Emendamenti al ddl 1880 in materia di durata del processo

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 A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 1

All’art. 1, comma 1, la lettera b) è soppressa.
Motivazione

L’abrogazione dell’obbligo alla riparazione del danno non patrimoniale per l’irragionevole protrarsi del processo anche attraverso adeguate forme di pubblicità della dichiarazione dell’avvenuta violazione, cela l’intento di nascondere le disfunzioni del sistema giudiziario italiano e viola il diritto dei cittadini ad una corretta informazione

A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 1

All’art.1, comma 1, lettera c), capoverso comma “3-bis”, le parole “il processo penale si considera iniziato alla data di assunzione della qualità di imputato”, sono sostituite dalle seguenti: “Il processo penale si considera iniziato alla data di emissione dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415-bis del codice di procedura penale”.
Motivazione

L’individuazione dell’assunzione della qualità di imputato come inizio di decorrenza del termine previsto per la “ragionevole durata” del processo penale è in contrasto con l’art. 111 della Costituzione il quale ricomprende nel concetto di ”processo” anche la fase delle indagini, almeno dal momento in cui l’interessato ne abbia avuto la percezione dell’esistenza.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
Sopprimerlo.

Conseguentemente

Sopprimere l’art. 3
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 1, capoverso art. 346-bis, comma 1, dopo le parole “dieci anni di reclusione”, sono aggiunte le seguenti: “o di arresto”.
Motivazione

La modifica si rende necessaria in modo che la nuova disciplina risulti applicabile anche a tutte le contravvenzioni (non solo dunque ai “delitti” che prevedono la reclusione, ma anche a tutti gli altri reati previsti dal codice penale – come le contravvenzioni appunto – che prevedono “l’arresto”).
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 1, capoverso art. 346-bis, al comma 1, premettere alla lettera a) la seguente:
“aa) dall’iscrizione del nominativo dell’indagato nel registro delle notizie di reato di cui all’art. 335 del codice di procedura penale sono decorsi più di due anni senza che il pubblico ministero abbia esercitato l’azione penale formulando l’imputazione ai sensi dell’art. 405 del codice di procedura penale o abbia richiesto l’archiviazione”

Conseguentemente

dopo l’art. 2  è aggiunto il seguente:
“2-bis (Responsabilità disciplinare del Pubblico Ministero).
L’estinzione del processo determina per le cause previste dall’art. 346-bis, comma 1, lettera aa) del codice di procedura penale, è fonte di responsabilità disciplinare per il Pubblico Ministero titolare delle indagini ed è valutata ai fini della progressione in carriera dello stesso.
Motivazione

Il meccanismo previsto dal DDL in esame risulta al tempo stesso irragionevole ed inefficace in quanto agisce esclusivamente sulla determinazione della durata massima delle singole fasi processuali senza sanzionare con analogo meccanismo la durata eccessiva della fase procedimentale delle indagini preliminari. Spesso infatti si verificano inammissibili ritardi nell’esercizio dell’azione penale con il conseguente determinarsi di lunghissimi tempi morti fra effettiva conclusione delle indagini ed esercizio dell’azione penale. L’emendamento in questione pertanto tende a sanzionare anche la durata eccessiva delle indagini preliminari prevedendo nel contempo l’introduzione di una norma che preveda la responsabilità disciplinare del P.M. titolare delle indagini nel caso si vernichi una eventualità del genere.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 1, capoverso art. 346-bis, al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente:
“a) dal provvedimento con cui il pubblico ministero esercita l’azione penale formulando l’imputazione ai sensi dell’art. 405 sono decorsi più di due anni senza che sia stata emessa la sentenza che definisce il giudizio di primo grado; qualora si proceda per reati per i quali è prevista l’udienza preliminare di cui al libro V, titolo IX del codice di procedura penale il termine complessivo per giungere all’emissione della sentenza di primo grado del giudizio è elevato a due anni e sei mesi”.
Motivazione

