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Odg manovra: puntare ai farmaci generici, una proposta di riforma strutturale

Posted By Vincenzo On 16 giugno 2010 @ 11:50 In Ordini del giorno | No Comments

Ordine del giorno dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca

L’8,9% dei tagli della manovra in esame (pari a 1,4 miliardi) e’ determinato dalla riduzione della spesa per il personale della sanita’, per quella farmaceutica e per la revisione delle norme sull’invalidita’.
In particolare dal taglio sulla spesa farmaceutica sono previsti 600 milioni sia per l’anno 2011 che per l’anno 2012. Una percentuale importante arrivera’ da una riduzione dei profitti per grossisti e per farmacisti attraverso uno sconto obbligatorio previsto nell’art.11. Sui farmaci generici la norma prevede fino alla fine del 2010 una riduzione generalizzata dei prezzi del 12,5%. Poi, dall’anno prossimo, lo Stato non rimborserà piu’ tutti i generici che si trovano nella fascia “A”, quelli che sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ma solo quattro prodotti per ciascun principio attivo. Per scegliere i quattro rimborsabili, l’Agenzia italiana per il farmaco dovra’ fare delle selezioni competitive in base al criterio del costo minore a parita’ di dosaggio. Una vera e propria gara al ribasso, e lo Stato rimborsera’ per quel medesimo principio attivo solo il prezzo piu’ basso, lasciando a carico degli assistiti la differenza. Una misura che produrra’ concorrenza nel prezzo nell’immediato, ma a scapito poi della tensione concorrenziale negli anni dopo: i quattro prodotti una volta installati nel mercato si troveranno in una condizione di trust di fatto, una sorta di oligopolio da cui accordarsi facilmente sui prezzi da far lievitare.

Lo sconto obbligatorio previsto dalla manovra colpira’ particolarmente i farmaci generici ed equivalenti, invece che incentivarli e promuoverli. Molte misure potrebbero essere promosse e incentivate: invertire la prassi delle ricette privilegiando il principio attivo invece che la marca, scontrini intelligenti da cui si possa fare un raffronto sui prezzi, vendita farmaci sfusi e online, ecc..

Con un parere emesso il 7 maggio 2009 l’Autorita’ garante per la concorrenza e il mercato proponeva al Parlamento e al Governo un nuovo sistema di remunerazione della distribuzione dei farmaci erogati a carico del Ssn: riconoscere al farmacista una retribuzione a forfait per ogni servizio di vendita di ciascun medicinale, indipendentemente dal suo prezzo, sistema che introdurrebbe un elemento di forte regressivita’ del margine di guadagno rispetto al prezzo del prodotto, incentivando in tal senso la vendita dei farmaci a minor prezzo.
Con questa proposta non solo si avrebbero benefici per le tasche dei cittadini, ma anche per le casse dello Stato.

Il parere recitava: “L’Autorità, pertanto, per far fronte alle problematiche evidenziate, ritiene necessaria l’adozione di un diverso criterio di remunerazione della componente distributiva, con riferimento alla distribuzione dei farmaci erogati dal SSN, in grado di porre il distributore finale in una condizione di relativa neutralità rispetto alla scelta del farmaco da consigliare al paziente, se non addirittura di rendere maggiormente conveniente la vendita del farmaco più economico.
Verrebbe in tal modo garantita, sulla base di una logica economica oltre che etica e giuridica, l’imparzialità del farmacista nel fornire informazioni al consumatore circa la disponibilità, ed il relativo prezzo, dei medicinali equivalenti, mettendo il consumatore in condizioni di scegliere su tale base e su quella delle indicazioni terapeutiche fornite dal proprio medico.
A tale proposito, l’Autorità ribadisce pertanto l’opportunità, come già auspicato in altre occasioni55 [Cfr. AS 421, già citata.], di riconoscere al farmacista una retribuzione a forfait per ogni servizio di vendita di ciascun medicinale, indipendentemente dal suo prezzo, sistema che introdurrebbe un elemento di forte regressività del margine di guadagno rispetto al prezzo del prodotto, incentivando in tal senso la vendita dei farmaci a minor prezzo. L’introduzione di una sorta di “fee for service”, peraltro, sganciando la remunerazione dal valore dei farmaci distribuiti ed eventualmente anche dalla dimensione e dal numero delle confezioni fornite in ciascun atto di vendita, renderebbe neutrale la scelta circa le confezioni da consegnare, assicurando in tal modo, in assenza di precise indicazioni mediche, la consegna del quantitativo di farmaco che maggiormente si avvicina all’effettivo fabbisogno terapeutico.
Il sistema di remunerazione a forfait, d’altro canto, sia pure in alcuni casi associato ad un moderato aggancio al prezzo del prodotto commercializzato, viene già utilizzato con successo da altri paesi europei, quali Regno Unito, Germania, Francia e, oltre un certa soglia di prezzo, Spagna. In tali paesi, peraltro, il livello di diffusione dei farmaci generici è nettamente superiore rispetto a quello italiano.
Si osserva, infine, che il valore della “fee for service” potrebbe essere calcolato in modo da non erodere la marginalità complessiva della componente distributiva del settore, limitandosi invece a definire una diversa e più appropriata distribuzione dei guadagni sui diversi servizi resi dal farmacista, piuttosto che sul valore dei prodotti venduti.
Un’ulteriore componente della remunerazione dei farmacisti, anch’essa sganciata dal valore dei prodotti commercializzati, potrebbe essere inoltre introdotta per incentivare l’efficienza nello svolgimento delle ulteriori attività di “servizio pubblico” svolte da tali operatori, quali, ad esempio, i servizi offerti in collegamento con il SSN (prenotazioni visite ospedaliere, pagamento del ticket, ecc.). In tal senso, potrebbero essere in qualche modo stimati e rimborsati, sul modello inglese, i costi sostenuti per l’erogazione di tali servizi, in termini di capitale fisico ed umano destinati a tale scopo.
Un elemento di ulteriore problematicità nel funzionamento dell’attuale normativa volta a regolare la remunerazione della componente distributiva del settore risiede nel carattere sostanzialmente non vincolante delle percentuali di margine fissate, che vengono di fatto utilizzate solo quale valore di riferimento minimo nella contrattazione tra le parti.”.

Si impegna il Governo:

- ad adottare un diverso criterio di remunerazione della componente distributiva, con riferimento alla distribuzione dei farmaci erogati dal SSN, in grado di porre il distributore finale in una condizione di relativa neutralità rispetto alla scelta del farmaco da consigliare al paziente, se non addirittura di rendere maggiormente conveniente la vendita del farmaco più economico.

- a verificare la fattibilita’ della proposta dell’Antitrust di riconoscere al farmacista una retribuzione a forfait per ogni servizio di vendita di ciascun medicinale, indipendentemente dal suo prezzo.

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