Caccia. Contro l’accesso ai fondi privati per i cacciatori. Disegno di legge per difendere il diritto costituzionale alla proprietà privata

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Insieme ai colleghi Marco Perduca e Franca Chiaromonte, ho presentato un disegno di legge per abolire il diritto di accesso al fondo altrui per l’esercizio della caccia, previsto dall’articolo 842 del codice civile.

Si tratta di una peculiarità giuridica pressoché unica in Europa: una sorta di abdicazione del diritto di proprietà privata -diritto costituzionalmente protetto- di fronte a chi indossa un fucile, mentre lo stesso diritto rimane pieno di fronte a chi pratica ogni altra attività, da un pic-nic ad una passeggiata, dalla fotografia all’osservazione degli animali selvatici. Per questo, l’articolo 842 comporta una vera e propria discriminazione tra i cittadini, generando un’ingiustificata disparità di trattamento di situazioni analoghe, in violazione dell’articolo 3 della Costituzione.

Dal 1976 vi sono state ripetute iniziative referendarie promosse in particolar modo da Radicali e Verdi insieme, che hanno mirato all’abrogazione della norma ed è doveroso ricordare tra esse quella del 1990: 18 milioni di italiani votarono a favore dell’abrogazione dell’articolo, ma, purtroppo, il quorum per la validità della consultazione fu mancato per una manciata di voti.

Se questo disegno di legge fosse approvato, l’accesso ai fondi privati per i cacciatori dovrà essere condizionato al consenso del proprietario o conduttore. Così come per il resto della cittadinanza.

Questo disegno di legge era già stato presentato nel corso della passata legislatura dal deputato radicale Bruno Mellano e sottoscritto da parlamentari Radicali e Verdi, ricevendo il sostegno delle associazioni LAV, LAC, ENPA e OIPA.

Leggi il testo del disegno di legge.

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