ODG G2.100 su DDL 866 conversione in legge del decreto-legge n.93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie

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dei senatori Donatella Poretti, Emma Bonino, Marco Perduca, Rita Ghedini, Daniela Mazzucconi, Magda Negri, Pietro Ichino, Francesca Maria Marinaro, Annamaria Carloni, Marilena Adamo, Albertina Soliani, Vittoria Franco, Dorina Bianchi, Maria Leddi Maiola, Luciana Sbarbati, Nicola Rossi, Franco Marini, Sergio Zavoli, Vidmer Mercatali, Manuela Granaiola, Mirella Giai, Vincenzo Maria Vita, Maria Pia Garavaglia, Roberto Della Seta, Nino Randazzo

nel corso della discussione sulla conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante disposizioni urgenti  per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie- AS 866

considerato che:

- il nostro Paese sul tema dell’occupazione femminile, sulle necessità di nuove forze lavoro  e sulle disparità retributive uomo-donna, è in evidente ritardo rispetto agli obiettivi stabiliti dalla Strategia di Lisbona; l’Italia è ferma al 46,6% di occupazione femminile, 27esima in Europa, dietro di noi solo Malta;

- l’Italia ha un bisogno urgente di valorizzare meriti e talenti, poiché permangono e si incancreniscono discriminazioni tra uomini e donne nel mercato del lavoro,  retaggi antichi e iniqui, ma anche inefficienti e che penalizzano la crescita del Paese;

- le donne italiane sono retribuite il 23% in meno degli uomini, a parità di lavoro; la povertà, in Italia, è soprattutto femminile e la vulnerabilità delle famiglie e dei bambini aumenta se il “capofamiglia” è donna; perfino il differenziale retributivo tra uomini e donne con ruoli dirigenziali è del 26,3% in Italia.

- nel Dpef del Governo Berlusconi e nell’articolo 2 del decreto in esame, in materia di  straordinari, si prevedono detassazioni su questi ultimi; tale provvedimento riduce  la progressività del sistema fiscale. Vi è un netto vantaggio delle imprese che per mezzo di questa misura di detassazione otterrebbero un abbassamento del costo del lavoro e riuscirebbero, attraverso questa via, a ottenere non solo una riduzione “al margine” del costo del lavoro, ma anche una maggiore flessibilità di utilizzo della manodopera, in una riforma complessiva che in definitiva penalizza i lavoratori più deboli, in particolare le donne, e avvantaggia i lavoratori più forti. Infatti il vantaggio fiscale sulla detassazione degli straordinari dei lavoratori è crescente con il crescere delle aliquote, e quindi cresce con l’aumentare del reddito dei lavoratori;
 
- la Banca d’Italia nel 2006, elaborò dati in materia di straordinari, stimando che le ore totali di straordinario svolte in un anno in Italia sono circa un miliardo. Un’ora in media di straordinario per ciascun lavoratore dipendente, produce un reddito complessivo netto di circa 10 miliardi di euro;
La stessa ricerca Banca d’Italia riferisce che gli straordinari sono svolti per il 36% da uomini contro solo il 25 % delle donne.

- il lavoro straordinario è più diffuso al nord e nelle grandi imprese: 16% degli occupati fa parte di aziende fino a 4 addetti fa straordinari; il 42% di chi lavora in imprese con oltre 500 addetti;  il 36% dei lavoratori residenti al nord fa straordinari, contro il 30% del centro e solo il 21% del sud.

- le donne italiane compiono già “lavoro straordinario”, al di fuori dell’orario di lavoro: il 77,7% del tempo che in Italia viene dedicato alla famiglia è tempo delle donne; ciò accade non solo a causa di fattori culturali che rendono ancora non diffusa e praticata una equa ripartizione dei compiti uomo-donna nella gestione della vita familiare, ma anche a causa di servizi di assistenza e cura che non esistono e di un welfare totalmente insufficiente;

- detassare gli straordinari parrebbe indicare una direzione di marcia non certo attenta a una migliore e diversa ripartizione dei compiti di gestione e cura familiare tra uomini e donne, poiché tale misura è maggiormente  favorevole agli uomini, che di fatto sono incentivati a lavorare ancora di più; ciò implica, per contro, in una ottica familiare di conciliazione,  la propensione delle donne a ridurre, non ad aumentare, la propria offerta di lavoro;

- i maggiori ostacoli all’ingresso, alla permanenza e alla crescita professionale delle donne nel mercato del lavoro sono costituiti dalla prevalenza di una cultura maschilista e da pregiudizi sessisti nel mercato del lavoro, dal modesto contributo degli uomini ai lavori domestici e alla cura dei bambini e degli anziani, dalla scarsa disponibilità di servizi che riducano i problemi di conciliazione fra lavoro e cura della famiglia delle lavoratrici, dalla poca attenzione delle imprese alla necessità di valorizzare e gestire le differenze di genere e dalle scarse risorse dedicate all’interno del welfare alla maternità, ai servizi per i bambini e al sostegno alle madri single;
Impegna il Governo a:

- concorrere agli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona, varando misure straordinarie di intervento in materia di conciliazione familiare, asili nido e incentivi al lavoro femminile, con riduzione selettiva dell’imposta sul reddito di lavoro femminile, specialmente nel Mezzogiorno;

- a potenziare, conformemente agli obiettivi europei, le politiche attive per l’occupazione e per l’inclusione sociale e la modernizzazione dei sistemi previdenziali, con un particolare attenzione alla condizione femminile e alle discriminazione delle donne nel campo sociale e lavorativo;

-  a favorire interventi strutturali dello Stato, in coordinamento con le Regioni e gli Enti locali, per le pari opportunità fra donne e uomini, per superare i pregiudizi contro le donne e gli ostacoli alla loro assunzione e per conciliare i diritti e i doveri di genitorialità e cura della famiglia con il diritto al lavoro e all’indipendenza economica;

- rilanciare una strategia di sostegno e incentivo all’imprenditorialità femminile, che non disperda l’esperienza positiva dimostrata in anni di applicazione dalla legge 215/1992.

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1 Risposta to “ODG G2.100 su DDL 866 conversione in legge del decreto-legge n.93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie”

  1. Lavoro femminile e pari opportunita’. Il Senato impegna il Governo per avvicinarci all’Europa | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] Qui il testo dell’ordine del giorno presentato: Aggiungi fra i preferiti e condividi: sociallist_55fe59d1_url = [...]

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