ODG Class action conversione in legge del decreto-legge n.112

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Il Senato

in sede di discussione sulla conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria

considerato che:

- i commi 445 e seguenti dell’art. 2 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (Finanziaria 2008), istituiscono e disciplinano l’azione collettiva risarcitoria (class action) a tutela dei consumatori, quale nuovo strumento generale di tutela nel quadro delle misure nazionali volte alla disciplina dei diritti dei consumatori, conformemente ai principi stabiliti dalla normativa comunitaria volti ad innalzare i livelli di tutela;
- secondo tali norme, l’entrata in vigore del nuovo strumento giudiziario si sarebbe dovuta avere lo scorso 29 giugno 2008, ma e’ intervenuto nel frattempo l’art. 36 del decreto-legge n. 112/2008, che ne proroga l’entrata in vigore posticipandola di 6 mesi, al 1 gennaio 2009;
- Nel corso della seduta dell’8 luglio 2008 in sede consultiva della II Commissione giustizia della Camera, l’on. Maurizio Scelli, relatore sul disegno di legge C. 1386, recante conversione in legge del presente decreto-legge n. 112/2008 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), in merito all’art. 36 del DL e all’entrata in vigore delle norme sull’azione collettiva risarcitoria dichiarava che: “La finalita’ della proroga e’ motivata nella relazione allegata al provvedimento con la necessita’ dell’individuazione e messa a punto di strumenti normativi adatti ad estendere la tutela risarcitoria (anche in forma specifica) offerta dall’azione collettiva anche nei confronti della pubblica amministrazione.”;
- la disposizione di proroga dell’entrata in vigore dello strumento della class action era stata, peraltro, annunciata e motivata dal Ministro per le Attivita’ produttive, Claudio Scajola, dalla necessita’ di migliorare il provvedimento poiche’ occorre “rivedere questi aspetti a tutela dei consumatori, perche’ non ci sia una risposta beffarda per chi vuole il riconoscimento dei propri diritti”;
- le parole del Ministro Scajola sono condivisibili laddove si ravvisa la possibilita’ di cambiare alcuni aspetti che rendono il testo istitutivo della class action non pienamente efficace per i fini di tutela dei consumatori e degli utenti che si propone;
- in particolare, le disposizioni attuali, ai sensi dei commi 445-449 dell’art. 2 della legge Finanziaria 2008, non prevedono:
a) la possibilita’ di adire cause collettive per atti illeciti che non costituiscano violazione del Codice del Consumo;
b) l’applicabilita’ dello strumento della class action nell’esercizio di qualunque diritto od interesse diffuso che non risulti prescritto alla data di entrata in vigore del provvedimento;
c) la certa e agevole liquidazione dei risarcimenti spettanti, in caso di condanna del convenuto, ai soggetti titolari del diritto di risarcimento riconosciuto dalla sentenza, essendo previsto un meccanismo con doppia conciliazione, che non sanziona il convenuto inadempiente nella liquidazione dei risarcimenti se non dopo posteriori condanne comminate dall’autorita’ giudiziaria a seguito di singole cause promosse privatamente dai soggetti che hanno aderito all’azione risarcitoria.
 Impegna il Governo:

- ad individuare strumenti normativi adatti ad estendere la tutela risarcitoria offerta dall’azione collettiva, in modo che il provvedimento preveda: 
a) la possibilita’ di adire cause collettive anche per atti illeciti che non costituiscano violazione del Codice del Consumo (ivi comprese le cause nei confronti della pubblica amministrazione);
b) l’applicabilia’ della class action nell’esercizio di qualunque diritto od interesse diffuso che non risulti prescritto alla data di entrata in vigore del provvedimento;
c) la certa e agevole liquidazione dei risarcimenti spettanti, in caso di condanna del convenuto, ai soggetti titolari del diritto di risarcimento riconosciuto dalla sentenza;
- a disporre ogni procedura relativa all’impegno di cui sopra entro il termine del 1 gennaio 2009 previsto dall’art. 36 del presente decreto-legge n. 112/2008.

Poretti

Perduca

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