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Mutilazione coda e orecchie dei cani. Vigilare per applicazione divieto. Ordine del giorno

Posted By Vincenzo On 13 maggio 2010 @ 13:37 In Ordini del giorno | No Comments

Ordine del Giorno AS ddl 1908 dei senatori Donatella Poretti, Marco Perduca, Franca Chiaromonte, Francesco Ferrante, Silvana Amati, Roberto Della Seta

La Convenzione europea relativa alla protezione degli animali da compagnia, firmata a Strasburgo il 13 novembre 1987, gia’ ratificata da 13 Stati Europei, prevede all’articolo 10 come gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi, debbono essere vietati. In particolare vieta: a) il taglio della coda; b) il taglio delle orecchie; c) la recisione delle corde vocali; d) l’esportazione delle unghie e dei denti. La Convenzione ammette eccezioni al divieto solamente se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale, nonche’ per impedirne la riproduzione.

All’Expo Mondiale di Amsterdam che si è tenuta in luglio 2002, non sono stati ammessi Dobermann con orecchie tagliate (conchectomia). È stata vietata l’ammissione di cani con coda tagliata (caudectomia) per soggetti nati dopo il 1 Settembre 2001, indipendentemente dal Paese di residenza del proprietario.

Dal giugno 2002 la Svizzera vieta l’importazione di cani con orecchie e/o code mozzate, dal divieto sono esclusi solo i cani appartenenti a cittadini non svizzeri che si recano nella Confederazione per turismo. In Svizzera il taglio delle orecchie è vietato dal 1981 e quello della coda dal 1997. Gli standard ufficiali delle razze cui tradizionalmente veniva effettuata la conchectomia (amputazione delle orecchie) e la caudotomia (amputazione della coda), nelle nazioni di origine delle stesse sono stati da tempo modificati.

Quanto sopra indica una certa tendenza, in Europa , a correggere una “forma mentis” instauratasi in circa 100 anni e attualmente dura ad essere rimossa.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 2 ottobre 2009 il Disegno di Legge di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia, frutto dell’intenso lavoro di collaborazione tra il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e il Ministero degli Affari Esteri. Con questo atto normativo, oltre a ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa di Strasburgo emanata nel lontano 1987, venivano introdotte importanti modifiche al Codice Penale. In particolare, il taglio della coda, delle orecchie e altre mutilazioni, non motivate da esigenze terapeutiche, divenivano reati penali attraverso la modifica dell’art. 544 ter del Codice Penale.

Attualmente le mutilazioni sono regolate dall’Ordinanza 3 marzo 2009 vieta gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, fatta eccezione -per quanto riguarda il taglio della coda- per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, “sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia”.

Si impegna il Governo
a prevedere un sistema di monitoraggio dell’applicazione di tale divieto, avvalendosi della collaborazione Servizi Veterinari delle regioni, delle ASL, dell’Ordine dei Medici Veterinari e del Comitato Bioetico per la Veterinaria per ottenere dati anche numerici sugli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane che vengono fatti e con quali scopi, curativi e non.

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