E’ opportuno prevedere un allungamento del termine di due anni nel caso di procedimenti che prevedono la celebrazione dell’udienza preliminare.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 1, capoverso art. 346-bis, comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
“b) dal momento del deposito dell’atto di impugnazione avverso la sentenza di cui alla lettera a) sono decorsi più di diciotto mesi senza che sia stata pronunciata la sentenza che definisce il giudizio di appello”
Motivazione
Determinare una eguale durata di due anni, sia per la fase dibattimentale, che spesso implica una istruttoria complessa ed articolata, che per la fase dell’appello, che – salvo ipotesi di parziale rinnovazione ai sensi dell’art. 603 del codice di procedura penale -. Si risolve nella maggior parte dei casi in una sola udienza di discussione, risulta francamente incomprensibile. Pertanto con il presente emendamento la durata del giudizio di secondo grado viene ridotta da 24 a 18 mesi.
Inoltre appare più ragionevole far decorrere il termine riservato al giudizio d’appello non dalla redazione della sentenza emessa nel grado precedente, ma dal deposito dell’atto di impugnazione (ciò in modo che l periodi fisiologici necessari alla redazione della sentenza  – che possono essere anche di novanta giorni – e quelli riservati all’esercizio del diritto di impugnazione – che possono arrivare fino a quarantacinque giorni e non  sempre decorrenti dalla scadenza del termine anzidetto – non vengano computati ai fini della dichiarazione di estinzione del processo).
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 1, capoverso art. 346-bis, comma 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente:
“c) dal momento del deposito del ricorso avverso la sentenza di cui alla lettera b) sono decorsi più di diciotto mesi senza che sia stata pronunciata sentenza da parte della Corte di Cassazione”.
Motivazione

Analoghe considerazioni valgono per la fase successiva relativa al giudizio di legittimità per il quale neppure vale l’anzidetta possibile eventualità della rinnovazione istruttoria. Anche in questo caso dunque la previsione di una durata di fase di due anni appare del tutto irragionevole in sé e del tutto sproporzionata rispetto a quella prevista per la fase dibattimentale. Di qui la riduzione del termine da 24 a 18 mesi prevista anche da questo emendamento.
Inoltre, come per l’appello, appare più ragionevole far decorrere il termine riservato al giudizio di cassazione non dalla redazione della sentenza emessa nel grado precedente, ma dal deposito del ricorso (ciò in modo che i periodi fisiologici necessari alla redazione della sentenza e quelli riservati all’esercizio del diritto di impugnazione, non vengano computati ai fini della dichiarazione di estinzione del processo).
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2

All’art. 1, capoverso art. 346-bis, comma 1, la lettera d) è sostituita dalla seguente: “dalla sentenza di cui alla lettera c) sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata sentenza da parte della Corte di Cassazione”.
Motivazione

Altrettanto incomprensibile risulta il termine previsto specificatamente alla lettera d) e relativo ai procedimenti di “rinvio a seguito di annullamento della Corte di Cassazione”. In questi casi infatti il DDL prevede un termine di un solo anno, per cui il giudice deve dichiarare estinto il processo se entro tale termine non è stata pronunciata “sentenza irrevocabile”: tenendo conto che le sentenze di rinvio sono comunque ricorribili per Cassazione, non si comprende come possa concentrarsi in tale esiguo termine il doppio grado di giudizio di rinvio/ricorso o se debba scattare un ulteriore termine di fase tutto da identificare. Con questo emendamento pertanto si intende prevedere un termine di fase più lungo (due anni) per ovviare ai predetti inconvenienti.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, il comma 3 è soppresso
Motivazione

L’ipotesi di sospensione sino a tre mesi nel caso di contestazioni ai sensi degli artt. 516, 517 e 518, potrebbe agevolmente indurre ad una utilizzazione strumentale della “nuova contestazione” al fine di lucrare una estensione del termine, con pericolose ricadute anche sul merito del processo.
Con questo emendamento pertanto si intende sopprimere la citata disposizione
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, comma 5, le parole: “nei processi in cui l’imputato ha già riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la riabilitazione, o è stato dichiarato delinquente o contravventore abituale o professionale e,”, sono soppresse.
Motivazione

Applicare il processo breve solo ai soggetti sostanzialmente incensurati essendo esclusi tutti coloro che abbiano riportato “condanna a pena detentiva per delitto”, svela un inaccettabile aspetto autoritario che ancora una volta interpreta il processo penale esclusivamente come strumento di “difesa sociale” piuttosto che di un equo, condiviso e democratico complesso di norme, volto all’accertamento della responsabilità del singolo. Il diritto ad un processo breve, da concludersi entro termini ragionevoli, spetta a ciascun imputato, a prescindere dai suoi trascorsi giudiziari, trattandosi di una “garanzia oggettiva”  insita nello stesso procedere giurisdizionale. Sarebbe incostituzionale prevedere il contrario.
Inoltre applicare le norme sul processo breve solo agli incensurati crea evidenti difficoltà e problemi applicativi nell’ambito dei processi “cumulativi” nei quali alcuni imputati incensurati dovrebbero godere del privilegio del processo breve, mentre altri imputati, a causa dei loro precedenti, dovrebbero esserne esclusi: si potrà quindi procedere ad una separazione dei giudizi? Come potrà altrimenti essere gestita, all’interno di un unico processo, la presenza di due diverse “qualità” di imputati? Potrà il medesimo processo subire un esito solo parzialmente estintivo?
Comunque, la decisione di applicare in tempi brevi gli imputati incensurati sembra difficilmente conciliabile con la scelta operata dal legislatore nell’estate del 2008 allorquando si decise di assegnare la priorità assoluta ai processi nei quali è stata contestata la recidiva (art. 132-bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale).
La speditezza processuale non è un premio da riservare all’incensurato, ma un diritto da assicurare a ogni imputato.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, comma 5, le parole: “anche se è intervenuta la riabilitazione” sono soppresse.
Motivazione

