Presentato disegno di legge per l’abrogazione dell’obiezione di coscienza della legge 194/1978 in tema di aborto

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Disegno di legge d’iniziativa dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca

ONOREVOLI SENATORI. – Con il presente disegno di legge si intende modificare la legge 194/1978 abrogando l’articolo 9 che disciplina l’obiezione di coscienza del personale medico e sanitario in materia di interruzioni di gravidanza.

L’obiezione di coscienza assume nella legge italiana un carattere positivo in tema di servizio militare. Gli obiettori che prima rischiavano il carcere disobbedendo ad una legge sulla leva obbligatoria, potevano opporre la loro coscienza al servizio militare ma dovevano prestare servizio civile. Terminata la leva e trasformando il servizio militare in libera scelta, anche l’obiezione di coscienza termina. La legge 194 nel disciplinare l’aborto introduce la possibilita’ per il personale medico e infermieristico di fare obiezione di coscienza. Personale che si era formato ad una libera professione ed era entrato a lavorare in strutture pubbliche o accreditate quando interrompere una gravidanza era sempre e solo un reato. Oggi cio’ che poteva essere un dato residuale, visto il consenso che viene riconosciuto alla legge 194 sia per aver fatto emergere dalla clandestinita’ il fenomeno degli aborti, ma anche  per aver fatto diminuire il loro numero, e’ diventato invece un fenomeno che in alcuni casi rende inapplicabile la legge e l’accesso da parte delle donne alle strutture dove praticare l’interruzione della gravidanza.

Nella relazione che annualmente viene depositata in Parlamento da parte del Ministero della Salute -nonostante sia sempre in ritardo di molti mesi rispetto alla scadenza di febbraio dettata dalla legge- il dato riguardante l’obiezione di coscienza e’ in crescita e neppure aggiornato. Cosi’ il fenomeno dell’obiezione di coscienza tra i medici sta diventando un problema organizzativo per Asl e direttori di Ospedali. L’ultimo caso e’ quello del Policlinico di Napoli dove il servizio di interruzione volontaria di gravidanza e’ stato sospeso per mancanza di ginecologi non obiettori.

La percentuale dei ginecologi obiettori (dato 2009, rilevato nell’ultima relazione depositata agosto 2011) e’ del 70,7% in Italia, con l’intero Sud dal Lazio in giù e’ dell’80%, con l’unica eccezione della Sardegna, e con dati ancora piu’ vecchi per alcune regioni, addirittura dell’anno 2008 per la Liguria e del 2007 per Abruzzo, Molise e Campania.
La situazione e’ particolarmente drammatica per quanto riguarda le Ivg dopo i 90 giorni (cosiddetto ‘aborto terapeutico’): se infatti aumentano le donne che vi fanno ricorso anche a seguito di nuove tecniche di diagnosi prenatale, non aumentano le strutture disponibili a causa della dispersione del gia’ basso numero di medici non obiettori. Fino ad arrivare a casi di cronaca giudiziaria come quello di Messina, dove una donna e’ stata “abbandonata” e costretta ad abortire in bagno e la magistratura costretta ad intervenire nei confronti dei medici “obiettori” che non hanno prestato assistenza medica e sanitaria.
Infatti, se un ospedale può concentrare in poche sedute le IVG entro i 90 giorni, per le IVG dopo i 90 giorni la presenza di uno o due medici non obiettori non permette il regolare svolgimento del servizio, in quanto l’induzione farmacologica con le prostaglandine necessita di una somministrazione su piu’ turni continuativi di servizio. Come conseguenza molte strutture che garantiscono un limitato servizio di IVG entro i 90 giorni non forniscono il servizio di IVG dopo i 90 giorni.

E cosi’ si moltiplicano i casi di donne che sono costrette a lunghe ed estenuanti ricerche di un ospedale disponibile a praticare l’aborto terapeutico. Da alcune segnalazioni giunte all’Associazione Luca Coscioni e riportate in diversi organi di stampa, risulta che a Roma le IVG dopo 90 giorni siano praticate da soli 11 ginecologi ed in sole quattro strutture. In Piemonte oltre il 90% delle IVG dopo il 90mo giorno e’ praticato presso una singola struttura, il Sant’Anna di Torino. E la situazione e’ simile in tutte le altre regioni.
Secondo i dati riportati dalla Libera associazione italiana dei ginecologi per l’applicazione della legge 194 (Laiga) “nel Lazio ha posto obiezione di coscienza il 91,3% dei ginecologi ospedalieri. Se per gli aborti del I trimestre si può fare in parte fronte alla situazione ricorrendo a medici convenzionati esterni o a medici gettonati, così non è per gli aborti terapeutici, sui quali quel 91,3% pesa come piombo. Con il ricorso a medici convenzionati esterni e medici a gettone l’obiezione scende all’84%, dato comunque più grave dell’80,2% riferito dal ministro della Salute, che non considera nella sua relazione il fatto che una parte dei non obiettori in realtà non esegue l’interruzione volontaria della gravidanza”.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.
E’ abrogato l’articolo 9 della legge 22 maggio 1978 n. 194, “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.

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1 Risposta to “Presentato disegno di legge per l’abrogazione dell’obiezione di coscienza della legge 194/1978 in tema di aborto”

  1. Giuseppe79 Says:

    Non può esserci pace autentica senza rispetto della vita, specie se innocente e indifesa qual è quella dei bambini non ancora nati.
    Un’elementare coerenza esige che chi cerca la pace difenda la vita.

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