Englaro. Intervento in Aula

Interventi in aula Stampa Stampa Invia un commento

L’aspetto strettamente giuridico della questione si può sintetizzare nella mancanza di requisiti per sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale.
L’aspetto politico sta nell’invasione di campo che da una parte denuncia il Parlamento -il giudice sarebbe colpevole di sostituirsi al legislatore, questa e’ l’accusa- e che contemporaneamente e’ riuscito in maniera cinica a realizzare. Avete strappato la toga alla Procura di Milano e l’avete indossata voi, tra questi banchi!
Dal deposito della mozione Cossiga-Quagliariello al voto di oggi e’ avvenuto esattamente questo: voi siete divenuti giudici e ieri sera, esattamente dopo il primo voto del Parlamento, quello della Camera, la Procura di Milano ha presentato appello!
Il procuratore aveva fatto sapere che si sarebbe preso l’intero anno che aveva a disposizione per studiare il ricorso. Il Parlamento si e’ sostituito al magistrato, ha lavorato, ha trovato cavilli, ha suggerito motivazioni, ha portato carte sulla scrivania del Procuratore che alla fine non ha potuto far altro che ricorrere in appello!
Ecco la vostra separazione dei poteri!
Ecco il vostro rispetto per la Costituzione e lo Stato di Diritto!
Inutile ricordarvi che da maggio 2007 la Corte Costituzionale e’ senza plenum per mancanza di accordi interni nell’attuale maggioranza, tutti partitocratici e oligarghici. Ma a fronte di questo vulnus costituzionale, non si trova il tempo e la volonta’ politica per convocare il Parlamento per l’elezione del giudice mancante.
Ma si trova il tempo per questa operazione cinica e intervenire su un caso giudiziario che si protrae da 16 anni, da quando il signor Beppino Englaro ha avviato questa battaglia perche’ gli venisse riconosciuta la facolta’ di rappresentare la volonta’ di sua figlia Eluana di rifiutare quei trattamenti e quelle cure.
Perche’ occorre contrastare questa vostra iniziativa?
In primo luogo, manca una pronuncia definitiva. La sentenza della Cassazione, infatti, pur esprimendo un principio di diritto vincolante nei successivi gradi di giudizio, ha rimesso la decisione ad altro giudice. Ora la Procura ha fatto appello, di cosa stiamo parlando?
Questo un primo aspetto tecnico.
Manca, soprattutto, l’usurpazione delle attribuzioni costituzionalmente riservate al Parlamento: la Cassazione ha esercitato una propria funzione, cioè trarre dalla lettura delle norme costituzionali e ordinarie la regola che il giudice dovrà applicare al caso concreto. Il fatto che il caso non sia previsto da una specifica disciplina, non autorizza il giudice a decidere di non decidere. Questa circostanza, invece, lo obbliga a trovare una soluzione in base a criteri interpretativi che il codice civile indica. Il giudice deve risolvere le controversie rispettando le leggi in vigore, non quelle leggi che vorrebbe fare o non fare.
Il tentativo di questa relazione appare ancor piu’ maldestro se si considera che il vuoto legislativo e’ un alibi. L’articolo 32 della Costituzione sancisce infatti il diritto in questione: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Principio ribadito anche dalla Convenzione di Oviedo, sottoscritta dal nostro Paese nel 2001 e che -pur se non ancora ratificata- ha comunque effetto nell’ordinamento.
Ordinamento che prevede e disciplina il trattamento sanitario obbligatorio, e che non si e’ verificato in questo caso.  Il Sindaco potrebbe ordinare i trattamento per 7 giorni (prorogabili di altri 7) e non oltre, proprio perche’ mancherebbe la volontarieta’ del paziente. La protrazione di questi trattamenti solo per mantenere uno stato di vita artificiale sarebbe in contrasto con il concetto di dignità e di rispetto della persona umana; soprattutto nel caso di Eluana, poiche’ lei stessa aveva in precedenza espresso la volontà di non essere sottoposta a trattamenti per tenerla in stato di coma artificiale.
Il primo diritto inviolabile della persona è quello all’autodeterminazione, che sarebbe violato se non si tenesse in considerazione la volontà del paziente, comunque espressa.
Mentre secondo voi, un giudice puo’ non emettere una sentenza perche’ il legislatore non ha previsto una norma specifica sullo specifico caso per cui ci si e’ rivolti alla giustizia?
E’ poi cosi’ difficile distinguere il diritto alla vita dall’obbligo alla vita? Esiste anche un diritto alla liberta’ di religione, ma questo non significa obbligo di praticarne una! Secondo la logica della relazione, si riconosce quindi il diritto del medico a somministrare contro il volere del paziente qualsiasi farmaco perche’ potrebbe tutelarne la salute e potenzialmente la vita? Non si potra’ piu’ rifiutare un antibiotico oppure un’operazione chirurgica quando il medico la riterra’ necessaria? Capite quali sono i rischi di tali principi? E’ per questo, e grazie alla tragica esperienza del nazi-fascismo che con le cure forzate ha commesso stragi, che il costituente ha inserito un cosi’ prezioso principio nella Carta fondamentale quale l’articolo 32.
Oggi e’ la sentenza di Milano che non piace al legislatore, domani potrebbe essere un’altra. Vi siete per caso letti tutte le sentenze che richiamano il legislatore a chiarire con norma la legge? E avete depositato mozioni di conflitti di attribuzione ogni volta? Non credo. No!
Questa sentenza vi ha portato a scendere in campo cosi’ impropriamente perche’ siete contrari che una persona decida quali cure e trattamenti disporre per se’ stessa. Il principio cattolico apostolico romano dell’indisponibilita’ della vita lo volete trasformare in principio della Costituzione repubblicana, attraverso uno stravolgimento del diritto alla vita in obbligo alla vita artificiale. Avete i numeri per farlo, fatelo, ma non utilizzate sotterfugi per trasformare uno Stato laico in uno confessionale e con un’etica di Stato senza passare da una riforma della Costituzione.. Abbiate il coraggio, voi senatori del Popolo delle liberta’, di modificare la Costituzione e sopprimere la Liberta’ dell’individuo.
Non stiamo parlando di questioni eticamente sensibili, stiamo parlando di diritti civili. Noi radicali siamo a difendere la loro praticabilita’ e il loro esercizio. Voi a sentenziare su cio’ che e’ bene e cio’ che e’ male e ad imporlo anche a chi la pensa diversamente da voi!

