Napoli. Ospedale del mare troppo vicino al Vesuvio? Nuova interrogazione

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Riuscirà il Governo in carica, visto che il precedente non vi è riuscito, a spiegare ai cittadini napoletani e italiani perché il nuovo Ospedale del Mare, di prossima inaugurazione (si parla del settembre 2009), fiore all’occhiello dell’architettura ospedaliera nazionale, uno dei più grandi in Italia con i suoi 450 posti letto, opera da 190 milioni di Euro, si è voluto per forza di cose costruirlo nella zona gialla di rischio eruzione che circonda il Vesuvio  (a “pericolosità differita”, ma pur sempre pericolosa) , e, quel che è peggio, a 100 metri dal limite della zona rossa?  Riusciranno a far sapere alla popolazione a quali parametri si sia conformato il modus eligendi che ha portato alla nomina nel 2003 della Commissione Nazionale per l’aggiornamento del Piano d’emergenza dell’area vesuviana e dei Campi Flegrei, i “vulcanologi, fra i maggiori esperti del Vesuvio a livello internazionale, nominati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 698 del 6 Marzo 2003″, che con le loro consulenze hanno reso possibile la realizzazione di un’opera tanto importante e delicata in una zona oggettivamente e potenzialmente a rischio? 
E ancora, come mai la scelta dell’ubicazione del nuovo Ospedale sia stata da subito fortemente criticata e decisamente sconsigliata da un gruppo di professori dell’Università Federico II di Napoli con acclarata esperienza in vulcanologia riconosciuta a livello nazionale e internazionale, che senza mezzi termini paventano uno scenario di grave tragedia in caso di una prossima eruzione del Vesuvio?   
Nonostante le “rassicurazioni” (che suonano come conferma delle nostre preoccupazioni) espresse nella risposta dell’allora ministro Vannino Chiti a una mia analoga interrogazione depositata alla Camera la scorsa legislatura, la scelta dell’ubicazione del nuovo Ospedale del Mare di Napoli, costruito a soli 100 metri dal limite della zona rossa a rischio eruzione del Vesuvio, continua a sembrare a dir poco leggera, non sufficientemente ponderata. Perciò, insieme al sen. Marco Perduca, abbiamo provveduto a riformulare un’altra volta le medesime richieste, con una interrogazione parlamentare ai ministri del Lavoro, salute e politiche sociali, e dell’Interno, nella speranza di ricevere delle informazioni più accurate, e magari l’accessibilità da parte del pubblico ai documenti relativi alla consulenza della Commissione Nazionale per l’aggiornamento del Piano d’emergenza dell’area vesuviana e dei Campi Flegrei  alla Protezione Civile. 
Qui il testo dell’interrogazione:
Qui la risposta alla precedente interrogazione (A. C. 4-03882) .

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