Raccolta cordone ombelicale. Una vicenda emblematica di proroghe, estromissione del Parlamento e uso ideologico di organismi tecnico-scientifici

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Ieri il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella ha confermato in aula la volonta’ di dare applicazione alla legge sulla conservazione del cordone ombelicale anche per uso autologo e all’apertura delle biobanche private, peccato che per far questo la legge che chiedeva un decreto attuativo da emanarsi entro il 30 giugno e’ stata prorogata al febbraio 2009.Un comportamento davvero curioso da parte di chi sostiene a parole di voler applicare una legge, ma che nel frattempo la proroga, e quindi non le da’ attuazione. Comportamento bizzarro che per riprendere la vecchia legge e chiederne la proroga, la inserisce in un decreto copiando integralmente il testo, anche la data che intendeva prorogare e cosi’ ci ritroviamo pubblicato, il “30 giugno 2008″, in Gazzetta Ufficiale il decreto n.113 che copia una legge gia’ in vigore in cui si dice che entro il “30 giugno 2008″ si deve emanare un decreto, mentre nella relazione spiega la necessita’ di prendere tempo e di modificare questo “30 giugno 2008″ con 28 febbraio 2009 per motivi tecnici!
Per rimediare al pasticcio si stralcia dal decreto questa parte e si inserisce come emendamento ad un altro decreto in conversione al Senato, estromettendo cosi’ anche le commissioni competenti da un parere sul tema.
Il Governo, fin dal 2001, e’ intervenuto in materia con ordinanze (atti su cui il Parlamento non ha poteri, neanche di parere) perché mancava una legge. Alla fine, pero’, il Parlamento ha varato una legge, ma il Governo l’ha disfatta, prima con un’ordinanza ora con questo decreto di proroga. Vietando la conservazione autologa in biobanche private in Italia, si continua a non considerare lo sfascio del sistema della donazione:  in meno del 10% dei punti nascita e’ possibile la raccolta. Nel 2007, a fronte di 570 mila parti, i cordoni conservati per la donazione in banche pubbliche sono solo 2.500, mentre sono oltre 5.000 quelli inviati all’estero in biobanche private.
La proroga motivata dal sottosegretario Roccella per questioni tecniche e di necessita’ di adeguamento della nostra struttura pubblica, e’ un atto puramente ideologico. E’ prendere tempo per decidere cosa fare in violazione della scelta gia’ indicata dalla legge. Prendere otto mesi per emanare un decreto gia’ scritto dagli organi tecnici del Centro Nazionale Sangue e Centro Nazionale Trapianti, e’ semplicemente assurdo, a meno che non si pensi che quei due organi tecnici cambieranno un decreto attuativo della stessa legge solo perche’ e’ un Governo diverso a chiederglielo. Una possibilita’ che pero’ potrebbe divenire realta’, perche’ ieri sempre la  sottosegretaria Roccella ha reinviato le linee guida della legge 40 al Consiglio Superiore della Sanita’, che si era gia’ espresso solo qualche settimana fa: l’unica differenza era il mittente, il precedente era il ministro Livia Turco.
Voler utilizzare organismi tecnico-scientifici per dare concretezza alle proprie ideologie puo’ essere molto rischioso e il primo passo verso uno Stato Etico.
C’e’ ancora tempo per tornare indietro e -martedi’ 15 luglio al Senato- votae a favore dell’emendamento della delegazione radicale nel Pd al Dl 735, ripristinare la legge attuale sul cordone e, al massimo, prendersi un paio di mesi di tempo per emanare  il decreto attuativo!

Qui il testo dell’interrogazione:

Qui il resoconto stenografico in corso di seduta dello svolgimento dell’interrogazione al Senato:

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