Ancora più irragionevole risulta la esclusione dalle disposizioni del processo breve nei confronti dei cosiddetti “riabilitati”.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, comma 5, dopo le parole: “o contravventore abituale o professionale,”, sono aggiunte le seguenti: “eccetto che nelle ipotesi di applicazione concordata della pena ex art. 445 del codice di procedura penale, qualora il reato sia stato dichiarato estinto ai sensi del comma 2 del richiamato articolo, nonché nelle ipotesi di sospensione condizionale della pena, nel caso in cui il reato sia stato dichiarato estinto ex art. 167 del codice penale,”.
Motivazione

Appare opportuno non escludere l’applicazione della disciplina estintiva nelle ipotesi di sentenza “patteggiata”, qualora il reato sia stato poi dichiarato estinto, e nelle ipotesi di concessione della sospensione condizionale della pena, anche qui solo nel caso in cui il reato sia stato poi dichiarato estinto.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, comma 5, le parole: “e nei processi relativi a uno dei seguenti delitti, consumati o tentati: a) delitto di associazione per delinquere di cui all’articolo 416 del codice penale; b) delitto di incendio di cui all’articolo 423 del codice penale; c) delitti di pornografia minorile di cui all’articolo 600-ter del codice penale; d) delitto di sequestro di persona di cui all’articolo 605 del codice penale;
e) delitto di atti persecutori di cui all’articolo 612-bis del codice penale; f) delitto di furto quando ricorre la circostanza aggravante prevista dall’articolo 4 della legge 8 agosto 1977, n. 533, e successive modificazioni, o taluna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 625 del codice penale; g) delitti di furto di cui all’articolo 624-bis del codice penale; h) delitto di circonvenzione di persone incapaci, di cui all’articolo 643 del codice penale; i) delitti di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater; l) delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a); m) delitti commessi in violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro e delle norme in materia di circolazione stradale; n) reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286”, sono soppresse.
Motivazione

Non prevedere un termine di durata per i processi più gravi  significa far  passare questi  procedimenti in coda e farli durare ancora di più con danno non solo per le parti offese ma anche per la sicurezza di tutti.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2

All’art. 2, comma 5, la lettera b) è soppressa
Motivazione

All’interno dei reati rispetto ai quali non si applicano le disposizioni sul cosiddetto processo breve, non si riesce a cogliere un criterio che possa dirsi razionale, in quanto i singoli reati esclusi analiticamente dal novero delle fattispecie per le quali il meccanismo estintivo agisce, sembrano individuati con una logica del tutto casuale ed inorganica, ovvero sull’onda della adesione emotiva a modelli di comunicazione mediatica. Ad esempio, relativamente il reato di incendio previsto dalla lettera b), l’accertamento della responsabilità in sede processuale appare assai semplice e solitamente non implica attività dibattimentali complesse, ergo non si capisce per quali motivo alo stesso non si debbano applicare le disposizioni relative al processo breve.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, comma 5, la lettera c) è soppressa
Motivazione

Anche per i delitti di pornografia vale quanto detto con riferimento al precedente emendamento.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, comma 5, le lettere f) e g) sono soppresse
Motivazione

Anche per i delitti di furto aggravato  vale quanto detto con riferimento ai precedenti emendamenti.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, comma 5, la lettera h) è soppressa
Motivazione

Anche per il delitto di “circonvenzione di persone incapaci”  vale quanto detto con riferimento ai precedenti emendamenti. Con l’aggiunta che nel caso di specie trattasi di un delitto di difficile collocazione sia quanto ad allarme sociale, sia quanto a gravità, sicché ancora più incomprensibile appare la sua esclusione dal novero delle fattispecie di reato per le quali si applica il processo breve
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, comma 5, la lettera n) è soppressa
Motivazione

