Isee. Affido condiviso e nucleo familiare. Interpellanza

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Interpellanza a risposta scritta dei senatori Poretti, Perduca al Ministro della Economia e Finanze
Premesso che:

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è stato finora costruito rapportando l’ISE (Indicatore della Situazione Economica) al numero dei componenti del nucleo familiare;

in base al valore dell’ISEE è possibile accedere ad una serie di agevolazioni, come sconti sui servizi sanitari e assistenziali nonché su servizi comunali (ad es., asili nido e centri estivi), riduzione del 50%  o esenzione totale dal pagamento del canone telefonico, tariffe ridotte  su servizi di pubblica utilità (energia, gas, acqua), assegno di maternità, prestazioni scolastiche (libri, mense e borse di studio), abbattimento delle tasse universitarie ecc.;

per la definizione di nucleo familiare non esiste su una legge specifica, ma se ne danno  varie, a seconda dell’ “uso” che si vuol fare del medesimo;

tuttavia, ai fini che ci occupano occorre al momento fare riferimento al DPR 242/2001 (Regolamento concernente modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 1999, n. 221, in materia di criteri unificati di valutazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate e di individuazione del nucleo familiare per casi particolari, a norma degli articoli 1, comma 3, e 2, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, come modificato dal decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130), secondo il quale – art. 1 comma 5 – “ Il figlio minore di anni 18, anche se a carico ai fini IRPEF di altre persone, fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale risulta residente;

d’altra parte, la legge 54/2006 ha stabilito che i figli restano affidati a entrambi i genitori, che hanno pari diritti e doveri, come del resto sancito dall’art. 30 della Costituzione che, come l’attuale formulazione dell’art. 155 c.c., in condizioni normali non attribuisce ad alcun genitore il titolo o il ruolo di “convivente”, “coresidente” o “collocatario” ;

infatti, coerentemente, il legislatore del 2006 ha eliminato tutte le differenze di poteri, doveri o facoltà tra i genitori, precedentemente presenti nel codice civile quando la forma ordinaria di affidamento era quello a un solo genitore; circostanza ignorata dall’ISEE, introdotto prima del 2006 e mai aggiornato alla nuova realtà e ai nuovi principi giuridici;

già a livello giurisprudenziale si registra l’attribuzione di un doppio domicilio ai figli di genitori separati (ad es., trib. di Firenze, 4 aprile 2012, est. Paparo), nel rispetto della loro effettiva sensibilità e della nuova realtà giuridica; 

di conseguenza l’attribuzione ai figli di un solo luogo di residenza non può rispondere che a formali esigenze amministrative, restando privo di qualsiasi valenza giuridica e non potendosene dedurre l’aberrante conclusione dell’appartenenza a un solo nucleo familiare.

Constatato che:

con la legge 22 dicembre 2011, n. 214 di conversione, con modificazioni, del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. “Decreto salva-Italia”), proprio a seguito della scelta di confermare e sottolineare la centralità dell’ISEE come strumento di accesso a varie forme di welfare, stanno cambiando i criteri di calcolo per la sua determinazione, attribuendo l’articolo 5 alla Presidenza del Consiglio la facoltà di rivedere i relativi criteri entro il 31 maggio 2012, fissando il testo due ambiti di intervento: la revisione dei criteri di calcolo e l’elencazione delle agevolazioni, benefici, prestazioni a cui applicare il nuovo ISEE dal gennaio 2013;

in particolare, saranno rivisitate le modalità di determinazione dell’indicatore e i suoi campi di applicazione, con una nuova definizione di reddito disponibile che includa le somme esenti da Irpef (attualmente escluse) e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia, nonché dei pesi dei carichi familiari;

l’intento del legislatore sembra quello di conservare una serie di agevolazioni fiscali, particolarmente rilevanti per le famiglie separate delle quali è noto l’impoverimento, ancora legate all’ISEE, restringendone l’ampiezza, ma non rivedendone le storture applicative, visto che anche le modifiche introdotte recentemente dalla Commissione bilancio non intervengono sul concetto e sul ruolo del “nucleo familiare”;

se verrà mantenuto l’attuale diretto collegamento della definizione di nucleo familiare con la residenza anagrafica si consolideranno rilevanti privilegi a vantaggio del genitore co-residente e la corrispondente iniqua penalizzazione dell’altro (a titolo di esempio, considerando una famiglia separata in cui madre e padre hanno redditi identici e ospitano i figli per tempi uguali, solo il genitore presso i quali i figli hanno la residenza potrà inserirli nel suo nucleo familiare e pertanto godere, eventualmente, dei vantaggi economici di un coefficiente ISEE ridotto).

Per sapere

se il Governo intende, in vista della definitiva riscrittura delle norme prevista entro il 31 maggio 2012, eliminare la suddetta grave fonte di ingiustizia sociale;

in particolare, se intende provvedere a ridefinire il concetto di nucleo familiare, al quale dovranno appartenere entrambi i genitori chiamati al mantenimento dei figli, a prescindere dalla formale attribuzione di un luogo di residenza, fermo restando l’obbligo di rispettare il diritto indisponibile dei figli minori di mantenere un “rapporto equilibrato e continuativo” con entrambi, entrambi incaricati di fornire loro “cura, educazione e istruzione”;

se il Governo intende rispettare il principio di cui all’art. 155 c.c. comma 4, secondo il quale l’obbligo di mantenere i figli spetta ad entrambi i genitori “in misura proporzionale ai redditi di ciascuno”, ovvero costruire l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente dei genitori separati attribuendo a ciascuno la frazione di onere che effettivamente sostiene e di conseguenza il corretto godimento delle agevolazioni.

 

 

 

 

 

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2 Risposte to “Isee. Affido condiviso e nucleo familiare. Interpellanza”

  1. Isee. Affido condiviso e nucleo familiare: dal tribunale di Firenze la soluzione ? | Reset Italia Says:

    [...] A questo link l’interpellanza: http://blog.donatellaporetti.it/?p=2831 [...]

  2. Michele Tortora Says:

    Vorrei mettere in evidenza che oltre al’ISEE, la determinazione del nucleo familiare nel caso di genitori separati ha effetto anche su altri importanti istituti economici. L’INPS ad esempio riconosce gli assegni familiari ai separati soltanto se si accordano tra loro a
    chi deve riscuoterlo, in caso contrario va a quello che ha i figli nello stato di famiglia, che per i Comuni significa chi ha la stessa residenza. E’ evidente qui il danno morale e materiale a chi, pur avendone diritto, non può ottenere gli assegni perchè i figli non si considerano facenti parte della propria famiglia, in barba all’affido condiviso. Stessa ingiustizia si potrebbe profilare anche in altre situazioni, sulla nuova IMU ad esempio. Sarebbe importante chiarire inequivocabilmente la situazione nei nuovi testi di legge sull’argomento.
    Grazie, Michele Tortora.

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