Ordini del giorno a Ddl Garante Infanzia

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A.S. 2631
ODG

Il Senato,
premesso che:
è necessario ed urgente riprendere il dibattito in Parlamento sulle proposte di legge sull’assetto delle Istituzioni giudiziarie preposte alla Giustizia minorile e sulla loro riforma, in particolare in materia civile;
-è ormai matura nell’opinione pubblica l’esigenza di un riordino di tutta la materia riguardante la famiglia e i minori, per ricomporre le tante competenze ancora oggi sparse tra diversi soggetti istituzionali, spesso a scapito di una considerazione unitaria del bambino, come soggetto titolare in proprio di diritti fondamentali;
-è molto sentita tra i cittadini l’urgenza di assicurare le garanzie del “giusto processo”, enunciate nella modifica del capitolo V° della Costituzione, in particolare per assicurare i normali diritti di difesa anche per i genitori e per i bambini, nei procedimenti riguardanti la giustizia minorile civile oggi trattati dai Tribunali per i Minorenni con le limitazioni consentite dalla “volontaria giurisdizione”;
- è insopportabile, nei casi di separazione tra i genitori, la discriminazione tra i bambini nati da genitori uniti da vincolo matrimoniale – destinati al Tribunale civile per la tutela dei loro diritti e la regolamentazione dei rapporti con i genitori – e i bambini nati da genitori uniti “di fatto” dal vincolo della parola data, bambini “di fatto”, destinati ai Tribunali per i Minorenni con il rischio concreto di subire l’allontanamento da uno o da entrambi i genitori;
-da oltre un decennio giacciono in Parlamento numerose proposte di Legge per la riforma della Giustizia minorile, in particolare di quella civile – dalla proposta dell’ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli a quella del Sen. Augusto Cortelloni e altre – che contemplano la soppressione dei Trbunali per i Minorenni e la loro sostituzione con Sezioni specializzate per la famiglia e i minori presso tutti i Tribunali ordinari;
-da più parti è stata avanzata l’opportunità di adeguare gli artt- 330, 333 e 336 del codice civile in materia di potestà genitoriale, di affido ad un solo genitore e di nuove garanzie costituzionali nei procedimenti minorili;
impegna il Governo
ad assumere ogni iniziativa di competenza per favorire la riforma della giurisdizione minorile assicurando a tutti i minori, senza discriminazioni, un giusto processo.
Poretti, Perduca
A.S. 2631
ODG
Il Senato,
premesso che:
-l’Italia è l’unico paese del consiglio d’Europa che non riconosce ancora alle sentenze della Corte Europea di Strasburgo il potere di annullamento delle pronunce dei propri Tribunali nazionali fatte in violazione della Convenzione europea del 1950, sulla Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali;
-tra le sentenze di condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per accertata violazione nei procedimenti giudiziari dei principi fondamentali stabiliti dalla citata Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, sono in aumento quelle che riguardano provvedimenti definitivi di conferma dello stato di adottabilità, e quindi di adozione, di minori;
-finora, l’unico effetto di una sentenza di condanna della Corte europea è quello di costringere lo Stato italiano a pagare un indennizzo in denaro;
-nessuna somma può compensare una ingiustizia accertata, e meno che mai quando essa comporti la perdita definitiva di un figlio;
-il 28 aprile 2005 è stato presentato l’AS3362 intitolato:  ”Revisione dei procedimenti giudiziari in materia di adottabilita’ di minori a seguito di sentenze di condanna definitiva della Corte europea dei diritti dell’ uomo”, a prima firma del Sen. Roberto Biscardini e sottoscritto da altri 19 Senatori della maggioranza e dell’opposizione,
impegna il Governo
a voler considerare necessario un intervento normativo dello Stato italiano nella materia indicata e a sostenere, per l’effetto, le iniziative che consentono di impugnare per revocazione il provvedimento che dichiara lo stato di adottabilità di un minore, nei casi in cui una sentenza della Corte di Strasburgo abbia dichiarato che la sentenza di adottabilità è stata pronunciata in violazione delle disposizioni della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, o dei suoi Protocolli aggiuntivi.
Poretti, Perduca
A.S. 2631
ODG