Anche per il delitto di clandestinità vale quanto detto con riferimento al precedente emendamento.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 2
All’art. 2, comma 5, dopo la lettera o) è aggiunta la seguente:
“p) delitti in materia di colpa professionale medica”.
Motivazione

Se le disposizioni sul processo breve non vanno applicate a reati che comportano il coinvolgimento di interessi diffusi nella collettività e che richiedono un complesso accertamento dibattimentale delle singole responsabilità, stupisce l’esclusione dal termine relativamente ai reati “commessi in violazione delle norme in materia di circolazione stradale” e non invece delle ipotesi di “colpa professionale medica” che appaiono caratterizzate da identiche complesse modalità di accertamento e che appaiono avere identico impatto sociale
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 3
All’art. 3, il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. Le disposizioni dell’articolo 2 si applicano ai procedimenti iscritti nel registro delle notizie di reato di cui all’art. 335 del codice di procedura penale successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge”.
Motivazione

La normativa transitoria contenuta nel DDL suscita perplessità in quanto – contrariamente  al principio secondo cui le norme processuali non hanno effetto retroattivo, si stabilisce che le nuove disposizioni sono applicabili anche ai processi penali già iniziati in primo grado, escludendo solo quelli pendenti in appello e in cassazione. Ciò significa che il diritto alla celerità processuale viene irragionevolmente garantito ad una ristretta cerchia di imputati il cui dibattimento può essersi incardinato in un regime che non conosceva i termini di durata massima.
Con il presente emendamento pertanto si prevede che le nuove norme sul processo breve si applichino solo ai processi sorti dopo l’entrata in vigore della legge.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 3
All’art. 3, il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. Le disposizioni dell’articolo 2 si applicano ai processi in corso per i quali sia stato emesso il decreto che dispone il giudizio, ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte d’appello o alla Corte di Cassazione”.
Motivazione

La norma intertemporale di cui all’art. 3, comma 2 del DDL in esame intende applicare ai procedimenti in corso nel primo grado di giudizio i termini di prescrizione processuale previsti dall’art. 346-bis. Trattasi di scelta palesemente inaccettabile e che realizza una sorta di amnistia occulta per i reati oggetto di tali procedimenti, anche quando negli stessi si sia svolta una rilevante fetta dell’istruzione dibattimentale. Con questo emendamento si intende più ragionevolmente collocare la soglia di “retroattività” delle nuove regole in corrispondenza con l’emissione del decreto che dispone il giudizio.
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 3
All’art. 3, il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. Le disposizioni dell’articolo 2 si applicano ai processi in corso per i quali sia stata dichiarata l’apertura del dibattimento, ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte d’appello o alla Corte di Cassazione”.
Motivazione

La norma intertemporale di cui all’art. 3, comma 2 del DDL in esame intende applicare ai procedimenti in corso nel primo grado di giudizio i termini di prescrizione processuale previsti dall’art. 346-bis. Trattasi di scelta palesemente inaccettabile e che realizza una sorta di amnistia occulta per i reati oggetto di tali procedimenti, anche quando negli stessi si sia svolta una rilevante fetta dell’istruzione dibattimentale. Con questo emendamento si intende più ragionevolmente collocare la soglia di “retroattività” delle nuove regole perlomeno in corrispondenza con la dichiarazione di apertura del dibattimento (ciò vale solo nell’ipotesi in cui il precedente emendamento venisse respinto, ovviamente).
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 3
All’art. 3, comma 2, le parole: “ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte d’Appello o alla Corte di Cassazione”, sono soppresse
Motivazione

La norma transitoria risulta irragionevole nella parte in cui prevede l’applicazione della nuova causa di improcedibilità ai soli processi pendenti in primo grado e non anche ai processi pendenti nelle fasi processuali successive (appello e cassazione).
A.S. 1880

EMENDAMENTO

ART. 3
All’art. 3, comma 2, le parole: “ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte d’Appello o alla Corte di Cassazione”, sono sostituite dalle seguenti: “ad eccezione di quelli che sono pendenti nel grado di appello o di legittimità”.
Motivazione

Il presente emendamento prevede che il limite all’operatività della nuova disposizione sul processo breve dipenda non tanto dalla effettiva presentazione dell’atto di impugnazione e dalla formale incardinazione del procedimento “avanti” al giudice d’appello o a quello di legittimità, quanto dalla emissione della sentenza di primo o secondo grado, il che rende la norma transitoria più aderente alle scansioni della prescrizione processuale individuate dal DDL n. 1880.

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