Manovra finanziaria. Emendamento soppressivo corrispettivo rifiuti

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Emendamento dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca

La sentenza 238/2009 della Corte Costituzionale ha chiarito la natura tributaria della vecchia TIA (Tassa Igiene Ambientale), dando luogo cosi’ alla rimborsabilita’ dell’Iva pagata ingiustamente dai contribuenti. La Corte ha giustificato la scelta con ampie motivazioni in diritto e con l’individuazione di parametri con cui poter discernere un corrispettivo da un tributo. Di certo, ha specificato, non basta chiamare “corrispettivo” un tributo mascherato perche’ muti natura giuridica e diventi, a piacere del legislatore, appunto corrispettivo (rectius “corrispettivo e dunque iva”). Nonostante cio’ ci troviamo oggi a discutere della norma contenuta in merito alla nuova TIA (Tassa integrata ambientale), con cui il Governo dichiara che la tassa, che al vaglio dei parametri indicati dalla Corte e’ uguale alla precedente, in realta’ tassa non e’.
Perche’? Per continuare a tassare doppiamente (prima con la TIA e poi con l’IVA sulla nuova TIA)? La Corte ha chiarito che non si puo’ fare, checche’ ne voglia il legislatore. Per questo si chiede la soppressione del comma 33 dell’art.14, che cosi’ recita:
Le disposizioni di cui all’articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si interpretano nel senso che la natura della tariffa ivi prevista non è tributaria. Le controversie relative alla predetta tariffa, sorte successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, rientrano nella giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria.

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1 Risposta to “Manovra finanziaria. Emendamento soppressivo corrispettivo rifiuti”

  1. Manovra, emendamento dei Radicali PD contro la norma interpretativa della TIA « Yes, political! Says:

    [...] I senatori Radicali del PD, Donatella Poretti e Marco Perduca, hanno proposto un emendamento interamente soppressivo dell’art. 14 c. 33, emendamento che verrà presto discusso in Va Commissione Bilancio del Senato, probabilmente già a partire da domani: La sentenza 238/2009 della Corte Costituzionale ha chiarito la natura tributaria della vecchia TIA (Tassa Igiene Ambientale), dando luogo cosi’ alla rimborsabilita’ dell’Iva pagata ingiustamente dai contribuenti. La Corte ha giustificato la scelta con ampie motivazioni in diritto e con l’individuazione di parametri con cui poter discernere un corrispettivo da un tributo. Di certo, ha specificato, non basta chiamare “corrispettivo” un tributo mascherato perche’ muti natura giuridica e diventi, a piacere del legislatore, appunto corrispettivo (rectius “corrispettivo e dunque iva”). Nonostante cio’ ci troviamo oggi a discutere della norma contenuta in merito alla nuova TIA (Tassa integrata ambientale), con cui il Governo dichiara che la tassa, che al vaglio dei parametri indicati dalla Corte e’ uguale alla precedente, in realta’ tassa non e’. Perche’? Per continuare a tassare doppiamente (prima con la TIA e poi con l’IVA sulla nuova TIA)? La Corte ha chiarito che non si puo’ fare, checche’ ne voglia il legislatore. Per questo si chiede la soppressione del comma 33 dell’art.14, che cosi’ recita: Le disposizioni di cui all’articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si interpretano nel senso che la natura della tariffa ivi prevista non è tributaria. Le controversie relative alla predetta tariffa, sorte successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, rientrano nella giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria (blog Donatella Poretti). [...]

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