Elezioni Toscana. Regione peggio del Governo nazionale. Candidati di sinistra e destra come i ladri di Pisa

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Per il rinnovo del consiglio regionale e l’elezione del nuovo governatore, la burocrazia della Toscana ha gia’ emanato il proprio verdetto di codificazione dell’illegalita’: ai cittadini di Toscana e’ vietato il diritto di voto per Alfonso De Virgiliis, candidato governatore della lista Bonino-Pannella, in quattro circoscrizioni provinciali: Prato, Lucca, Grosseto e Livorno. Anche se la legge stabilisce che per il candidato governatore debbano essere raccolte delle specifiche firme e la lista Bonino-Pannella le ha raccolte e sono state ritenute valide, la burocrazia politica del regime di Toscana usa la propria arroganza per attuare una strage di legalita’, e si inventa che senza sostegno di una lista provinciale agli elettori debba essere impedito di scegliere anche il candidato a governatore in regola con le norme di partecipazione.
Come e peggio del Governo nazionale e il suo Decreto legge con cui ha voluto intimorire i giudici del Tar del Lazio e della Lombardia che stanno decidendo se confermare o meno le violazioni di procedura compiute dal partito di Governo nella presentazione delle proprie liste alle regionali.
Claudio Martini e’ come Silvio Berlusconi. Cosi’ come il candidato del centro-sinistra Enrico Rossi e’ identico a Monica Faenzi candidata del centro-destra. Come i ladri di Pisa: di giorno litigano e di notte vanno a rubare insieme:
- di giorno
* Enrico Rossi fa una campagna elettorale di razionalizzazione e consolidamento del proprio apparato di potere e di controllo sociale ed economico, coi soldi e le energie del proprio apparato di assessore alla Salute;
* Monica Faenzi arranca nel proporre alternative inconsistenti e programmi vuoti.
- di notte:
* entrambi si sono fatti la legge elettorale in Toscana col premeditato scopo di consentire solo ai loro apparati di poter essere rappresentati. Gia’ si sa chi saranno gli eletti e chi non faceva parte del precedente consiglio regionale e’ impedito di proporre agli elettori la propria politica.
Per impedire questo stiamo depositando ricorso al Tar, anche se non abbiamo il conforto di un decreto del Governo che faccia pressione sui giudici amministrativi, ma con la consapevolezza e la denuncia che il regime non e’ solo quello del Governo Berlusconi, ma e’ quest’ultimo che va a braccetto anche con i propri oppositori di comodo.

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