Droga. Il fallimentare sistema di allerta precoce e l’illusione del regime proibizionista

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, ha risposto ieri ad una interpellanza parlamentare sul sistema di allerta precoce del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, e piu’ in generale sul regime proibizionista in materia di droghe. Interpellanza che avevo depositato con il senatore Marco Perduca su segnalazione di Giulio Manfredi, Comitato nazionale Radicali Italiani e dell’associazione radicale torinese Adelaide Aglietta.
Nella risposta Giovanardi ha confermato il fallimentare sistema di allerta per evidenti mancanze di coordinamento con le strutture locali e regionali. Esattamente cio’ che segnalavamo nell’interpellanza, ossia che il sistema di allerta precoce si era attivato a Torino nell’estate del 2009, dopo ben due mesi che tossicodipendenti morivano per strada per colpa di uno stupefacente oppioide particolare, denominato «6-Mam», di provenienza afgana. Piu’ in generale il sottosegretario Giovanardi ha confermato l’approccio ideologico, negato a parole, parlando sempre della prevenzione e della cura, tendendo quasi sempre a sostituire o a sovrapporre questi termini ad un altro, quello della riduzione del danno, aggiungendo che programmi di somministrazione di eroina, a prescindere dai risultati, non possono rientrare nei piani del Governo perche’ “la cronicizzazione è una condizione eticamente inaccettabile”.
Eticamente inaccettabile forse per un Governo dovrebbe essere che i ragazzi ancora muoiano per strada. A Torino in 27 sono morti la scorsa estate per un oppioide immesso sul mercato dal narcotraffico.

Al link l’illustrazione dell’interpellanza, la risposta del Governo e la replica dell’interrogante

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