Alitalia. Salvare un’azienda gia’ tecnicamente fallita e con pendenti altri esborsi per violazione della concorrenza in Usa, Canada e Ue?

Comunicati Stampa Stampa Invia un commento

E’ uno stillicidio che pagheremo caro. Le continue indiscrezioni sul piano di rilancio di Alitalia (si taglieranno 5 mila o 7 mila lavoratori?) non possono che aumentare le preoccupazioni rispetto ai costi che gli italiani pagheranno per l’accanimento terapeutico con cui si tiene in vita una compagnia tecnicamente fallita. E nonostante l’attivismo del Governo che sta cavalcando l’onda populistica delle lobby che vorrebbero mantenere la compagnia in mano italiane, oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, fa sapere, a proposito degli imprenditori nazionali che dovrebbe far parte della cordata salva-Alitalia, che “tutti i nomi saranno resi noti a settembre”. Tutto cio’ e’ sintomo di una patologia italiota che poco serve al servizio di trasporto aereo da garantire ai consumatori. I guai di Alitalia non derivano solo dalla prevedibile opposizione dei sindacati ai tagli di personale previsti dal piano al vaglio del Governo, altri sono “nascosti” tra le righe dei bilanci della societa’.
In Usa e Canada, per un cartello sul trasporto merci da e quei Paesi,  e’ in corso una class action in cui altre compagnie aeree coinvolte –Lufthansa- hanno gia’ conciliato per 90 milioni di Usd. In Ue, la Commissione ha avviato un procedimento su eventuali infrazioni della concorrenza e, con Antitrust e Guardia di Finanza ha inviato gli ispettori nei loro uffici contro un presunto cartello sulle tariffe passeggeri tra i Paesi Ue e il Giappone.
Come gia’ fatto per la class action in Usa e Canada (1), con il sen. Marco Perduca, ho rivolto un’interrogazione ai ministri dell’Economia e Finanze e delle Infrastrutture e Trasporti, per sapere quale sia lo stato dell’arte di quest’altra  controversia aperta in sede comunitaria e nazionale, se non si ritenga che il comportamento dei vertici dell’Alitalia, in caso di condanna da parte dell’Autorità competente, sia lesivo dell’immagine e degli interessi della Compagnia e se si configurano gli estremi per una azione di responsabilità nei confronti degli amministratori.

(1) http://blog.donatellaporetti.it/?p=150 
Qui il testo dell’interrogazione

Aggiungi fra i preferiti e condividi:

Invia un commento

Devi essere un utente registrato per inviare un commento.

WP Theme & Icons by N.Design Studio
RSS Articoli RSS Commenti Accedi