Adozioni single: bene Mussolini, fine delle discriminazioni e piena applicazione della convenzione di Strasburgo

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Leggiamo del sostegno alla possibilita’ che anche ai single sia consentito l’accesso alle adozioni e ci congratuliamo con Alessandra Mussolini, presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia, alla quale preannunciamo pieno e forte appoggio.

Ricordiamo che l’Italia ha gia recepito convenzioni internazionali, tra cui quella di Strasburgo del 1967, che prevedevano la possibilita’ per una persona singola di adottare. Purtroppo, le nostre leggi nell’adeguarsi alla convenzione, ratificata e resa esecutiva, l’hanno letteralmente aggirata con uno stratagemma: e’ infatti consentita l’adozione ai single solo in casi particolari, quelli di bambini disabili o comunque difficili, per cui e’ possibile un percorso diverso, perfino revocabile.
In pratica una diabolica adozione di serie B. Costituisce un atto di civilta’ abolire tale tipo di adozione e, se si ritiene che i single possano dare il loro contributo, adottando anche i casi difficili, consentire ad essi di farlo in modo chiaro e pieno, con un’adozione non diversa da quella applicabile alle coppie “normali” ed ai bambini “normali”.
Sempre nello spirito di ampliare la platea degli adottandi occorre prevedere la soppressione di qualsiasi limite di eta’ massima e minima per gli adottandi, sopprimendo quegli ostacoli all’adozione segnalati anche dalla stessa Corte Costituzionale che si e’ piu’ volte pronunciata sull’articolo 6 della legge n. 184 del 1983, segnalando  quanto i bisogni dei minori e la necessita’ di dare a questi una famiglia sia prioritario rispetto a regole, quali la differenza di eta’, che talvolta possono essere derogate se dalla mancata adozione derivi un danno grave per il minore.
Se il Tribunale deve vagliare i requisiti di coloro che si propongono come adottandi, e deve anche scegliere coloro che appaiono maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore, non sembra opportuno porre ostacoli pregiudiziali, ne’ di eta’ n’e di stato civile. L’affetto e l’amore che un genitore vuole e puo’ dare ad un figlio non puo’ essere pregiudizialmente limitato in astratto da queste barriere preventive.
La Commissione Bicamerale per l’Infanzia potra’ fare quell’azione di informazione e sensibilizzazione affinche’ le commissioni giustizia di Camera e Senato calendarizzino da subito le proposte di iniziativa parlamentare. Per quanto ci riguarda, essendo una nostra priorita’, abbiamo, fin dal primo giorno della legislatura, gia’ depositato il ddl 135 (1) che va in questa direzione.

1) S. 135 – Modifiche e aggiornamenti alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in tema di adozioni

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