Meropur. Sospendere autorizzazione per tutelare salute dei pazienti

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Dichiarazione di Filomena Gallo, vice segretaria dell’Associazione Luca Coscioni e presidente dell’Associazione Amica Cicogna, e dei senatori radicali Donatella Poretti e Marco Perduca
“Il Ministero della Salute, ha risposto all’interrogazione presentata da me e dal senatore Perduca sul farmaco Meropur. Siamo certamente rassicurati per il fatto che l’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) confermi la necessità di fornire avvertenze sui prodotti estratti da urine umane in linea con le prescrizioni italiane”. È quanto dichiara la senatrice Donatella Poretti, in merito al commercio del farmaco Meropur, farmaco estratto da urine umane che non riporta però nel foglio illustrativo la necessaria avvertenza prevista per gli altri farmaci urinari.
“Lo scorso settembre sia a Monaco al 20th Word Congress on fertilità and steriltà che a Salisburgo al Congresso sui prioni,è stato evidenziato a seguito di uno studio condotto dall’università di Strasburgo, che nei farmaci derivati da urine umane sono state rilevate impurezze e anche la proteina prionica. Bisogna tenere inoltre presente che non vi sono norme che prevedono la tracciabilità per motivi sanitari delle donatrici di urine.
In attesa di una decisione dell’EMEA (Agenzia Europea per i medicinali) che possa risolvere i problemi per i farmaci già autorizzati, ritengo che vi siano i presupposti per la sospensione dal commercio del Meropur che oggi non fornisce ai pazienti le avvertenze necessarie, inducendo i pazienti in errore e sottoponendoli a rischi sconosciuti come ad esempio la possibilità di contrarre patologie virali”. Così l’avvocato Filomena Gallo.
“Non è possibile che l’agenzia regolatoria italiana sia imbrigliata nel non poter revocare o sospendere un’autorizzazione in commercio, soprattutto nel momento in cui vi sono evidenze scientifiche che fanno emergere elementi non conosciuti all’epoca dell’autorizzazione rilasciata. Confidiamo in una risoluzione della problematica che potrebbe vedere anche la Ferring, casa produttrice del farmaco”, interessata aggiornare di propria iniziativa il bugiardino”, conclude il senatore Marco Perduca.

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