Malattie dell’occhio.Scelte commerciali delle aziende farmaceutiche non ricadano su bilancio sanitario

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 Interrogazione della senatrice Poretti al ministro della Salute

premesso che

nella cura di una malattia dell’occhio relativamente diffusa nei grandi anziani, il trattamento con un farmaco innovativo costa 70 volte meno di quello con il farmaco di riferimento. Il medicinale meno costoso, però, non può essere prescritto a carico del Servizio sanitario Nazionale (Ssn) perché la casa farmaceutica che lo produce  non ha mai chiesto l’autorizzazione per quella patologia;

E’ il caso del farmaco oncologico innovativo, l’Avastin (nome commerciale del bevacizumab), in uso ormai da qualche anno e autorizzato per il trattamento del carcinoma del colon-retto, che da tempo e’ riconosciuto dalla letteratura scientifica internazionale come efficace anche nel trattamento di una patologia dell’occhio, la degenerazione maculare legata all’età (Dmle);

Il farmaco non è però ufficialmente autorizzato per la cura di questa patologia: la società farmaceutica che lo produce (Roche) non ha infatti richiesto la specifica autorizzazione alla competente agenzia di regolazione, l’Aifa, pertanto non può essere prescritto per il trattamento della Dmle;

L’industria farmaceutica può rinunciare a richiedere l’autorizzazione per una data condizione clinica quando dispone di un farmaco alternativo più remunerativo; in tal modo solo il medicinale più costoso è prescrivibile dai medici che operano nella sanità pubblica. Ciò può accadere anche quando i due farmaci non sono prodotti dalla stessa azienda, rivelando così possibili accordi collusivi a danno della collettività. È il caso di due medicamenti, Avastin (Roche) e Lucentis (Novartis) che uno studio indipendente (1) finanziato dai National Insitutes of Health statunitensi ha dimostrato con chiarezza sovrapponibili;

Con il  prodotto Lucentis (nome commerciale del ranibizumab), della Novartis, il trattamento annuale è però 70 volte più costoso rispetto al suo omologo Avastin (nome commerciale del bevacizumab) della Roche. Un anno di trattamento con Lucentis costa infatti quasi 14mila euro, mentre l’alternativa Avastin costa meno di 200 euro;

L’impiego del farmaco ad alto costo, in alternativa a quello a basso costo, comporta una maggiore spesa per il Servizio sanitario nazionale stimabile in almeno 200 milioni di euro all’anno;

La societa’ Novartis possiede il 33% delle azioni della Roche.

Per sapere
quali iniziative intende assumere affiche’le conseguenze delle scelte commerciali delle aziende farmaceutiche non ricadano sul bilancio sanitario.

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