Pillola abortiva Ru486. Concludere l’iter per l’autorizzazione ed evitare i pericoli dell’illegalita’

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Interrogazione dei sen. Donatella Poretti e Marco Perduca al ministro del Lavoro, Politiche Sociali e Salute

Premesso che:
- il 29 marzo 2007, come riportato dall’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), il Comitato per le specialita’ medicinali dell’Emea, l’Agenzia europea del farmaco, ha dato il via libera alla pillola abortiva Ru486 (mifepristone) prodotta dai “Laboratoires Exelgyn”, a seguito della procedura europea partita dalla Francia (secondo quanto previsto dall’articolo 31 della Direttiva europea 2001/83/CE);
- il 20 giungo 2007, la Commissione Europea, all’unanimita’, ha dato il via libera a questa pillola, facendo proprio il parere positivo dell’Emea;
- il 6 novembre 2007, la casa produttrice ha presentato all’Aifa (Agenzia italiana del Farmaco) una richiesta di mutuo riconoscimento dell’autorizzazione francese alla commercializzazione;
- il 27 febbraio 2008, seguendo il principio del mutuo riconoscimento, la commissione tecnico-scientifica dell’Aifa ha dato parere favorevole;
- successivamente sarebbero dovuti rimanere solo una serie di passaggi burocratici, tra cui l’approvazione dell’Emea. Successivamente, il Comitato prezzi e rimborsi dell’Aifa avrebbe dovuto negoziarne il prezzo. Infine, vi sarebbe dovuto essere, entro maggio 2008, la ratifica da parte del Consiglio di amministrazione della stessa Aifa;
e considerato che:
- l’articolo 15 della legge n. 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza recita: “Le regioni, d’intesa con le universita’ e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche piu’ moderne, piu’ rispettose dell’integrita’ fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza.”
- la pillola Ru486 e’ gia’ commercializzata da anni in 21 Paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America;
- dal settembre 2005, come risulta dalla relazione annuale del ministro della Salute, sommando lo studio clinico dell’Ospedale S.Anna di Torino e l’importazione diretta adottata in sei regioni (Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Marche e provincia autonoma di Trento), almeno 2350 donne hanno potuto utilizzare questo farmaco abortivo;
- l’opzione dell’aborto farmacologico e’ offerta oggi solo in alcune aziende sanitarie locali, tramite la faticosa, lenta e spesso tardiva procedura di importazione individuale, che crea una evidente disparita’ dei livelli di assistenza offerti alle donne;
- il ritardo sta dando vita a fenomeni ‘fai da te’, come l’acquisto della Ru486 su siti online esteri, come riportato da numerosi media il 12 luglio 2008, o a forme di “turismo sanitario” verso Paesi confinanti come Svizzera, Austria e Francia;
per sapere:
- a che punto si trova l’iter burocratico per la immissione in commercio della pillola Ru486 (mifepristone), quando si prevede che potra’ essere a disposizione delle strutture sanitarie autorizzate a praticare aborti e cosa intende fare il Governo per garantire al piu’ presto anche alle donne italiane la possibilita’ di scegliere fra aborto chirurgico e farmacologico.

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1 Risposta to “Pillola abortiva Ru486. Concludere l’iter per l’autorizzazione ed evitare i pericoli dell’illegalita’”

  1. Aborto/Ru486. A quando anche in Italia ed evitare i pericoli di una illegalita’ crescente? Interrogazione | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] Qui il testo dell’interrogazione: [...]

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