Disegno di legge per la conservazione di gameti umani e tessuto gonadale

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Disegno di legge per la conservazione di gameti umani e tessuto gonadale

Relazione – Onorevoli senatori, le condizioni di vita delle donne italiane sono da tempo sotto osservazione internazionale sia a causa del cumulo di ore di lavoro che deriva dai loro differenti ambiti,  professionale, familiare, di cura, che per le condizioni diseguali nelle quali i loro differenti profili si  realizzano.

Basta scorrere le statistiche internazionali per coglierne i punti  critici, per toccare con mano quanto siamo lontani da Paesi  che consideriamo, sbagliando, uguali al nostro.
In condizioni di questo genere mettere al mondo dei figli  può  diventare  un atto di eroismo, un lusso che molte donne non si possono  permettere.
Per molte altre, quando sarà arrivato finalmente il momento giusto, potrebbe essere troppo tardi, viste le trappole che la biologia spesso tende, quando età biologica ed età sociale si allontanano.
Il congelamento di ovociti può, allora, essere considerato  una forma di risarcimento, un ammortizzatore scientifico, che medicina e biologia ci consegnano per proteggere le donne dai danni che lo stile di vita tipico dei Paesi occidentali contemporanei procura loro, costringendole a  subordinare le scelte di procreazione al percorso professionale.
Si tratta, come è ben noto, di una decisione obbligata che comporta, di fatto, spostare in avanti i progetti di genitorialità, nel momento in cui esse diverranno molto meno fertili a causa del processo di invecchiamento del loro patrimonio ovocitario che le penalizza fortemente.
Anche gli uomini non sono immuni da problemi di fertilità a causa di stressanti stili di vita e di minima informazione sul diritto alla preservazione della fertilità.  Ci troviamo dinanzi a  poca prevenzione e alla mancata abitudine di recarsi dagli specialisti per effettuare visite di controllo periodiche. In passato l’unica visita era quella che avveniva per la leva militare che, essendo stata abolita, non consente più un primo approccio con la sfera riproduttiva maschile.
Per questa ragione lo Stato  dovrebbe farsi carico del problema e assumersi la responsabilità di garantire anche nelle condizioni suddette la possibilità di procreare. Attualmente nelle strutture pubbliche è possibile crioconservare gameti e tessuto gonadale a carico del Servizio Sanitario Nazionale solo se si è intrapreso un ciclo  di procreazione medicalmente assistita oppure  se il soggetto sta per sottoporsi a cicli di chemioterapia. Nelle strutture private, a pagamento, è invece sempre possibile crioconservare gameti e tessuto gonadale. L’impossibilità di accesso alla conservazione di gameti e tessuto gonadale sempre per fini autologhi, ovvero per preservare la propria fertilità, nelle strutture  pubbliche o private convenzionate, determina una lesione del principio di uguaglianza e dei principi Costituzionali, creando disuguaglianze in base alle possibilità economiche e ledendo in tal modo anche il principio di prevenzione,  fondamentale in medicina.
In questo modo è, tra l’altro, presumibile che i costi necessari a soddisfare i desideri di procreazione delle coppie saranno molto più alti ed in parte a carico del SSN.

All’articolo 1 sono enunciate le finalità nel rispetto delle norme vigenti, segue l’articolo 2 che identifica i soggetti senza in realtà porre un limite di età, ma lasciando al medico la possibilità di valutare i singoli casi, in modo che si possa determinare una effettiva possibilità di utilizzo del materiale biologico per fini riproduttivi. Il testo prevede all’articolo 3 che sia rinnovato annualmente il consenso al mantenimento nello stato di crioconservazione dei gameti o del tessuto gonadale crioconservato. Mentre all’articolo 4 sono elencati i divieti e le sanzioni; in ultimo è prevista una campagna d’informazione effettuata dal Ministero della salute.
Per tale fine  si propone la seguente proposta di legge realizzata con la collaborazione dell’associazione Luca Coscioni per la liberta’ di ricerca scientifica ed esperti del settore.

Disegno di legge

Articolo 1
(Finalità)
1. E’ prevista la crioconservazione di gameti umani e di tessuto gonadale, allo scopo di consentire la possibilità di preservazione della propria fertilità a fini di utilizzo successivo per gli usi consentiti di tali materiali secondo le norme vigenti.

Articolo 2
(Soggetti)
1. La conservazione di gameti e di tessuto gonadale  in età potenzialmente fertile è prevista a carico del Servizio Sanitario Nazionale in strutture pubbliche e private autorizzate secondo le norme vigenti in materia e  nel rispetto delle stesse e per gli usi consentiti.
2. La crioconservazione di gameti e di tessuto gonadale è sottoposta all’osservanza delle norme in vigore in materia di lavorazione, conservazione e tracciabilità.

Articolo 3
(Consenso Informato)
Il consenso alla crioconservazione dovrà essere rinnovato annualmente in forma scritta dal soggetto titolare di diritto.

Articolo 4
(Divieti e sanzioni)
1. L’utilizzo a scopi riproduttivi post mortem di gameti femminili e maschili può avvenire solo con il consenso espresso della persona da cui sono tratti. Il consenso può essere manifestato anche in un testamento.
2. E’ vietata la commercializzazione di gameti e tessuto gonadale.Per commercializzazione si intende la cessione di materiale genetico a titolo non gratuito, in modo da coinvolgere un numero indeterminato di soggetti. Essa è punibile sin dalla fase di pubblicizzazione del prodotto.
3. Ove invece un’attività di promozione e vendita si svolga al di fuori delle modalità previste dal comma precedente e, quindi, sulla base di rapporti individuali, si applica la pena successivamente indicata. Non è punibile la cessione a titolo gratuito.
4. La violazione del divieto di cui al comma 1 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200.000 a 400.000 euro.
5. La violazione del divieto di cui al comma 2  è punita con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro.
6. La violazione del divieto di cui al comma 3 (attività di promozione e vendita che non coinvolgano un numero indeterminato di soggetti) è punita con la multa da  1000 a 20.000 euro.
7. È disposta la sospensione da uno a tre anni dall’esercizio professionale nei confronti dell’esercente una professione sanitaria condannato per uno degli illeciti di cui al presente articolo.
8. L’autorizzazione concessa ai sensi dell’articolo 2 alla struttura al cui interno è eseguita una delle pratiche vietate ai sensi del presente articolo è sospesa per un anno. Nell’ipotesi di più violazioni dei divieti di cui al presente articolo o di recidiva l’autorizzazione può essere revocata.

Articolo 5
(Campagna informativa)
Il Ministero della Salute effettua campagne informative annuali, sulla possibilità di preservare la fertilità dei cittadini anche tramite crioconservazione dei gameti e tessuto gonadale ovvero ovaio e testicolo indicandone le modalità e le strutture autorizzate sul territorio.

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