emblematico è quanto successo a L. C., giovane studente del primo anno delle superiori della provincia di Perugia, che avendo optato all’inizio dell’anno scolastico per non avvalersi dell’IRC, ha successivamente cambiato idea ma non è gli è permesso di rimanere in classe durante l’ora di religione;

il Preside dell’istituto, che ha disposto l’allontanamento dalla classe durante l’ora di religione di L. C. in osservanza del D.P.R. 1985/751, sostiene che ogni anno un problema analogo riguarda almeno una trentina di ragazzi, che vogliono rinunciare all’ora di religione nel corso dell’anno, o viceversa;  

Considerato inoltre che:

La scelta deve essere effettuata dai genitori nella scuola materna, elementare e media, mentre nella scuola superiore la legge 281/86 ha riconosciuto la capacità di scelta allo stesso alunno, quantunque minorenne. Si badi però che questa capacità di scelta è solo relativa all’Irc e non all’iscrizione vera e propria, che -fino al raggiungimento della maggiore età dello studente- deve essere sottoscritta da un genitore o da chi ne esercita la potestà.
La scelta informata dello studente potra’ essere fatta solo dopo aver compreso come verrà trattato il programma di IRC, venendosi in alternativa a creare un principio antipedagogico basato solo sulla fede religiosa di un bambino o di un ragazzo. L’autonomia dello studente alle superiori sul fronte della scelta di avvalersi o meno dell’ora di IRC dovrebbe determinare la presenza fisica dello studente al momento della iscrizione all’istituto che spetta formalmente ai genitori. Questo non avviene nella grande maggioranza dei casi e ne deriva che potrebbe essere utile chiedere una separazione delle due fasi di scelta. Comunque il non poter cambiare durante l’anno, visto che non si tratta di storia delle religioni, espone lo studente a  possibili violazioni personali che non sono accettabili forse sotto più profili.  

Per sapere:

se il Ministro non giudichi opportuno intervenire sulla normativa vigente al fine di consentire la possibilità per gli studenti di riconsiderare la decisione espressa di avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica, nel corso dell’anno scolastico.

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1 Risposta to “Ora di religione a scuola. Esenzione obbligata? Interrogazione”

  1. studente92 Says:

    ciao,mi chiedevo se è possibile fare delle domande sull’argomento in questione

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