Caso Cucchi. Una morte evitabile, la mancata assistenza sanitaria e l’isolamento di un detenuto a cui sono stati negati i più elementari diritti

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Il Senato e la commissione sul Ssn ha avuto la forza di approvare una relazione finale dell’inchiesta sull’efficacia, l’efficienza e l’appropriatezza delle cure prestate al Stefano Cucchi, morto per disidratazione. Un detenuto in sciopero della fame e della sete che nella ricerca disperata di vedersi riconosciuto un diritto, quello dell’assistenza del legale di fiducia forse anche per cercare di denunciare chi gli aveva provocato le lesioni traumatiche. Nel suo percorso sanitario Cucchi purtroppo non ha avuto la corretta assistenza sanitaria, questo dovevamo registrare nella commissione. Il Senato e il Governo sara’ bene prendano in considerazione le nostre valutazioni e le problematicita’ del caso singolo e più in generale dell’assistenza sanitaria in carcere.
Tutto il materiale della commissione occorre ora che vengano non solo inviati alla Procura, ma anche desecretati e resi accessibili a tutti nell’ottica della trasparenza e dell’accesso agli atti delle istituzioni.
Dopo mesi dal fatto speriamo che anche la Procura riesca a concludere le sue indagini e a individuare i responsabili di una morte che poteva essere evitata.

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