Manovra economica: rivedere il meccanismo dell’8 per mille alle confessioni religiose. Nuove entrate per lo Stato. Odg

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Ordine del giorno dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca

La manovra economica prevede tagli lineari, riduzioni di spese e soppressioni di enti nell’ottica di un risparmio e di una razionalizzazione delle spese.

Con la legge n. 222 del 20 maggio 1985 “Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi”, e in particolare gli articoli 47, 48 e 49, si istituisce il meccanismo dell’otto per mille dell’Irpef. La ripartizione tra le istituzioni beneficiarie avviene in proporzione alle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi. In caso di scelte non espresse, la destinazione si stabilisce proporzionalmente alle scelte espresse e secondo gli accordi sottoscritti con le Confessioni religiose.
Sulla base delle scelte effettuate dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi, una quota pari all’otto per mille del gettito IRPEF è a diretta gestione statale.

In particolare l’articolo 47, secondo comma, dispone che, a decorrere dall’anno finanziario 1990, una quota pari all’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, liquidata dagli uffici sulla base delle dichiarazioni annuali, è destinata, in parte, a scopi di interesse sociale e di carattere umanitario a diretta gestione statale e, in parte, a scopi di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa Cattolica. Al terzo comma si istituisce il meccanismo della ripartizione delle quote non espresse che vengono ridistribuite proporzionalmente in base alle scelte espresse. Al successivo articolo 49 si prevede che: “Al termine di ogni triennio successivo al 1989, una apposita commissione paritetica, nominata dall’autorità governativa e dalla Conferenza episcopale italiana, procede alla revisione dell’importo deducibile di cui all’articolo 46 e alla valutazione del gettito della quota IRPEF di cui all’articolo 47, al fine di predisporre eventuali modifiche.”.

Dal 1985 si sono realizzate Intese anche con altre confessioni religiose che si ripartiscono insieme allo Stato la quota dell’otto per mille dell’Irpef, altre sono al vaglio. Attualmente sono sei: 1) Chiesa cattolica; 2) Chiesa evangelica valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi (Valdesi); 3) Unione delle comunita’ ebraiche italiane (UCEI); 4) Chiesa evangelica luterana in Italia (Luterani); 5) Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno (Avventisti); 6) Assemblee di Dio in Italia (ADI).

I contribuenti che annualmente in sede di dichiarazione dei redditi esprimono la loro preferenza sono circa il 40 per cento del totale.

Un esempio pratico. Nel 2008 l’ammontare dell’otto per mille è stato di euro 948.583.048,73. Le scelte espresse sono state pari al 41,83% del totale dei contribuenti.
Dato il meccanismo attuale dettato dal terzo comma dell’art. 47, tutta la cifra a disposizione è stata distribuita in due battute: prima il 41,83% (pari a euro 396.792.289,28) a tutti i beneficiari secondo l’indice di gradimento dei firmatari, e poi il restante 58,17% (pari a euro 551.790.759,45), sempre secondo l’indice di gradimento dei firmatari, ma questa volta solo a coloro che hanno accettato la quota non espressa (tutti meno le ADI e i Valdesi).
Se venisse rivista la formula del terzo comma dell’articolo 47, la ripartizione delle scelte non espresse, lo Stato avrebbe reintroitato quei quasi 552 milioni di euro (il 51,87% pari alle preferenze non espresse).

Si impegna il Governo:
- a pubblicizzare i lavori della commissione paritetica istituita dall’art. 49, i componenti e le eventuali proposte di modifiche che sono state presentate;

- per quanto di sua competenza, e tramite i componenti di nomina governativa, a verificare l’opportunita’ della revisione del meccanismo della ripartizione delle scelte non espresse.

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1 Risposta to “Manovra economica: rivedere il meccanismo dell’8 per mille alle confessioni religiose. Nuove entrate per lo Stato. Odg”

  1. Anonimo Says:

    [...] [...]

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