Circhi con animali. Non sarebbe opportuno evitare tournée in Paesi a rischio?Chi paga?

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Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al Ministro degli esteri e al ministro dei Beni ed attività culturali

Premesso che:
le tournée all’estero dei circhi italiani, o dei numeri con animali, si stanno confermando dei veri e propri incubi per gli animali, soprattutto se queste si svolgono in Paesi che non offrono garanzie di stabilità o di una tranquilla permanenza;
i proprietari del circo Embell Riva, proprio in questi giorni, hanno chiesto l’aiuto del ministero degli Esteri italiano per rientrare dalla Siria;
il circo, appartenente alla vasta famiglia Bellucci, infatti, sarebbe bloccato nel Paese mediorientale a causa di una truffa dallo scorso 25 gennaio. L’impresario egiziano che ha curato la tournée siriana avrebbe “venduto” il circo per poi dileguarsi e ora i circensi hanno chiesto l’aiuto della Farnesina poiché la Siria concede loro di lasciare
il Paese, ma senza gli animali, che verrebbero abbattuti;
già a gennaio il Ministero degli Esteri aveva inviato una nave in Tunisia per recuperare uomini e animali del circo Bellucci, rimasto bloccato in mezzo ai tumulti di piazza, senza cibo né acqua. E nel 2010 il circo Darix Togni-Florilegio fu costretto a una rocambolesca fuga dall’Iran, a causa di disordini interni;
considerato che:
come suggerisce la Lav (Lega Anti vivisezione) la Farnesina in alcune circostanze emana avvisi che sconsigliano il turismo nei Paesi a rischio. Eppure, i turisti, decidendo di recarsi in questi Paesi contro gli inviti alla prudenza, lo fanno di propria volontà: gli animali del circo, invece, non hanno alcuna possibilità di scelta, sono assolutamente dipendenti dai loro padroni, e in caso di emergenza sono sacrificabili, per quanto a malincuore;
si chiede di sapere:
- se il ministero degli esteri, per quanto di sua competenza, intenda valutare l’opportunità di emanare gli avvisi – volti ad evitare il viaggio ed il soggiorno nei Paesi a rischio – non solo ai turisti ma anche ai circhi, allo scopo di prevenire loro tournée nei Paesi a rischio;
- se il ministero dei beni e delle attività culturali sia in grado di far conoscere al Parlamento ed al Paese quanti siano gli spettacoli condotti nelle circostanze di cui sopra, e se, tra quelli destinatari dei finanziamenti del Fondo Unico della Spettacolo riservati alla promozione della tradizione circense italiana all’estero, ve ne siano di svolti in Paesi extraeuropei a condizioni che sarebbero vietate in Europa perchè particolarmente rischiose per gli animali utilizzati;
- a quali fondi ha fatto e fa ricorso la Farnesina nei casi di mobilitazioni d’urgenza di strutture circensi con animali al seguito con procedure di rimpatrio come nei casi illustrati, e se non si ritiene di dover mettere in atto ogni dispositivo utile, e quale, al fine di prevenire futuri casi analoghi.
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1 Risposta to “Circhi con animali. Non sarebbe opportuno evitare tournée in Paesi a rischio?Chi paga?”

  1. vanes Says:

    Cara Donatelle
    e lodevole da parte sua la preucupazione per gli animali, ma e altrettando assurdo che nella sua interrogazione non vi siano accenni alle persone, che per lavoro rischiano la propia vita e qualla degli animali che con loro convivono e sono la cosa piu preziosa che anno (dopo i loro famigliari)all’iterno del circo vi sono interi nuclei famigliari con bambini e anziani anche loro rischiano la vita e non una parola per loro…. per i finanziamenti non si preocupi le associazioni animaliste (dati alla mano) ne sprecano molto di più. un caro saluto rossante vanes.

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