Aggiungi fra i preferiti e condividi:

2 Risposte to “Englaro. Intervento in Aula”

  1. Eluana. Il Parlamento strappa la toga al giudice per indossarla in nome dello Stato etico | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] A questo indirizzo l’intervento integrale nell’Aula del Senato Aggiungi fra i preferiti e condividi: sociallist_d66676e0_url = ‘http://blog.donatellaporetti.it/?p=213′; sociallist_d66676e0_title = ‘ Eluana. Il Parlamento strappa la toga al giudice per indossarla in nome dello Stato etico’; sociallist_d66676e0_text = ”; sociallist_d66676e0_tags = ”; [...]

  2. Eluana. Il Parlamento strappa la toga al giudice per indossarla in nome dello Stato etico | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] A questo indirizzo l’intervento integrale nell’Aula del Senato Aggiungi fra i preferiti e condividi: sociallist_9762130e_url = ‘http://blog.donatellaporetti.it/?p=214′; sociallist_9762130e_title = ‘Eluana. Il Parlamento strappa la toga al giudice per indossarla in nome dello Stato etico’; sociallist_9762130e_text = ”; sociallist_9762130e_tags = ‘eluana,Englaro,eutanasia,testamento biologico’; [...]

Invia un commento

Devi essere un utente registrato per inviare un commento.

WP Theme & Icons by N.Design Studio
RSS Articoli RSS Commenti Accedi