Gay/Binetti. Una buona occasione perche’ il Pd si svecchi dei retaggi catto-comunisti

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Le affermazioni della sen. Paola Binetti che ha assimilato l’omosessualita’ alla pedofilia, con tanto di smentita “d’ordinanza”, non sono di per se’ uno scandalo. Cosa ci si poteva aspettare di diverso dalla senatrice cosiddetta teodem? Sarebbe stato strano il contrario. Ognuno ha la cultura che ha scelto e se per stupire e affermare la propria supremazia, decide di esternare in questo modo, ne prendo atto. Del resto, non mi sembra molto differente da quanto ci viene costantemente detto dai vari ministri del culto cattolico romano, e non solo sull’omosessualita’ e la sessualita’, ma su qualunque espressione della propria individualita’ che non sia prona a cio’ che viene ritenuto il verbo superiore e assoluto.Rimane il problema dei vari iscritti e dirigenti del partito della Binetti che la vorrebbero buttar fuori dalla loro organizzazione. Anche qui, perche’ stupirsi? Nel Partito Democratico c’e’ una “crosta” ancora pesante e visibile su un proprio passato fatto di abiure, espulsioni, linee giuste, dichiarazioni di fede e tutto quello che ci si puo’ immaginare in un contesto in cui il partito e’ un fine piuttosto che un mezzo. Del resto, per esempio, quando Marco Pannella cerco’ di candidarsi alle elezioni primarie per la segreteria di quel partito, in concorrenza col designato Walter Veltroni, non fu posto un veto di stampo stalinista piuttosto che far decidere gli elettori? Al momento non so se la “commissione di garanzia” del Pd si esprimera’ o meno sul “caso” Binetti. Ma il fatto stesso che esista una simile commissione e che sia stata evocata da iscritti e dirigenti per garantire il pensiero ufficiale del partito, e’ preoccupante e sintomatico di un percorso ancora irto di difficolta’ che questo partito dovrebbe percorrere per smarcarsi dal proprio retaggio catto-comunista.
Io, pero’, penso positivo. Credo che nel nostro Paese l’alternativa allo sfascismo dominante nelle istituzioni e nell’economia debba passare attraverso un totale ripensamento e riorganizzazione anche dei partiti. E mentre il Partito della Liberta’ e’ una sorta di macchietta caricaturale di cio’ che potrebbe essere un moderno partito di liberi individui e cittadini, almeno il Partito Democratico certi problemi se li pone e sembra che li affronti. Mi auguro che cio’ accada anche, e soprattutto, cercando di divenire un partito di liberi senza sondare e sentenziare nelle difficolta’ di ognuno, la sen. Paola Binetti nel nostro caso.

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