Il Senato,
premesso che:
-il comma 4 dell’art. 21 della Legge 149/01 dispone che in caso di affidamento preadottivo,  non può essere revocato lo stato di adottabilità;
-la circostanza colpisce in particolare il rapporto del minore con  la famigli di origine;
-l’art.23 della legge 149/01 prevede che l’affidamento preadottivo è revocato dal tribunale per i minorenni d’ufficio o su istanza del pubblico ministero o del tutore o di coloro che esercitano la vigilanza di cui all’articolo 22, comma 8, quando vengano accertate difficoltà di idonea convivenza ritenute non superabili.
-le ” accertate difficoltà di idonea convivenza ritenute non superabili” di cui al comma 1 dell’Art 23 della  Legge 149/01, sono ascrivibili per la quasi totalità dei casi alla estrema sofferenza del bambino che non riesce a vivere separato dai genitori;
impegna il Governo:
a favorire, con gli interventi di propria competenza,  il ritorno del bambino nella famiglia d’origine ovvero con uno dei genitori ovvero con uno dei membri della famiglia allargata, ovvero in affidamento condiviso, qualora le “accertate difficoltà di idonea convivenza” siano ascrivibili alla intollerabile sofferenza del bambino per l’allontanamento dalla  famigli d’origine subìto suo malgrado e per la pemanenza del suo legame affettivo con i genitori naturali.
Poretti, Perduca
A.S. 2631
ODG

Il Senato,
premesso che:
presso numerosi Tribunali per i Minorenni e da parte di molti Giudici minorili, sia togati che onorari, e sia da parte di molti C.T.U. (Consulenti tecnici d’Ufficio) sono in auge alcuni pregiudizi antiscientifici rispetto alla natura della tossicodipendenza da eroina e alla terapia a lungo termine con farmaci sostitutivi agonisti (metadone, temgesic, LAAM…);
- che in particolare viene ignorato quanto dichiarato dall’O.M.S. già vent’anni fa, sia per quanto riguarda la definizione  della tossicodipendenza, in particolare da eroina, come “malattia cronica recidivante”, sia per l’avvertenza specificamente rivolta ai Magistrati, che l’essere il malato “farmacodipendente” in terapia con farmaco sostitutivo presso un Servizio per le dipendenze (ora Serd e prima Sert) da parte di un medico specialista, non può essere considerato alla stregua di una dipendenza “attiva”, come spesso avviene nei T.M, causando molti degli allontanamenti dei figli minori;
- che è giusto considerare rischiosa per un bambino la dipendenza di un suo genitore dal consumo di una sostanza d’abuso illegale , che richiede una ricerca compulsiva del denaro necessario a procurarsela, anche a costo di comportamenti sanzionabili penalmente, e dunque rischiando di compromettere, se non supportati dalla famiglia allargata, la loro capacità di far fronte prioritariamente alle responsabilità genitoriali nei confronti delle necessità dei propri figli;
- che al contrario un percorso terapeutico di fuoruscita dalla dipendenza, pur  comportando “per definizione” un numero variabile di ricadute (o “recidive”) alternate ad altrettante riprese della terapia, basato sulla legalità della somministrazione del farmaco sostitutivo, soprattutto a lungo termine e a dosaggi adeguati (cioè quello che comporta il minor numero di recidive e la loro brevità), garantisce al genitore t.d. il mantenimento di condizioni normali di lavoro e di studio e la capacità di assolvere ai propri doveri genitoriali;
impegna il Governo ;
1) a richiamare i Giudici minorili affinchè non persistano a trattare i genitori in terapia metadonica presso i Serd (già Sert) come t.d. attivi (di strada) e non come persone in normale terapia, fuori da situazioni di precarietà e potenziale rischio per i figli minori di età, e dunque abbandonino la prassi di considerare come prova di t.d. attiva, e motivo di allontanamento dei figli, la positività al metadone nelle analisi delle urine.
2)  a richiamare i Giudici minorili affinchè alcuni di loro non persistano nella consuetudine, dopo aver tolto la potestà genitoriale a cittadini t.d , di escludere anche i nonni dall’affidamento dei nipoti, spesso dopo anni in cui li hanno accuditi ed educati, supplendo alle difficoltà dei figli t.d. spesso lasciati senza cura dai Sert, spesso dopo aver consentito il recupero della loro capacità genitoriale, ma infine vedendo dare ad altri in adozione definitiva i nipoti, con grave danno per i bambini stessi;
3) a far svolgere una indagine, a partire  dai primi anni ’80, sul numero dei bambini segnalati dagli assistenti sociali ai T.M. e da questi sottratti ai genitori, benchè in carico ai Sert con terapie disintossicanti o psico-socio-riabilitative, e solo per aver chiesto reiteratamente una terapia metadonica a dosaggi adeguati per garantire il distacco dalla sostanza di strada, come mezzo necessario per acquisire condizioni di normalià a garanzia e supporto delle loro capacità genitoriali;
4) a modificare la norma che prevede l’esclusione dai benefici di Legge per la liberazione anticipata o gli arresti domiciliari, in quanto recidivi, dei cittadini t.d., nel caso in cui la recidiva nel reato derivi dalla recidiva nell’uso di una sostanza illegale per la loro t.d., definita dall’OMS “malattia cronica recidivante”.


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